Discriminazione di genere nell’infanzia

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Questa è la pubblicità di Prenatal, pubblicata su Io Donna, quell’allegato al quotidiano tanto sessista di nome la Repubblica. Io Donna mi è stato segnalato più volte per contenuti sessisti e softpedopornografici.

Prenatal, famoso brand di abbigliamento per bambini non è esente da stereotipi di genere.

La pubblicità comincia troppo presto a porre le donne come oggetto sessuale sotto gli occhi di un piccolo uomo messo apposta lì per giudicarle.

La bambina, secondo la pubblicità dovrebbe chiedere ad suo coetaneo (almeno questo, ci mancherebbe altro!) se è adorabile, nonchè appetibile nel gergo infantile.

Adorabile è inoltre sinonimo di graziosa ed esprime la grazia che può avere solo una fanciulla addomesticata, roba da femmine per intenderci.

L’Udi di Reggio Calabria ha denunciato due episodi dei quali è necessario parlarne. Su questi due episodi ci ha parlato della discriminazione di genere in età infantile, spesso pre-scolare, come i tre soggetti della pubblicità sopra citata.

Le bambine subiscono una doppia discriminazione: quella da parte dei media e quella da parte degli educatori (maestri e genitori). Alle bambine viene promosso lo stesso stereotipo che le accompagnerà fino all’età adulta, causa ed effetto di discriminazione e violenza. Devi essere una brava donnina di casa, una mamma oppure devi essere sexy, pena la stigmatizzazione e la violenza di genere.

Da qui nasce la famosa erotizzazione del corpo infantile di cui personalmente sto denunciando nella mia campagna Libera Infanzia, la campagna che si occupa di liberare i bambini dagli stereotipi di genere.

Ho continuato a sfogliare Io Donna e le bambine a differenza dei maschietti hanno pose che richiamano quelle delle donne adulte. 

Le bambine hanno 8,7, 6 e perfino 4 anni. Hanno il trucco e gli scatti le vengono fatti in modo che si noti.

Il settimanale non si fa certo problemi a inserire l’età delle piccole modelle.

 Possibile che nessuno si indigna?

 I bambini nascono con una visione di genere egualitaria. I maschietti non ci vedono nulla di male nel piangere dopo essersi sbucciati un ginocchio, perchè è un gesto naturalissimo..infantile.

Perchè un adulto deve intervenire, magari prendendolo pure a sberle, impartendoli che solo le femmine piangono?

A voi non pare un sopruso? Non vi offende che una femmina dev’essere relegata a frignona, sentire che essere femmina significa essere inferiore all’uomo e che un bambino debba nascondere le proprie emozioni. Non vi indigna che un bambino venga preso a schiaffi solo perchè la nostra cultura vuole imporre e tramandare una disuguaglianza di genere? 

Allo stesso modo le bambine che non trovano nulla di male nel giocare con le Lego finchè un adulto non ci metta mano ricordandogli che le femmine devono giocare con le bambole e le aspirapolveri folletto in miniatura, perchè in futuro dovranno occuparsi della casa e della famiglia…

…O magari quell’adulto magari un pò pedofilo che a suon di scapellotti le impongono di mostragli le mutandine.

 L’erotizzazione delle bambine è figlia di una cultura patriarcale, la stessa che mercifica il corpo delle donne, in quanto associa il femminile al richiamo sessuale.

Richiami all’erotizzazione delle donne e del corpo infantile non li troviamo soltanto nelle riviste e nei brand di moda, ma anche nella vendita delle fashion dolls. Le fashion dolls sono bambole con lineamenti sensuali e abbigliamento succinto. Queste bambole insegnano alle bambine che la società, oggi e domani, si aspetta da loro solo una cosa: quella di essere sexy e avvenenti. Le bambine desiderano essere come loro in quanto le reputano vincenti.

Lo stesso lo si può dire contro quelle pubblicità (e i giocattoli) che impongono alle bambine di recitare ruoli da casalinga.

La pubblicità che vi ho allegato è quella della LittleTikes.com, postata da questo blog che non si è risparmiato per nulla la battutina sulle mamme femministe, come se bisogna essere per forza femministe per andar contro gli stereotipi di genere. 

 La foto ci mostra un bambino che risponde al telefono e una bambina che esegue le faccende domestiche.

Si parla di bambini che imitano gli adulti. Non si capisce perchè debbano imitarli in modo così stereotipato.  Cosa si aspetta quindi dai bambini sembra intuibile da quello che ci propone il marketing: Ruoli prestabiliti imposti attraverso i giocattoli e la pubblicità senza contare quanto siano dannosi per l’affermazione dei generi nella società.

12 commenti

  • danzatriceorientale

    Veramente io mi indigno perché dietro questi bambini e bambine ci sono spesso le stesse madri frustrate di cui parlavo in un mio commento precedente (scambiato per misogino) le quali, non avendo potuto loro realizzare sogni di gioventù, cercano di rifarsi sulle figlie spingendole verso il mondo dello spettacolo e inducendole perciò a crescere troppo in fretta (perché in questi ambiti si bruciano le tappe, inutile tirarla troppo per le lunghe).

    Quanto alle bambole, l’ho sempre detto che il plagio sul cervello delle bambine (relativamente agli stereotipi)inizia proprio da lì (ma anche dai cartoni animati) e culmina con la televisione, che finirà col complessarle durante l’adolescenza.

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  • danzatriceorientale

    ps ho palato di madri frustrate perché sono di più, ma ciò non toglie ovviamente che esistano anche padri frustrati: vedi il papà di Miley Cyrus (la famosa Hanna Montana), sul quale ho letto delle storie raggelanti.

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  • Dal post che hai linkato: “…ma che ci arrabbiamo o meno rimarrà comunque uno dei giochi preferiti delle bimbe…”
    io ricordo un libro per ragazzine della Alcott, “piccoli uomini”, dove si regalava una cucinetta in miniatura ad una bambina, effettivamente, ma mi pare che poi i maschietti facessero a gara per poter partecipare al gioco…
    il romanzo è della fine dell’ ‘800, i ruoli erano indubbiamente rigidi a quei tempi eppure si lasciava un po’ di spazio allo “scambio” dei mestieri (a partire dalla Jo “scrittORE” di piccole donne per finire con Nan la dottoressa)
    Nell’ottocento! Perché oggi ci accontentiamo di essere rappresentate quasi solo in un certo modo?
    E di sicuro molte bambine dovendo scegliere tra una macchinina radiocomandata, i lego, una pistola ad acqua, un videogioco… e una cucinetta, non farebbero la scelta più “femminile”.
    Forse quello che mi infastidisce di più, e non tocca la maggioranza delle persone, è la bugia, quel finto mondo che esiste(va) quasi solo nella testa dei pubblicitari e in cui ora dovrei perfino credere.

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  • Non ho mai giocato con le bambole. Non ho mai capito cosa dovevo farci. D’istino non mi interessavano.
    Ho sempre preferito Lego, automobiline, armi giocattolo e… cucine in minatura!
    Ora ho trent’anni, sono una donna eterosessuale (per carità non che voglia dire nulla, ma mi capita spesso di sentire che se da bambine ci si comportava da “maschiacci” – che parola orrenda – da grandi si sarebbe divenute lesbiche…Non che cambi qualcosa beninteso.) e sono stata molto fortunata.
    Nessuno mi ha mai imposto qualcosa perchè legato al mio genere sessuale. Lo so, un caso più unico che raro il mio.

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  • Non sapete quanti pregiudizi ci sono ancora in giro..come se le bambole fossero scelte dalle bambine anzichè dalla publbicità molto persuasiva, sopratutto per una mente plasmabile come quella infantile.
    Come l’erotizzazione del corpo infantile, la cosa peggiore è più recente. Mi fa rabbia pensare che il marketing erotizza le nostre figlie e poi i bacchettoni dei dibattiti televisivi e dell’opinione pubblica se la prende contro le ragazzine di oggi che sono precocine.
    Mentre sono gli adulti pericolosi, e molto pericolosi.
    In questi giorni sto seguendo con ansia la scomparsa di una quindicenne. C’è un pedofilo sospettato che adesca ragazzine in giro, potrebbe averla rapita lui.
    Ma possibile che c’è un pedofilo in giro e nessuno ha fatto nulla per chiuderlo in gabbia???
    è vergognoso!

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  • Ma è solo colpa dei media pubblicitari? Le MADRI delle bambine non hanno colpe, secondo voi?
    Mi capita quotidianamente di ascoltare sgomenta la mia collega che racconta orgogliosa di come sua figlia di quattro anni è innamorata non corrisposta di un compagno di asilo, di come vuole vestirsi “carina” “per lui” e di come addirittura, piangendo, le ha chiesto se era “grassa e brutta” (una BAMBINA DI QUATTRO ANNI!!).

    E questa è una mamma “di sinistra” etc etc. Penso che l’istinto di clonazione delle donne, unito alla nostalgia dell’adolescenza, stia generando questi mostri. E’ chiaro che la pubblicità vada loro dietro.

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  • una volta discussi con il mio ragazzo per fargli capire proprio questo: che fino ad una certa età le differenze di genere non esistono ma sono solo effetto di usi culturali. Parlavamo a proposito della differente attitudine allo sport di ragazzi e ragazze e io tentavo di spiegargli che noi femminucce da bambine non veniamo per niente educate alla pratica sportiva, ma solo a fare la mammina o a giocare con le barbie. Mentre i maschi vengono spronati allo sport, dal calcio a qualsiasi altra attività, le femmine vengono educate a giocare in casa.
    un a sola cosa so: in casa mia il primo che regalerà un giocattolo sessista a mia figlia (o a mio figlio perchè il discorso è assolutamente bivalente) non sarà più il benvenuto,

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  • Non ho il link sottomano ma ricordo che c’é stata una ricerca che dimostrava proprio che nei bimbi piccoli le preferenze di genere nei giochi non esistono, e compaiono solo successivamente, per via dei condizionamenti culturali.
    Come mamma di un bambino maschio di due anni, confermo: mio figlio ha una passione per aspirapolvere e cucinino, quando andiamo a comprare vestiti per lui molto spesso va verso il reparto “bambine”, perché evidentemente i lustrini e i colori brillanti sono piú interessanti per lui rispetto ai colori smorti e cupi dei vestiti per maschietti. Allo stesso tempo ama macchinine e palloni. Noi lo incentiviamo a giocare con qualunque cosa gli piaccia, se un giorno volesse una bambola gliela prenderó.
    Purtroppo, é piú difficile andare oltre gli schemi per quanto riguarda l’abbigliamento: la disapprovazione sociale sarebbe molto forte.
    Per me, da piccola le bambole erano per nulla interessanti, e non ho mai capito cosa ci fosse di divertente nel togliere e mettere vestiti a una barbie che neppure stava in piedi da sola e necessitava di piedistallo.
    Noto anche che, rispetto a quando ero piccola io la sessualizzazione di vestiti e giocattoli per bambini é diventata molto piú marcata.

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  • Secondo me…tra queste la pubblicità più spaventosa….(non che le altre non lo siano) è l’ultima…
    La bambina lì piegata sorridente (quasi sottomessa) a sfaccendare con i panni…..e il bambino in piedi quasi fiero a parlare al telefono….!Non ho mai capito perchè alle bambine da secoli propinano come giocattoli scope,aspirapolveri,ferri da stiro,dolciforni e lavatrici….e ai bambini aereoplani,spade,costruzioni,moto,macchine e robot!
    Come se per questi signori il bambino futuro uomo possa diventare un pilota,un architetto,un ingegnere,ecc ecc e una bambina una “felice” futura casalinga e angelo del focolare!

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  • La bambina riempia la lavatrice mentre il fratellino parla al telefono… forse perché non hanno mai visto il loro papà a fare lavori domestici! Forse non l’ha mai visto neanche il pubblicitario/a quando ha riprodotto la scena sessista ma spaventosamente verosimile.

    Meno male la cucinina non è fuxia!

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  • premetto che sono quasi una casalinga cresciuta con una madre casalinga per scelta enon ci vedo nulla di terribile. anzi ho fatto questa scelta per seguire il mio bambino e crescerlo con amore seguendo i suoi bisogni.
    inizialmente mio marito si “vergognava ” del fatto che nostro figlio di circa due anni giocasse con i passeggini, e ora con la cucina. io lo trovo così naturale. i passeggini vengono spinti da mamme e papà. esistono cuochi maschi e femmine. non capisco perchè ci inducono a questa suddivsione. al parchetto mi è capitato di vedere maschietti che piangono perchè vogliono spingere un passeggino di qualche bibma e le mamme dire :; ma no quello è un gioco da femmina! io lo trovo aberrante.

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    • Nemmeno io ci vedo nulla di male nel fare la casalinga x scelta.
      Cmq la suddivisione dei ruoli è allucinante, sembra ti impongano il tuo futuro…poi è una vera presa x il culo xke lo fanno attraverso i giocattoli. Un giorno ho sentito una bambina che cacciava via il fratello perchè vuoleva una bambola e gli fa : questo è da femmina tu sei maschio!. I bambini purtroppo poi imparano troppo in fretta grazie alla pubblicità e il marketing ad essere sessisti.
      Un abbraccio!

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