Donne e motori

Un’ altra segnalazione, l’ennesima segnalazione sessista di questa stagione.

E’ la pubblicità estiva della Smart apparsa su sito e su cartellone:

La pubblicità è apparsa in un luogo pubblico. Si ispira alla pubblicità di Coppertone dove appariva una piccola Jodie Foster.

In questo contesto la pubblicità la trovo sessista perchè  le donne vengono rappresentate come delle imbecilli che non sanno guidare e che si impigliano alle auto. 

Lo stereotipo delle donne e motori e delle ragazze immagine davanti alle automobili è un classico di chi sostiene l’incapacità delle donne alla guida e l’idea dei motori come regno degli uomini.

I pubblicitari relegano i motori a prodotto maschile e le donne sempre come accessorio e quasi mai consumatrici del prodotto.

Se siamo la moglie/madre/sorella ci concedono un posto da passeggero. Se no ci è riservato il posto cofano:

 

Come nelle fiere automobilistiche.

Lo stesso vale ai moto-mondiali.Le donne non possono gareggiare però la loro presenza è utile per allietare gli spettatori. Questo è il caso delle “ombrelline”. 

Non solo la pubblicità infantilizza la donna, ma rappresenta quest’ultima  come un’ochetta giuliva che aspetta sia un uomo a liberarla da questo impossibile incidente.

Le codine su una donna adulta sono una rappresentazione visiva dello stereotipo dell’ochetta, appunto della donna che in quanto tale è così scema da non essere capace nemmeno di liberarsi dall’abitacolo figuriamoci se è in grado guidarlo.

L’incapacità alla guida è l’ennessimo stereotipo nato per svalorizzare le donne e sostenere la falsa tesi dell’inferiorità femminile. Uno stereotipo che purtroppo crea non poche barriere mentali e insicurezze sulle donne.

Questo stereotipo in alcuni paesi diventa un vero e proprio divieto penale imposto alle donne. E’ il caso dell’ arabia saudita e nasce dalla paura che le donne possano uscire dalle pareti domestiche e dalla propria segregazione sociale. Gli stessi motivi inconsci sembra che permangano anche in occidente anche se le statistiche rivelano che gli uomini al volante fanno più disastri sopratutto in quei Paesi dove permangono luoghi comuni sulle donne al volante.

4 commenti

  • Non tutto ciò che è nudo va associato con il sessismo, ovvio, ma questo spot è sessista, e non per il lembo di sedere mostrato, ma per l’immagine nel complesso, l’espressione della ragazza, l’associazione scontata tra auto e grazie femminili in mostra. Io non ho mai visto un bel ragazzo in slip pubblcizzare un’auto, sarà un caso?

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  • ho postato questo video perchè mi stavo domandando: è sbagliato fare spot con allusioni sessuali, e mercificare quindi il sesso e il corpo in ambiti diversi da quelli che li riguardano? oppure è sbagliato il fatto di proporre un unico tipo di modello?

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  • E’ la prima volta che scrivo un’opinione su internet; del resto è la prima volta che vengo pesantemente infastidita da un cartellone pubblicitario. Nemmeno la pubblicità diesel della scorsa stagione (la signorina che si fotografava le parti intime con un leone alle spalle) mi aveva colpita: in quell’occasione era stata mia figlia di 4 anni a farmela notare chiedendomi spiegazioni (francamente inesistenti!). Ritengo che il vero problema stia nella mancanza di qualsiasi attinenza fra la merce pubblicizzata (l’auto) e la ragazza col costume abbassato, che presenta un’espressione lasciva ed ammiccante, con le dita infilate in una bocca semi-aperta: l’auto non serve per abbassare mutande; la ragazza non appare come potenziale utilizzatrice del veicolo; la ragazza non pubblicizza le doti del veicolo (facilità nel parcheggio, scarso impatto ambiantale, ecc.).
    Per questo mi sono sentita offesa come donna. Inoltre mi chiedo se la Mercedes (proprietaria del marchio Smart) abbia utilizzato questa immagine pubblicitaria negli altri paesi europei o se, come al solito, si tratti di una pubblicità destinata al solo mercato italiano.

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