La donna ideale

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Proprio per sfatare gli stereotipi che vorrebbero creare modello per stabilire quale dev’essere la donna ideale secondo gli uomini (stereotipo ripreso in tantisisme pubblicità..anche in quelle che ogni giorno mi segnalano) è stato realizzato lo scorso anno questo bellissimo video.

Questo spot ha partecipato, ad un concorso indetto l’anno scorso dal Comune di Bologna per realizzare di uno spot pubblicitario “Contro la violenza alle donne.

Lo spot è inquietante ma comunque molto mirato.

C’è la mano di un uomo che elenca gli attributi della donna perfetta. Una mano tesa che carezza in modo violento.

Bella. La donna ideale secondo lo stereotipo maschile dev’essere esteticamente piacevole. Per bellezza estetica si intendono attributi stereotipati e irraggiungibili.

Casta. La donna che ti permette di essere il primo. La donna che ti dona la sua verginità, simbolo di purezza secondo la religione cristiana. Ma anche una donna che considera il sesso come un “pegno d’amore” e come atto procreativo.

Infatti è seguito dall’aggettivo “materna“. Una donna che si prenda cura non solo della prole ma anche dell’uomo come fosse un bambino.

Sposa. Una donna dedita al focolare domestico e ai bisogni sessuali dell’uomo. I cosidetti doveri coniugali.

Amante. Siccome la sposa è pura, l’uomo deve concedersi una mante per realizzare le fantasie che con una moglie casta non potrebbe mai realizzare. Ha bisogno di una donna porca e complice. La cosidetta puttana.

Paziente e comprensiva. Una moglie che perdona i suoi tradimenti, che sopportale sue violenze.

Servile. Una donna che non dice mai di no. Che gli prepari il pranzo, gli stiri le camicie e gli conceda ogni tanto il suo corpo (quando l’amante non è disponibile).

 Silenziosa. Una donna-oggetto senza parola. Un essere non pensante, che non abbia il diritto di comunicare le proprie esigenze e di ribellarsi. Appunto Sottomessa.

La tua donna ideale non esiste perchè è una bambola gonfiabile. Il protagonista la sgonfia con violenza. 

La mano bramosa di un uomo scivola lentamente in una carezza verso un volto femminile… E’ un percorso, la metafora di un rapporto che progressivemente si rivela un incubo. E’ l’idea malsana e distorta dell’amore e della donna, dal punto di vista di chi così la vive.

Lo spot vuole comunicare l’origine della violenza maschile, che sta alla base di una visione distorta del genere femminile.

Autori/trice: Marzia Toscano, Giuseppe Ivano Lollo, Luca Pascale, Massimiliano Messina.

3 commenti

  • Non capisco perchè la gente si accontenti di questo, di una bambola, di una donna innaturale.
    Fa così paura la natura, la verità?
    Fa così paura il cervello, lo spirito?

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  • eh, sì, alla maggior parte degli uomini, forse, e anche se non lo ammetterebbero per lo più, fa molta paura anzi, dà molto fastidio, mette molto in difficoltà, e trovano molto sgradevole rapportarsi con, donne diverse da quesi inconfessabili stereotipi.

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  • Per Mary: la questione della verginità etc. è un dato storico culturale che precede e segue le religioni monoteistiche, che l’hanno soltanto inclusa e presentata nella loro prospettiva. E’ un’esigenza maschile che sta, insomma, con tutto l’armamentario culturale relativo al controllo dei corpi delle donne, ahimé.

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