La vendicativa

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Un modello femminile che vedrete raramente (o forse mai) in italia è quello della donna vendicativa e gelosa. Una donna che si vendica in modo ironico dal marito un po’ guardone. Una bella differenza rispetto agli spot stranieri che circolano in italia, importati solo se le donne recitano la parte delle bambole indulgenti tutta gnocca.

Negli spot americani la pubblicità comunica a volte un modello femminile molto differente da quello nostrano che ci relega sempre ad oggetti sessuali per pubblicizzare ogni cosa e pare sia l’unico modello ammesso dal mondo della comunicazione.

Però non è detto che l’opinione pubblica stia al passo con i mezzi di comunicazione. Infatti lo spot ha scandalizzato i consumatori.

Galeotto fu questo spot. Una giovane donna vede passare un bel ragazzo e inizia a fissarlo. il marito, che fa altrettanto con le belle fanciulle non tollera questo e decide di fagli uno scherzetto. Lei non ci casca.

Nel secondo spot, invece, lui guarda una ragazza bionda e lei gli schizza il limone negli occhi. Uno spot che può apparire molto moderno perché spesso le donne nei media spesso risultano essere sottomesse al partner e accettare gli sguardi maschili come se fossero normali e poi vietarli alla propria fidanzata. Come se un uomo, in quanto tale, debba guardare le altre.  

Lo spot dello scherzetto del fidanzato mi è piaciuto di più perché riprende il tema della gelosia maschile, ci scherza su e sfata lo stereotipo della donna che non ha il canale visivo sviluppato o che recita sempre la parte passiva, scrutata dagli uomini o vittima di tradimenti. Qui la donna assume un ruolo diciamo più attivo ed è consapevole che l’uomo è geloso e pronto a tenderle una trappola.

In italia, ricordiamolo, sarebbe impensabile solamente realizzare uno spot di birre che abbia un interlocutore di sesso femminile, figuriamoci rappresentare donne che si rifanno gli occhi o donne vendicative.

I consumatori americani e italiani hanno accusato lo spot, con termini da censura, gridando al male-bashing.

A quelli italiani (ancor meno abituati) basta molto meno per gridare al Male-bashing. Basta vedere qualche spot della Lactacyd con un claim che invita al rispetto per ogni donna (tra l’altro  non ha nemmeno nulla a che fare con il femminismo anzi propone ruoli stereotipati e donne sottomesse!).

Perché si sa se in italia le donne non appaiono come prosciutti gli spot vengono percepiti come un’offesa verso alcuni uomini. Basta che una donna pubblicitaria parli ed ecco che uno spot diventa male-bashing.

Non ci vedo nulla di male se un maschio si sente svilito ma non ritengo giusto che ci si debba ritenere offesi per uno spot che gioca sugli stereotipi e sul rapporto tra due coniugi. Nessuno grida al male-bashing quando lo spot di un prodotto per la casa rappresenta uomini imbranati e mammoni come casalinghi. Nessuno si indigna quando un uomo viene rappresentato come un padre incapace. Nessuno si indigna quando un uomo viene rappresentato come un bamboccione.

Inoltre, la Corona non può essere considerata un’azienda femminista. In passato, per il mercato italiano, ha realizzato alcune campagna cartacea che ritrae una ragazza prosperosa in bikini con una bottiglia  in mano (la pubblicità era simile a quella che ho messo nella foto in alto) . Ovviamente nessun uomo ha aperto bocca in segno di protesta.

Se c’è una donna mercificata allora tutto va bene. Anzi, gli stessi piagnoni hanno attaccato le donne che hanno accusato Corona di essere sessista. 

Le donne sono inferiori e non hanno nemmeno il diritto di pretendere rispetto. Guai vietare anche l’ultimo modo legale rimasto per fare violenza sulle donne!
 
Siccome bisogna vedere tutto il contesto prendiamo questa pubblicità per quello che è: sana ironia.

Gridare allo scandalo per uno spot ironico è come invocare la ditta di continuare ad usare stereotipi di genere. Perché si sa spesso gli spot sono sessisti perché la gente li vuole così o perché riflettono un dato contesto sociale.

 Per una sola volta un brand famoso perché stereotipizza la donna ha solo cambiato modello femminile, senza svilire proprio nessuno ma anzi presentando una guerra dei sessi con la leggerezza di un gioco: ha soltanto voluto optare per un altro genere di modello femminile e proprio per questo non ci vedo nulla di sessista negli spot segnalati.

3 commenti

  • il primo sembra un po’ esagerato. però mostra una lei dominante (mica male) e si vede che non è automatico accettare tutto dal proprio fidanzato… una donna, o un uomo, può pure rimanerci male se il partner fissa tutti i sederi che passano, non è mica un reato essere gelosi!
    (neanche guardare altri uomini/donne è gravissimo, chiaramente)

    il secondo spot mi ha fatto ridere, lui è troppo sottomesso… si scherza su una dinamica di coppia mica sugli uomini… :)
    mi piace anche vedere coppie anticonvenzionali, visto che nella realtà esistono :PP

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  • Mi piace molto l’ultimo spot, perché descrive un fenomeno che vedo spesso anche tra i miei amici e conoscenti: per molti, che un uomo guardi senza nessuna dissimulazione le donne attraenti che vede, talora anche corredando l’osservazione con un commento, è del tutto pacifico. Il problema sorge quando a farlo sono le donne: molti uomini trovano questo “poco femminile” (certo, dovremmo girare tutte con gli occhi bassi!) Io credo sia solo insicurezza:è facile sentirsi a posto, se nessuno ti fa notare che esistono ragazzi belli! è un po’ la logica dei B-movies anni ’70: per mettere gli uomini a loro agio, alle giovani e belle attrici (vabbè, chiamiamole così per convenzione, in realtà erano quelle che oggi diremmo ragazze-immagine) sempre nude o quasi, si affiancavano uomini dall’aspetto fisico desolante (Banfi, Vitali, etc.)
    E comunque mi irritano molto quelle ragazze (mi duole sottolinearlo, ma ho notato che è un’attitudine molto meridionale) che, mentendo, giurano che “per carità, il mio ragazzo può guardare chi vuole, è normale, ma io non è che guardo i ragazzi, non ci faccio proprio caso!”. Certo, ti passa vicino Kim Rossi Stuart e tu non lo vedi neanche, vero? Tipico caso di lavaggio del cervello (le donne non devono giudicare l’aspetto degli uomini) unito a una mega dose di ipocrisia.

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  • però mi sembrano degli spot più incentrati sulle dinamiche di coppia, insomma su quelle due persone in particolare, piuttosto che sui due sessi in generale… certo, tutto l’ambaradan che sappiamo ha fatto il resto.

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