Tuo/a figlio/a

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Vi ricordate la pubblicità di Grana Padano apparsa su  carta stampata?

Anche sull’emittente radiofonica su “radio Italia” per specificare, si pubblicizza stereotipando i generi  coinvolgendo addirittura i bambini.

Una voce femminile chiede a tre bambini (due maschi e una femmina) cosa vorrebbero fare da grandi:

La bambina risponde che vorrebbe fare la ballerina (e non c’è niente di più stereotipato che indicare quest’attività come unicamente femminile).Beh ci mancava solo che volesse fare la velina!

Il secondo bambino risponde che vorrebbe fare il portiere. Anche questa un’attività sportiva considerata tipicamente maschile.

L’altro bimbo non aspira ad essere uno sportivo ma di diventare astronauta. Cosa c’è di maschile nell’attività di astronauta?

Vi fa strano vedere una bambina nei panni di un’austronauta?

Eh già alle bambine non è permesso di varcare la soglia di casa, figuriamoci quella del pianeta!

Allora. Ricapitoliamo. Che male c’è se la bambina da grande volesse fare la portiera o l’astronauta, e i due bambini i ballerini?

Immaginate fossero i vostri figli.

– Impedireste a vostra figlia di fare l’astronauta solo perchè sfuggirebbe al vostro controllo?

– Impedireste alla vostra bambina di fare la portiera solo perchè la cultura italiana relega il calcio agonistico ad uno sport maschile?

– Impedireste a vostro figlio di fare il ballerino solo per paura che venga considerato un ricchione?

Eppure lo spot sembra volesse condizionare i bambini ad avere aspirazioni stereotipate a causa di banalissime paure proiettate da una società ancora sessista. La cosa più grave è che sembra avvicinarli a ruoli prestabiliti senza che potessero scegliere da soli in quanto esseri umani anzichè in quanto generi. 

Se i bambini avessero voluto fare dell’altro? Il pubblicitario li avrebbe presi a scappellotti?

Quanto tempo dovrebbe ancora passare per capire che prima di essere uomini e donne siamo esseri umani? Quanti secoli dovranno passare per guardarci come quello che siamo, umani, indipendentemente dal genere?

Solo così potremmo superare gli stereotipi di genere.

Ragazz* sono cose importanti, non sono cavolate queste, perchè dobbiamo renderci conto che così facendo ci stiamo appiattendo, ci stiamo rendendo simili a caricature e stiamo soffocando le nostre aspirazioni.

17 commenti

  • Ho pensato a te in effetti quando l’ho sentita!
    Sembra di leggere “Ancora dalla parte dell bambine”.. E dire che è stato scritto più 40 anni fa!

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  • A mio figlio (2 anni) piace molto ballare e cantare. Se vorrá andare a scuola di danza, lo iscriveró volentieri!
    Nella cittá dove abito, la squadra di calcio femminile é una delle piú forti del mondo (mentre quella maschile é una schiappa)

    Peró io abito in Svezia. Conta qualcosa?

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  • A mio figlio piace molto ballare e cantare, ma se vorrà andare a scuola di danza non lo potro’ iscrivere perchè l’unica scuola della mia città (capoluogo di regione, bada bene!) si occupa solamente di bimbe….quindi si dovrà accontentare della scuola di musica!!!!Ah, dimenticavo….Calabria/Italia, non Svezia :-/
    saluti anche a Morgaine!
    Doriana

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  • Beh sin da piccoli ci fanno il lavaggio del cervello sui ruoli…cosa deve fare una bambina (futura donna) e cosa deve fare un bambino (futuro uomo)!
    Questo vale anche per quanto riguarda i giocattoli, ad esempio perchè alla bambina appioppano sempre scope,spolverini,passeggini,bambole lagnanti,ecc ecc e ai bambini macchine,moto,aereoplani,costruzioni,robot,ecc ecc?????
    Sin da primi anni ci fanno capire tu bambina sarai mamma (quindi abituati a cambiare pannolini, beh si ultimamente hanno creato queste bambole che fanno sul serio la pipì e la pupù…che fortuna ehhh?),e casalinga e moglie( quindi per la nostra mentalità moglie significa BADANTE)…
    Tu bambino (essere umano maschile) sarai tutto ciò che vorrai…pilota?..ingegnere?..architetto?..e soprattutto mai un bambino viene coinvolto in queste pubblicità tipo “dolceforno”, “dolcelavo”,”dolcestiro”…altrimenti che maschio sarebbe?

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    • Noi a nostro figlio abbiamo comprato: macchinine, trattori, aerei, aspirapolvere, cucina, pentoline, scopetta.
      Tutto quello che sembra interessarlo, insomma. Non ho notato preferenze tipiche “maschili” in quello che lui vuole usare.
      Spero si conservi cosí.
      se da grande diventa un maschio che non sa arrangiarsi a tenere la casa e cucinare lo diseredo!!

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      • Già…dalle tue parti (se nn sbaglio in svezia) ci saranno meno pregiudizi sulla scelta dei giochi no?
        So che in svezia stanno realizzando una campagna contro i giocattoli sessisti (come in francia) in Italia non ci si immagina nemmeno che la divisione dei ruoli nei giocattoli è una cosa sessista che va cambiata, anzi addirittura il 90% della gente considera un fattore biologico se un bambino sceglie di giocare con una bambola o con un trenino etichettando come futuro gay chi sceglie una bambola e futura lesbica chi sceglie un robot (o trans come si dice oggi).

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      • Mary, purtroppo io vedo molto sessismo (e crescente) anche qui per i bambini, sia nei vestiti che nei giochi. All’asilo li fanno giocare indistintamente con qualunque cosa, perché la filosofia é quella che le differenze di genere non devono essere imposte culturalmente, peró sono cosciente che esiste tutto un ambiente esterno che lancia pressioni. Io cerco di resistere ma, ad esempio, se uno ha una figlia e in commercio non c’é altro che vestitini rosa, cosa deve fare? tocca comprare quello che c’é. In Svezia c’é stato un appello in rete qualche mese fa, che ho firmato. Spero che i produttori di vestiti ci ascoltino.
        Sui giochi un genitore ha giá piú libertá di scelta. Se voglio posso benissimo comprare camion a una bambina e il ferro da stiro al bambino. Il problema appunto é la pressione sociale (gli amichetti che prendono in giro, tipo)

        Sempre a proposito di bambini: ultimamente, parlando col mio moroso, osservavamo che i cartoni animati e film per bambini ( e non solo) per la maggior parte hanno come protagonisti personaggi maschi. Se posso capire quelli prodotti in passato, lo trovo anacronistico oggi. Se per un bambino maschio non é un problema perché gli é piú semplice identificarcisi, riflettevo che, se avessimo avuto una figlia, la scelta é molto piú ardua. Forse é un dettaglio sciocco ma mi sono resa conto che cosí sono cresciutá con l’idea inconscia che il maschio quello protagonista, che prende decisioni, che fa cose interessanti ed é figo. Vorrei riuscire a trovare dei cartoni alternativi per proporre a mio figlio anche il concetto che pure i protagonisti femmine possono essere altrettanto cool, ma piú di Pippi calzelunghe, l’Apemaja, e certi film di Hayao Myazaki non riesco a trovare.
        Vorrei veramente che l’industria dell’intrattenimento non relegasse le femmine al solito ruolo della principessa che aspetta il principe.

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      • Uffa, ho scritto in fretta facendo un sacco di errori… chiedo venia.

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      • Caspita gli stereotipi sessisti sono proprio dappertutto..Sai Morgaine vorrei farti un paio di domande x posta sulla vita in svezia in generale (ovviamente per quanto riguarda i generi) e farne un post per questo blog :) Sarebbe un ottimo spunto per permettere a tutti di andare virtualmente un pò fuori dall’italia e confrontarsi con altre culture..

        C’è qualcun altro che vive o ha vissuto all’estero?

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  • Ragazz* ho messo il viedo su youtube ditemi se lo vedete :)

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  • Ciao Mary …mi dai gentilmente il link del tuo video?

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  • Quest’estate ho avuto modo di vedere alcune mie parenti con bimbi piccoli e ho visto che il sessismo è più radicato che mai nell’educazione. Putroppo non c’è alcuna consapevolezza, solo ignoranza totale: non immaginano neppure che non c’è una legge divina che impone la divisione dei giochi tra bimbo e bimba. Continueranno sempre su questa strada, e poi si lamenteranno tra 25 anni quando la figlia laureata troverà al massimo un lavoro da segretaria a 900 euro, “eppure è brava e ha studiato”. Coltivano l’ineguaglianza, e poi si lamentano dei suoi effetti.

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  • Sull’argomento è uscito nel 2007 un libro di loredana Lipperini : “Ancora dalla parte delle bambine”, interessante.

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  • danzatriceorientale

    A proposito di stereotipi sessisti legati ai colori, secondo cui rosa = femmina, celeste = machio, mi ricordo dello stupido test che quegli altrettanto tupidi delle iene fecero a Leyla del GF quando si diffusero le voci sulla sua presunta transessualità: ebbene, le proposero la scelta tra due bicchieri d’acqua, uno rosa e uno cleste, lei scelse il celeste e dunque, secondo questi eminenti scienziati, ciò voleva dire che le voci sul suo conto erano vere.

    Sui giocattoli, concordo coi commenti precedenti secondo cui purtroppo queste convinzioni sono radicate di generazione in generazione entro le nostre mura domestiche, quindi sarà un po’ dura abbatterle… se pensate poi che ancora esiste la suddivisione tra grembiuli a quadretti bianchi e rosa e bianchi e celesti all’asilo, anche se uno ci si mettesse, ogni sforzo poi verrebbe vanificato una volta che il/la bambino/a avranno messo piede nella scuola materna.

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