Portarla in un prato deserto con la scusa di “andare a farfalle”…

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Si tratta dell’headline di una pubblicità di salumi, realizzata dalla Dodaro che cela un messaggio alquanto pericoloso.

Nella parte in esame viene veicolata  un’ immagine di sessualità poco consensuale. E se la rappresentazione femminile  della Dodaro è quella della donna inguenua e pura la quale difficilmente si immaginerebbe che lui ha secondi fini, la campagna non può che alludere allo stupro.

Per questo che a mio parere un claim del genere inciterebbe una violenza sessuale. Per di più spacciato anche per “buona azione quotidiana”.

Quello che il questo messaggio vorrebbe comunicare è sconcertante. Inoltre offre un doppio-senso tra “farfalle” e “organo sessuale femminile”.

La Dodaro non è nuova per quanto concerne i messaggi allusivi e stereotipati. La ditta ha  pubblicizzato varie volte il prodotto con campagne zeppe di stereotipi sessisti.

C’è questa dedicata ai piaceri della carne:

Le abitudini sessuali di entrambi i generi sono descritte in modo estremamente stereotipato.

C’è la donna in carriera che usa la propria posizione di vertice come arma di seduzione (non c’è cosa più sessista del sinonimo di professionista femmina =puttana), c’è la donna promossa spesso dalle barzellette (la casalinga annoiata che fa sesso con l’idraulico), tutto arricchito con gigantografie di tette, tanto per rendere al meglio l’idea. E infine c’è il lupo di Cappuccetto Rosso.

Poi c’è quella dedicata ai romanticoni:

L’uomo è interlocurtore del messaggio. Il ruolo femminile è ridimensionato a quello di oggetto da conquistare..ma solo dopo una fetta di salame. Della serie: Essendo uomo non puoi avere doti innate da romanticone: le puoi acquisire solo grazie ad un buon salame.

E’ stata avvistata anche un’altra pubblicità sessista sempre appartenete alla stessa ditta.

Notata da Sud De-Genere sul sito online del Quotidiano della Calabria:  La modella ha lo smalto rosso e si porta alla bocca una fetta di salame, tutto in modo sensuale ed allusivo.