Il caso Campiello e l’arretratezza italiana

SullepolemicheprovocatedallascollaturadiSilviaAvallonealCampiello
 Vi ricordate quello che è successo poche settimane fa al Campiello?

Le mie lettrici mi hanno segnalato un video su youtube. Pieno zeppo di commentatari che facevano largo uso di stereotipi sessisti.

Commentatari che legittimavano il comportamento di Vespa. La “battuta” di Vespa è figlia dello stesso sessismo che la giustifica.

Un sessismo che fa parte dello stesso contesto sociale in cui vive Vespa: un contesto che evidenzia la tendenza italiana a sminuire e diasautorevolare le donne in tutto l’assetto sociale.

Perchè tale “battuta” non avrebbe avuto ragione di esistere in un contesto dove la condizione femminile è pari a quella maschile. Quindi non c’è alcuna ragione di appellare il comportamento delle straniere se non per metterne in evidenza le maggiori opportunità che hanno rispetto alle italiane. Ma qui ci arriveremo dopo.

Secondo questi utenti un uomo è legittimato a svilire una donna secondo il tipo di abbigliamento e il comportamento che mostra. (E’ chiaro che Bruno Vespa abbia agito consapevole che avrebbe ottenuto approvazione sociale):

Per molti l’abbigliamento sarebbe un “lasciapassare” per le molestie a sfondo sessuale (quindi anche lo stupro e le molestie sul lavoro?)

-Per molti la donna non è un essere pensante: è una preda che comunica con il corpo, non ha parola e quindi non può mostrare dissenso.

-Secondo loro le competenze intellettuali di una donna dovrebbero essere messe in secondo piano (ma anche al terzo) dopo il corpo,

– per loro l’uomo sarebbe legittimato a fare “certi apprezzamenti” fuoriluogo, in quanto prova di virilità,

-Secondo loro fuori luogo era l’abbigliamento succinto della ragazza e non la battuta volgare del vecchio bavoso.

-A loro parere alle donne in fondo in fondo piace anche se dicono di no.

Secondo loro una donna che sfida il pregiudizio della bella=oca e della secchiona=cessa è una puttana, quindi chiunque è autorizzato a farle notare che è oca e troia.

Insomma se sei una donna in Italia non solo non hai diritto ad essere trattata con dignità ma non puoi nemmeno pretenderlo. Se non accetti di essere trattata secondo il modello mediaset, sei acida (sinceramente quelli che leggo abbastanza acidi sono gli uomini), menosa e bigotta.

Viviamo in un Paese strano. Da una parte ti vogliono nuda, sovraesposta (per citare l’UDI) e dall’altra ti invitano coprirti. Se siamo abbigliate con femminilità dovremmo adeguarci al sistema velinista: quello della donna esposta come merce per il sesso maschile, senza ribellarci. Sii bella e stai zitta, come dice giustamente la Marzano nel suo libro.

La loro arma letale per sminuirci ancora di più sarebbe quella di ricordarci come si comportano le donne degli altri Paesi. A loro parere, apprezzerebbero con gratitudine le loro molestie. Questo sarebbe pure un metro per misurare l’intelligenza femminile.

Vi pare che sia attendibile una simile descrizione delle donne estere?

 Avete mai sentito– anche nel Paese più maschilista- premiare un opera letteraria in questo modo

Gli avrebbero permesso di rimanere ancora sul servizio pubblico se avesse detto una cosa simile?

– Pensate che la scrittrice e il pubblico si sarebbero messi a ridere dopo tali esternazioni?

-Non si sarebbe pure mobilitato il Governo dopo un simile episodio? O hanno per caso un Governo sessista come il nostro che addirittura impartisce ai loro servi questa (mala)educazione?

Negli altri Paesi la donna è meno svilita anche sui mezzi di comunicazione, non c’è tutta questa carne in mostra ad ogni ora della giornata, non esiste il velinismo e le donne hanno molte più opportunità.

In Italia siamo al 72° posto nelle classifiche mondiali del Global Gender Gap. Ci hanno superati persino alcuni paesi del terzomondo: Il Ruanda, lo Zimbabwue, il Vietnam, Tanzania…

Allora ecco che mi chiedo:

Se le donne degli altri Paesi se la passano meglio di noi, per quale motivo dovrebbero accettare le avances di un vecchio bavoso?

Per quale motivo se nemmeno sono abituate per cultura a simile trattamento dovrebbero accettarlo dagli italiani?

Avrebbero avuto così tante pari opportunità rispetto alle italiane se al loro fianco ci fossero stati uomini disposti a lederle l’autorevolezza?

Non so proprio a che donne straniere si riferissero. Non credo nemmeno si riferiscano a quelle del mondo islamico (visto che è l’unica realtà di genere meno evoluta della nostra). Se avresti fatto una “porcata del genere” in quei Paesi non so nemmeno se saresti uscito vivo di lì.

Sono arrivata ad una conclusione. Penso che si riferiscano alle donne straniere a pagamento. Gli uomini italiani (non sto generalizzando mi baso su statistiche) sono dei grandi consumatori di sesso a pagamento, sia quando vanno all’estero, sia quando restano in italia. Le donne straniere le conoscono sopratutto in queste occasioni.

Assidui frequentatori di night, marciapiedi, bordelli ed escort, una battuta del genere in quelle occasioni ci potrebbe anche stare. Del resto, loro mostrano “l’ambaradam” per vendere. Gli “apprezzamenti” però sono inclusi nel prezzo. Il problema è che loro nemmeno se ne accorgono. Quindi mi viene da pensare che gli italiani non abbiano capito che ci sono contesti e contesti per reputare tollerabili o meno certi apprezzamenti.

Ogni volta che incontro uomini italiani, per lo più di mezza età, accompagnati o sposati con donne straniere, dichiarano di averle conosciute nelle agenzie matrimoniali o di averle tirate fuori da qualche night.

Elogiano sopratutto la loro disponibilità, la loro vocazione nel trattarli da padroni e nel farli sentire importanti e la loro indulgenza rispetto alle donne italiane salvo poi quando partono le denunce per violenza domestica (le violenze contro le mogli straniere  da parte di italiani sono in aumento!).

Sono gli stessi che difendono le italiane solo quando qualche immigrato ci tocca. Ci difendono non in quanto donne ma in quanto roba loro. Sono quelli che vorrebbero buttarli tutti fuori dall’italia al grido di “non toccate le nostre donne” ma vorrebbero risparmiare le “belle ragazze albanesi”.

Sono gli stessi che condannano le loro connazionali quando hanno un partner straniero, sopratutto se più giovane e di colore.

Sono gli stessi che se qualcuno avesse fatto una battuta volgare sulla propria madre, sorella, moglie si sarebbero sicuramente indignati.

Allora: Vogliamo continuare a pensare che il problema sono le donne per occultare ancora le paure del maschio italico? Vogliamo ancora pensare che il problema sono le donne italiane, il loro modo di vestire, la loro acidità (forse una conseguenza dell’atteggiamento disgustoso di certi maschi?) o l’arretrattezza dei signori/ini italiani? Quanti anni invece ci vorrebbero in italia per capire che il problema sono loro…gli uomini?

Di una cosa siamo tutte certe. Il problema sono gli uomini italiani che non hanno ancora apprezzato il valore delle donne. E chi non lo apprezza avrà solo in cambio la nostra acidità. Potete provare ad emigrare all’estero, non soltanto una settimana, giusto per vedere se le straniere sarebbero disposte a sopportarvi per una vita intera. Non tornate qui perchè tanto non sentiremo la vostra mancanza.

Noi vi sopportiamo anche troppo. Infatti ci siamo pure tenendo il nostro misero 72° posto per pari opportunità.

23 commenti

  • Quando costoro parlano di donne straniere che apprezzerebbero le loro molestie, si riferiscono certamente ai viaggi “della speranza” (di trovare qualcuna disponibile,) nei paesi dell’est o del centro europa. Sono paesi in cui una ragazza tollera, con un sorriso di compatimento, le avances di uomini attempati. E lo fa per svoltare la serata. Come è stato giustamente messo in evidenza il commentatore è un frequentatore di bar per single o di night..Fuori dai locali notturni la vita è diversa. Tutto cambia.Un comportamento come quello di Vespa è inaccettabile ad un premio letterario. In Svezia come in Estonia. Il problema è sempre lo stesso: il sessismo e la frustrazione non fanno capire a certi uomini che, se le donne li respingono, c’è sempre una ragione. E la ragione è il loro modo di comportarsi e di relazionarsi. Certi uomini scambiano una serata al topless bar per vita reale.
    D’altra parte questa è l’Italia di oggi. Resistere resistere resistere.

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    • E questo è molto pericoloso. 30 anni di televisione che spacciano certi stereotipi per reali in un contesto dove gli uomini italiani già per cultura credono le le donne sono tutte quelle che vedono nei night o a sculettare in tv si notano nella condizione svantaggiata delle donne italiane. Se silvia avallone fosse scesa dal palco e il pubblico si fosse indignato allora potremmo dire che questa è un italia diversa da quella odierna: dove le donne per non apparire acide sopno costrette a compiacersi x le battute volgari di certi vecchi bavosi e dove gli uomini per non apparire gay devono approvare e giustificare questi mentecatti servi dello stato.

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  • Sono d’accordo con tutto l’articolo, ci voleva con quei commentacci schifosi. E’ però controproducente rivolgersi “agli uomini”… così facciamo il loro gioco – vorrebbero intrappolarci nello stereotipo della femminista che odia tutti i maschi.
    Specifichiamo sempre che il problema sono solo GLI IDIOTI che diffondono il “sii bella e stai zitta”!

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    • Non voglio generalizzare…ma se le donne italiane detengono posizioni svantaggiose per quanto riguarda le pari opportunità, le discriminazioni sono tante, i media ti relegano ad oggetto evidentemente gli uomini italiani che rispettano le donne sono veramente pochi. Non sto colpevolizzando gli uomini dal punto di vista di genere ma dal punto di vista “etnico”, quindi non credo che le loro accuse abbiano senso. L’italiano per cultura è meno portato a rispettare la donna come essere umano. Non potrei nemmeno essere accusata da loro di essere razzista, perchè sono italiana pure io.

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      • In teoria sono d’accordo, e allora dobbiamo fregarcene di chi sminuisce un discorso importante riducendolo al solito “sei acida, si vede che scopi poco” (detta terra-terra). In pratica non vorrei si allontanassero anche quei pochi che sono dalla parte delle donne (tutte!)

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  • danzatriceorientale

    Sul commentatore stendo un velo pietoso, avendoci già discusso ieri.
    Voglio invece “contornare” questo articolo con alcuni stralci di “Sii bella e stai zitta” che si riallacciano sia al tema del sessista incallito spaventato dalla donna pensante, nonché colpevole dei suoi fallimenti (leggi: colpa della donna se lui non riesce a conquistarla) sia alla demolizione dello stereotipo “femminista” = donna che odia gli uomini e che vorrebbe capovolgere i ruoli diventando lei la “comandante”.

    “Difendere un’idea – e battersi affinché un giorno possa trionfare – è diventato il simbolo dell’incapacità di adattarsi al mondo e al futuro”.

    “Una donna che chiede di essere rispettata è una donna “isterica”, una “donna frustrata”. È la stessa tecnica che utilizza il potere quando, poco sicuri di sé, cerca di soffocare le rivendicazioni delle minoranze (immigrati, omosessuali ecc). Quando si urla a una donna che è una “troia”, a un omosessuale che è un “frocio” o a una persona di colore che è uno “sporco negro”, lo si fa perché l’altro poi non possa rispondere”.

    “La donna viene associata alla lussuria: le streghe sono coloro che, invece di reprimersi, danno libero sfogo alla concupiscenza e, inducendo l’uomo in tentazione, sono all’origine della sua dannazione”. (quindi colpa di quella “strega” della Avallone se gli ormoni e le mani di Vespa hanno perso il controllo).

    “Incapaci di adattarsi ai cambiamenti e di accettare la parità uomo/donna, gli uomini cercano di attribuire alla donna la responsabilità di ogni loro défaillance. Troppo sicure di sé, troppo aggressive, troppo arroganti, le donne avrebbero finito col distruggere il desiderio dell’uomo: come possono pretendere di essere desiderate ancora, quando non fanno altro che criticare, ostacolare, umiliare? Perché si stupiscono quando preferiscono circondarsi di bamboline docili e passive?” (e infatti il commentatore m. ha detto che io commento troppo – parlo troppo – ergo sono frustrata, mentre lui preferisce evitare persone come me, alias persone che non gli danno ragione e non chinano la testa).

    “Essere dalla parte delle donne non significa sognare un mondo in cui i rapporti di dominio possano finalmente capovolgersi per far subire all’uomo ciò che la donna ha subito per secoli. Essere dalla parte delle donne vuol dire lottare per costruire una società egualitaria, in cui essere uomo o donna sia “indifferente”, non abbia alcuna rilevanza”.

    Per finire, il signor commentatore del post, altrove cita spesso il papa, dicendo che è colpa sua se noi siamo delle suore (IO? Io sono pure atea, pensa un po’!) e sentendosi perciò superiore a sua santità (lettere minuscole volute), quando è maschilista e misogino non meno di lui e la canzone “Ragazze acidelle” dei Flaminio Maphia, una canzone in cui si attribuisce l’appellativo di “acidella” alla donna che non ci sta, che non la dà, che respinge l’uomo o come la vogliate mettere, mentre invece dovrebbe darla a tutti ed essere accondiscendente con tutti, anche coi viscidi come Vespa. E quando invece è un uomo a respingere la donna o a non rispondere alle sue avances (anche se i machi son convinti che non capita: loro sono virili e “lo danno” a tutte, mica sono “froci”)? Beh, non c’è neanche da starci tanto a pensare: la colpa è della donna che non è stata in grado di attizzarlo, non di lui che si è comportato in modo “acido”, solo che la donna non può azzadarsi a dirglielo, men che meno a farci su una canzone demenziale: passerebbe anche stavolta per acida!

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    • MAGARI lo stereotipo della femminista cambiasse! Io non ho mai visto le femministe come brutte e cattive assetate di potere… anzi! Il femminismo vuole l’equilibrio, quello vero…

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  • Ciao ragazze. Anche a me è capitato di leggere su Youtube tutte quelle scemenze tracotanti – tipiche dei maschi di paesi arretrati sul piano del riconoscimento dell’altrui dignità a prescindere da genere e razza, quali appunto la terra dei cachi- ben descritte da Danzatrice nel suo post.
    Il problema è che, quando ho provato a rispondere e a intavolare uno straccio di confronto, sono sempre rimasta malissimo: di solito quelli che esprimono concetti retrogradi e offensivi sono persone di scarsissima cultura, schiave di luoghi comuni, ripetitori sterili di banalità infinite ascoltate chissà quante volte e ricacciate indietro, come un vomito perpetuo contro chi vorrebbe invece rompere la muffa dei cliché e tentare di capire le cose senza schemi predefiniti. Se ci fate caso i loro post, oltre a consistenti errori ortografici e sintattici, riportano un numero impressionante di “si sa che”, “è ovvio che”, “da che mondo è mondo”, “le donne sono, fanno, dicono” e lì parte il raglio contro una categoria che riunisce circa tre miliardi di individui diversissimi, ma che secondo la loro raffinata analisi sociologica può facilmente ridursi a un paio di macro-gruppi, quelle che vanno bene perché fanno quello ci si aspetta da loro, e le stronze/troie/streghe che non sono disposte a compiacerli e, come ai bei tempi, dovrebbero bruciare. Tutte, comunque, sono da disprezzare perché inferiori.
    Inutile però citare le streghe con loro, perché di storia non sanno nulla. Sanno solo che la loro nonna stava a casa e non aveva pretese e così devono essere le femmine; non riescono neanche a capire che quelle che vedono ogni giorno spogliate e inebetite sui media non sono “la donna”, ma una rappresentazione del femminile, scelta fra milioni di altre rappresentazioni possibili perché è la più comoda per una parte del mondo maschile.
    In definitiva, confrontarsi con loro è un’esperienza desolante e priva anche di quel minimo piacere dialettico che invoglierebbe comunque a tentare uno scambio. Se poi si commentano i video sulla violenza di genere, si viene aggredite a uno stuolo di maschi che dicono che sì tale violenza esiste, ma le vittime sono gli uomini. Mi pare insensato, a questo punto, insistere: è come se mi dicessero che gli asini volano (purtroppo alcuni scrivono!).

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  • Solo investendo in “cultura ed affetto” ci sarà la speranza, in futuro, di avere in questo paese, “persone” invece di trogloditi perfettamente funzionali ad un sistema totalitario il cui unico scopo è vendere merci.
    Credo che questo post commetta un errore di messa a fuoco: i commentatori di quel video non hanno problemi solo nei confronti delle donne, ma di tutta l’umanità che non fa parte del loro branco. Non è – a mio avviso – un problema unicamente di sessismo, ma di cultura. Questi non disprezzano le donne in quanto tali: disprezzano chiunque ponga loro un “problema” che richiede confronto.
    Intendo dire che è inutile pensare a “uomini che non odino le donne” finchè la società, in generale, continua a generare “uomini che odiano” (ed anche “donne che odiano”…perchè di personaggini ambisesso che fanno accapponare la pelle se ne trovano ad ogni piè sospinto senza differenza di genere!)

    Complimenti per il lavoro che fate, lo seguo con costanza.

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  • Vergogna.

    Questa è una pubblicità della Fastweb.

    A me sembra ancora più preoccupante, come se appunto il “pelato” insegnasse al giovane “pilota” come comportarsi, cosa fare.
    Poi ovviamente la ragazza è straniera, e non sa parlare bene.

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  • Già direi che non è proprio il caso di competere con i commentatori you-tube mettendo in campo la propria intelligenza, che non può trovare terreno dove lo spazio dell’interlocuzione è la versione pervertita della chiacchera da bar: pervertita, s’intende, dalla sua alimentazione, costituita non più dalla vita di paese o di quartiere, con tutti i suoi storici stereotipi, ma dall’italica rappresentazione mediatica dei nuovi stereotipi virtuali, che spesso fanno scambiare i topless bar (!!!) con la realtà. Come avrebbe detto la mia nonna:”Non vi confondete” e procediamo. Un saluto a tutt* e grazie delle vostre voci.

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  • Secondo me questi oltre che ad essere imbecilli sono dei poveracci che vogliono attirare l’attenzione!
    Ovvero,a mio parere,circa la metà di loro quelle stronzate non avrebbe avuto il coraggio di dirle al di fuori di internet.
    Purtroppo a quanto noto, parecchi uomini (ATTENZIONE : con parecchi non intendo tutti)..si creano due realtà : una virtuale dove si scatena tutta la loro “coglionagine primordiale” (cioè commentacci su youtube, si creano migliaia di profili per adescare, o insultare e sfottere,ecc ecc), e poi la realtà vera dove molte volte sono abbastanza diversi da come si presentano nel virtuale!
    E secondo me quei tizi fanno parte di tale categoria…e non bisogna dedicare loro troppo tempo,ne attenzione ed energie…perchè loro questo vogliono!
    Il maschilismo italiano non è quello (quelli sono solo dei poveracci che non hanno un cacchio da fare,passano le loro intere giornate su internet e provocano..giusto per avere un “brivido” dato che la loro triste vita segnali una linea piatta come il loro “encefalogramma”)…il nostro maschilismo è molto più subdolo, ovvero quello di fingere di trattare bene una donna e quindi farla rimanere a casa a curare figli e marito, non perchè la si voglia agevolare, (anche perchè diciamocelo la casalinga è il mestiere più faticoso e frustrante che esista), ma c’è una sorta di superiorità latente ovvero “tu rimani a casa che solo io sono in grado di portare i soldi e guadagnare”.. e guaiiiiii se una donna col suo lavoro e guadagna più di loro (ovvio che questo in Italia non accadrà mai dato che guadagnamo il 21% in meno di loro) !
    In più certi maschietti (anzi la maggior parte) credono che la donna non se la passi poi così male in Italia…”infondo mica siamo trattete come gli anni ’50 nooo?…..ehhh capirai che conquista!
    Possiamo portare una minigonna (non sempre POSSIAMO…il maschio violentatore …che da certi viene definito solo “arrapato” da quel vedere , è sempre in agguato), possiamo uscire con le amiche la sera, possiamo andare a lavorare,ecc ecc….POSSIAMO???
    Cioè loro mettono pure il verbo “potete”….come se abbiamo ottenuto una specie di permesso e non che quelli siano i nostri diritti!
    ehhhhh capirai che culo….ma allora di che ci lamentiamo? (infatti molto spesso veniamo definite pure “lamentuse”)…”che vi lamentate!!e se voi viveste in afghanistan??”
    Questa è la gravità….dobbiamo scegliere (o preferire) di leccare il pavimento o morire!..ovvio che preferiamo leccare il pavimento….e loro non capiscono che quei piccoli diritti che noi abbiamo non sono libertà ma appunto leccare il pavimento …mentre quello in afghanistan è MORIRE!

    (il paragone di leccare il pavimento o la morte non è una mia idea, ma l’ho presa da “Il tipico discorso dello schiavo” del grande Silvano Agosti!).

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    • danzatriceorientale

      Fabiana, sì sì, possiamo, siamo “libere” di fare tutto, al punto che un giorno che portavo una minigonna mi sono sentita chiamare “puttana” da un bambino di sei anni.

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  • danzatriceorientale

    Ma poi a me dà sui nervi questo uso spropositato dell’aggettivo “bigotto”, che non sapranno nemmeno copsa vuol dire.

    Tirano in ballo il Medioevo, il Puritanesimo, l’età vittoriana, Lutero, l’Inquisizione, Sant’Ignazio da Loyola ecc ecc per dare a noi delle retrograde, eppure non si rendono conto che la sottomissione della donna è sempre stata legittimata dalla loro mente gretta, che durante quei periodi e in quelle congreghe religiose, come oggi, vigeva la suddivisione tra sante, ossia donne vestite sobriamente e pertanto degne di rispetto, e puttane, ossia donne appariscenti che pertanto meritavano i “complimenti” alla Vespa, le pacche sul sedere e gli insulti senza che si potessero difendere, perché in fondo, se vestivano così, se la andavano a cercare.

    Comn tutto ciò, ancora credono che “bigotta” sia la donna che pretende rispetto a prescindere da quel che indossa e non loro, che perpetuano da anni la sua inferiorità e che sono rmasti al medioevo. e al vittorianesimo che tanto criticano accostandolo alla NOSTRA mentalità

    Ha ragione Massimo Di Cataldo: “Uccide più innocenti l’ignoranza che la guerra”.

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  • danzatriceorientale

    http://www.youtube.com/watch?v=BR0D05u PTWA

    Qui una scrittrice svedese, bella, truccata, abbastanza scosciata e con una scollatura che lascia intravedere apena un po’ di seno viene intervistata da un presentatore uomo: non occorre capire lo svedese per appuare che parla dei suoi libri e che il conduttore non sembra esortare nessun cameraman a fare un primo piano sulle sue cosce o su quell’accenno di solco tra i seni.

    Se venisse intervistata da un conduttore italiano, sicuramente ci farebbe fare una figura di merda di quelle nostrane, anche se non è mezza nuda, considerato che loro sono talmente virili che gli basta così poco per arraparsi, mentre il conduttore deve essere sicuramente un gay, per intervistarla sei minuti senza lasciarsi distrarre nmmeno un po’.

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  • Cavoli Rossella! Che bel link!
    Lo riporto integralmente per chi non ha cliccato…

    È scambio di battute a distanza tra Ilary Blasi e Bruno Vespa. La “Pupona” ha rivelato sul settimanale Chi: “L’unica volta che sono andata in trasmissione da Vespa, mi ha salutato dietro le quinte prima della registrazione, dicendomi: ‘Perché sei venuta in pantaloni, non potevi mettere la gonna?’”.

    L’episodio di dovrebbe riferirsi a diversi anni fa, ma Ilary ha voluto rispolverarlo proprio adesso perché Vespa è appena finito nel mirino delle Iene (trasmissione da lei condotta) per un apprezzamento sul décolleté di una scrittrice, Silvia Avallone, alla premiazione del premio Campiello.

    Quando un’inviata del programma ha provato a fare altrettanto con il conduttore di Porta a Porta, lui l’ha allontanata in malo modo. “Ha avuto una reazione di stizza del tipo ‘io posso e tu no’”, ha fatto notare la Blasi. Che poi ha deciso di rincarare la dose, rivelando questo fatto del suo passato.

    “Mi dispiace di aver procurato ad Ilary Blasi una lacerazione durata molti anni – ha commentato ironicamente Vespa -. Se ho misurato male il suo senso dell’humor, ne faccio pubblica ammenda. C’è la tendenza a credere che Porta a Porta sia una trasmissione dove è quasi un obbligo presentarsi in abito da cerimonia. Crepet preferisce venire in pullover e quando invitiamo una show girl, ci viene naturale pensare ad un abbigliamento sbarazzino. Evidentemente sbagliamo”.

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  • so che è passato del tempo, ma letto solo adesso questo:
    http://stille.blogautore.repubblica.it/2010/10/05/spettacolore-decollete/ : […] Nel caso di Silvia Avallone, la negatività del meccanismo è molto chiara: Vespa prende una donna premiata per la sua intelligenza e bravura nello scrivere un romanzo, e la riduce subito a oggetto sessuale […]

    E vorrei aggiungere: ma almeno il trafiletto descrittivo del romanzo, vespa l’aveva letto?
    “Nei casermoni di via Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco, o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare, ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d’uscita […] ”
    e lui fa pure battute del genere a una che ha scritto questo? (e lei, perchè non l’ha insultato di rimando?!)

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    • danzatriceorientale

      Questo è niente: dovresti leggere l’incipit, quando il padre di Francesca dice alla moglie che Francesca non deve andare a fare la puttana con l’amica, ove “fare la puttana” vuol dire vivere spensieratamente la propria adolescenza uscendo, andando al mare e avere i primi flirt. Il tutto mentre poi lo stesso signore si siede sul divano a guardare “Striscia” con le veline sculettanti.

      A proposito, il premio comunque l’ha vinto la Murgia, quella che si è ribellata al posto della Avallone per il trattamento subito e che ha poi litigato con Sgarbi. La Avallone era solo tra i finalisti.

      Lei comunque non reagendo non è che ci abbia fatto la sua bella figura, ma chissà, forse è stata presa in contropiede, anche se, a parer mio, avrebbe dovuto prevedere eventuali apprezzamenti, conoscendo il corpo e prevenirlo non coprendosi, ma preparandosi in anticipo una replica per tappargli la bocca e legargli quelle mani schifose.

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    • Infatti anche io ci sono rimasta un pò male per la sua NON-reazione, non sò magari, infatti, è stata colta così all’improvviso, però quando la Murgia ha iniziato a fare polemica, poteva almeno sostenerla; ma diciamo la verità purtroppo in Italia per quelli intitolati “sex-symbol” (anche se poi magari non lo sono per niente, anche in questo noi italiani ci facciamo comandare su è chi bello-a e chi non lo è, anche se magari quello-a che i mass-media definiscono non bello-a spesso è molto meglio di quello-a che hanno definito sex-ymbol), la vita è molto più facile!
      Quindi magari , non per fare la malignetta , ma FORSE lei ha pensato che Vespa con l’apprezzamento sulla sua scollatura potesse esserle d’aiuto in un futuro migliore di quello dell’ antipatica, borbottona, bruttona, bigotta e femminista (ovviamente questo non lo penso io ma Vespa e tutti i cartaigienica-giornali berlusconiani) della Murgia!
      Beh si perchè in Italia se sei bella…È MEGLIO !!
      Quante volte sento vari apprezzamenti su ad esempio Concita De Gregorio, “ehhhhhhhh Concita è intelligente, mmmmh ma è proprio nà bella donna, oppure è bona,ecc ecc” !
      Certo è una donna molto raffinata e curata, ma non bisogna perdere di vista il suo ruolo, la sua professione, quello che ha da raccontarci e comunicarci, invece il fatto che lei curi il suo aspetto sembra quasi venga prima come per dire “si,si è una intelligente….ma bando alle chiacchiere, me la farei”!
      È una cosa che non sopporto, perchè di un uomo non viene mai fatta una cosa simile?Oppure se la facciamo una battuta sull’avvenenza di un giornalista,di un politico o uno scrittore, la facciamo una sola volta perchè la cosa importante nel momento in cui questo esce è quello che ha da dire!

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