Donne sovraesposte

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Dopo la vicenda delle scrittrici vilipese in base all’aspetto estetico, prima da Vespa, poi da Sgarbi, un uomo misogino che considera la donne alla stregua di oggetti sessuali, il quale ha pensato bene di giustificarlo esprimendo dichiarazioni di una misoginia infinita, colgo l’occasione per parlare di questo bellissimo video.

Questa è la versione integrale  del trailer linkato su repubblicaTv.

E’ il video-denuncia dell’Udi contro la tendenza italiana a mercificare il corpo femminile sui mass-media.

Sovraesposte, è un capolavoro. La scena si svolge in un teatro, che pare la fotocopia della nostra televisione.

Le donne dell’Udi, autrici di immagini amiche, stanno facendo un’ottima campagna per combattere le discriminazioni che subiscono le donne nel panorama italiano.

Intanto dichiarano che stanno lavorando ad un progetto di Wikipedia al femminile.

Visto che Wikipedia è stata pure presa d’assalto dai maschilisti, questo progetto a mio parere è necessario e magnifico. L’UDI scrive:

“La tecnologia può costituire una grande occasione per rivoluzionare i canoni tradizionali del sapere tramandato attraverso un’ottica maschile; il web si presta al cambiamento, proprio per la sua “democraticità”: le donne possono intervenire con le loro competenze personali e mettere in gioco il loro punto di vista”.

Questa straordinaria operazione si chiama Womenpedia dalla parola donne in inglese e pedia che in greco significa educazione. Il suo scopo è raccogliere tutte le fonti del sapere al femminile, purtroppo cancellate dalla storia.

7 commenti

  • Bellissima inziaitiva.
    Leggo anche da Il Fatto, che apère aver capito le nostre proteste, un bel post
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/06/vespa-vede-nudo/57404/

    Non vedendo la tv non so cosa sia capitato…ora cerco online…ma certo da Vespa e Sgarbi cosa ci si può aspettare?

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  • Ho letto un po…ho apprezzato molto due post di Lerner sulla vicenda.

    Vorrei porre una domanda:
    Perché ha indossato questo abito? Scollato?
    Le immagini si possono trovare in rete.

    Preciso che non sto giustificando l’insulto che lui chiama “garbato complimento”. Assolutamente. Non si capisce il motivo per cui una scrittrice debba ricevere dei complimenti bavosi sul suo seno e l’invito all’inquadratura durante la consegna di un premio che non riguarda il suo corpo.

    Ma vogliamo mettere in discussione il motivo per cui ci si veste mettendo in mostra il proprio o parti del corpo?
    Non è una domanda banale o bigotta o talebana.

    Tempo fa ho ascoltato l’intervento della Prof.ssa Chiara Volpato. Purtroppo non ho trovato il suo intervento online. Posso solo riassumere brevemente che nella tv le donne vengono inquadrata nella figura (oltre che nelle singole parti sessuali), mentre gli uomini solo nel volto. Tutto ciò trasmette messaggi diversi.

    Ma ho trovato questo articolo tempo fa
    http://bianchi.blogautore.espresso.repubblica.it/tag/chiara-volpato/

    La responsabilità è anche e soprattuto delle donne. Se non cambia la loro idea di sè stesse, non cambierà nulla.

    Possiamo continuare ad indossare abiti scollati e lamentarci perché un anziano bavoso noti il nostro seno?
    Possiamo continuare a vendere il nostro corpo per soldi e poi scoprire che siamo trattate come oggetti?
    Possiamo continuare ad occuparci delle nostre case in modo che sia tutto perfetto e a modo nostro e poi lamentarci che i nostri compagni non ci aiutino in casa?
    Possiamo sentirci insultate se parliamo liberamente di masturbazione quando siamo le prime a vergognarcene?
    Potrei continuare…

    Scrivo ‘possiamo’ perché anche se non indosso abiti scollati a meno che non voglia sedurre, non vendo il mio corpo, non sono una maniaca della casa, non ho problemi con la mia sessualità, riguarda la stragrande maggioranza delle donne italiane. E’ un discorso che riguarda la percezione di sè stesse con sè stesse. Se si aspetta che siano gli altri a cambiare, un cambiamento non accadrà.

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    • Non sono d’accordo con te. A mio parere una donna può mettere adosso ciò che vuole senza che nessuno metta in dubbio la propria credibilità nè professionalità. Il tuo ragionamento mi ricorda molto il rimprovero che subiscono le vittime di stupro quando indossano abiti scollati.
      Se vivessimo in un paese civile nessuno avrebbe fatto certi apprezzamenti ad una scrittrice, ma li avrebbe fatti ad una prostituta o una velina (o una pornostar), e già anche questo è assai sessista.

      La vergogna che noi donne proviamo a trattare certi argomenti, perfino quelli che tratto ogni giorno, sul sessismo nella comunicazione, sono conseguenza dei freni che la società patriarcale ci pone. Immaginati se questo trattamento verso le donne persistesse nel tempo. La nostra conseguenza sarebbe quella di vergognarci perfino di presentare un libro.
      Certo dobbiamo cambiare, ma senza andare verso logiche maschiliste. Se l’autrice si fosse arrabbiata in diretta sarebbe forse meglio della soluzione che proponi, cioè quella di adottare abiti più casti per non essere derisa. Ribellarsi sempre!
      Che ne dici?
      :)

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    • danzatriceorientale

      Scusami, ma io voglio sentirmi libera di andare a tette scoperte (proprio come gli uomini vanno a dorso nudo o coi bicipiti in bella vista) senza dovermi giustificare con quelli del sesso opposto, talmente androcentrici da essere convinti che ogni azione che facciamo sia in funzione loro. Ma dove sta scritto? Chi lo dice?

      Purtroppo qui si è troppo vincolati allo stereotipo televisivo della bella e oca (magari poi è più intelligente di me, l’oca in questione, ma se fa l’oca per contratto io la giudico di conseguenza), ragion per cui, si tende a pretendere austerità nell’abbigliamenti da tutte quelle donne che svolgono professioni seriose tipo insegnanti, infermiere, medici: chi non si attiene a questo stereotipo, zac!, si becca automaticamente le peggiori etichette, gli apprezzamenti “vespiani” e soprattutto la reputazione di quella che vuole sedurre a tutti i costi tutta la popolazione maschile e se non risponde ai complimenti (di cui una è a caccia perché è vestita in un certo modo, altro cliché da sfatare), allora ecco che si becca dell’acidona che se la tira.

      Ma agli uomini (e anche alle altre donne) viene mai in mente che una può farlo all’80% per piacere a se stessa e il restante 20% per piacere agli altri e che magari un complimento ci possa anche stare, purché galante? Oppure la galanteria deve essere riservata solo a chi indossa sobri tailleur tre pezzi, tacco cinque e trucco zero?

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  • Secondo me la Avallone poteva ribellarsi con una battuta argusta o, se sprovvista della prontezza verbale della Murgia, poteva rispondere al “complimento galante” (… ma dove?!?) piazzando il suo libro o il suo premio sopra la scollatura: così, tanto per dire senza parole che la precedenza andava alla scrittura e non come al solito alle (pur fantastiche) tette…

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  • argusta = arguta ;)

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  • E puntualmente ha parlato Sgarbi. Non se ne può più di ‘sto vecchiaccio di merda, servo di tutti i poteri, uno schifoso che solo in Italia poteva sfangarla e fare addirittura il Vip. Un pallone gonfiato a cui auguro di scoppiare al più presto. Scusate la violenza verbale, ma ero sicura che avrebbe blaterato in difesa del Ciambellano, e contro una donna pensante. Infatti l’ha fatto, è pure terribilmente prevedibile.

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