Provale e degustale

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Dopo la pubblicità che invita alle donne a depilarsi sempre la passera, quest’ultima invece invita agli uomini a degustarcela, alludendo ad un piacere femminile assai androcentrico.

Androcentrico in quanto ordinerebbe ad un uomo a degustarcela senza il nostro consenso e come vogliono loro. Potremmo dire che questa è una di quelle pubblicità che alludono alla cultura dello stupro.

Ovviamente il prodotto pubblicizzato è un vino chiamato Passera delle vigne di Lepore , dal nome del suo inventore, che utilizza luoghi comuni molto fallocentrici perchè si sa agli spettatori maschi che non amano l’autoerotismo femminile vogliono invece queste pubblicità.

Infatti nessun sindaco ha ritenuto necessario o urgente il ritiro di queste orribili pubblicità altrettanto lesive alla dignità femminile. Nemmeno per la seguente.

Quella che per invitare i giovani a diventare produttori e a provare i loro prodotti ci schiaffano quatro ragazze provocanti e ritoccate. Questa si fa allo stereotipo del latin lover, quello che le donne le deve provare tutte come fossero oggetti senza alcun consenso per dimostrare la propria virilità. Si credono dei Rocco Siffredi, in un mondo dove le donne non sono interlocutrici nè potenziali produttrici ma solo oggetti sessuali che servono a reclutare una classe di produttori tutta al maschile.

Quella stessa cultura italiana, che a noi donne concede solo un unica chance: quella di essere degli oggetti sessuali impedendoci di disporre liberamente della nostra sessualità (perfino quando la pratichiamo da sole).

16 commenti

  • Io credo che, davvero, siamo così anestetizzate dall’abitudine all’esposizione e svalutazione dei corpi, che noi stesse non ci accorgiamo di quanto sia grave fino a quando non impariamo a guardare con altri occhi.
    Al di là dei maschi che sappiamo decelebrati, e al di là dei sindaci, che è vergognoso che non facciano un tubo, le migliaia di donne che non si sentono nemmeno disturbate da manifesti del genere?
    Com’è possibile farla diventare routine?

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    • I maschi non sono mica tutti decelebrati. Se io fossi uomo, mi indignerei a morte, a venir considerato dal sessismo generale, come un essere che pensa solo a scopare più donne possibili, senza fare altro nella sua vita. Come un essere senza cervello.

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      • Una volta ho letto una definizione fantastica.
        Uscita dalla penna (tastiera) di un uomo: “XXX non è un ragazzo, è Un Idiota schiavo delle proprie erezioni…”

        Secondo me sta tutto in quella frase ;) … le erezioni sono fisiologiche, “l’istinto del cacciatore” esisterà pure, ma è diventare schiavi passivi della biologia che fa la differenza tra il MASCHIO (criticato dal femminismo) e l’UOMO (apprezzabile da tutte, femministe comprese!)

        L’UOMO non si sente un cavernicolo perché sa come non esserlo. E questi manifesti/richiami per cavernicoli, può pure sdegnarli.

        La donna, sempre a mio parere, non può fregarsene in Nessun Caso… perché un giorno potremmo pentirci della noncuranza di oggi

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  • complimenti come sempre per la tua rabbia! Ti ammiro tantissimo!

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    • Grazie mille :)

      @per Enola: Dobbiamo renderrci conto che tutto questo è un vero e proprio ostacolo alle pari opportunità e al ruolo delle donne nella società.

      @per tutti: Oggi ho trovato un giornale che forse tutte conoscerete. Si chiama Io donna ed è un allegato al quotidiano la republbica, come se alle donne non interessino i quotidiani. Bene, il giornale non solo è stracolmo di pubblicità sessiste ma anche il corpo delle bambine subisce lo stesso trattamento contando inoltre che viene pure erotizzato in modo vergognoso e sono bambine di sei anni :(

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  • Su quella della passera sorvolo, sarebbe come sparare sulla croce rossa…
    Riguardo l’altra resto quasi senza parole. Mi chiedo: i giovani produttori di ciliegie sono solo uomini? No, dico, perché se io donna producessi ciliegie non me ne fregherebbe un’emerita mazza delle tette di quelle quattro!!!

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  • Cavolo certe volte sono incredibilmente idiote, queste pubblicità!

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  • La cosa che sempre mi ha lasciato di sasso è che l’esaltazione della bulimia sessuale maschile è sempre accompagnata da una concezione totalmente e specularmente passiva del sesso femminile. Per questi signori, le donne non esprimono preferenze né nessun tipo di desiderio sessuale autonomo: possono solo venir conquistate, se hanno fortuna impalmate, sennò abbandonate e avanti un’altra. Una donna che abbia una vita sessuale ricca, varia, e indipendente non esiste ai loro occhi: solo gli uomini possono esprimersi come soggetti sessuali. A me davvero ha sempre fatto tristezza il fatto che il desiderio sessuale femminile non sia mai preso in considerazione , come se non esistesse: analogamente, in alcuni paesi in cui l’impronta socio-religosa isalmica è particolarmente forte alle donne è imposto di coprirsi per non suscitare il desiderio maschile, ma gli uomini non devono sottostare a niente di simile. Eppure anche alle donne piace guardare un uomo bello: la differenza è che il desiderio di una donna, anche in questo caso, non ha peso, non esiste, non conta. Sarebbe già un primo passo se noi donne rivendicassimo il diritto a essere soggetti anche nelle scelte sessuali, a poter scegliere anche noi, ad avere il numero dipartner che più ci aggrada senza dover sottostare a valutazioni morali ipocrite e a doppio standard.

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    • Mi trovi totalmente d’accordo con te. Aggiungo anche che nei casi in cui viene mostrato il desiderio femminile, specialmente nei media, le donne si comportano come gli uomini: assatanate di sesso, ansiose di mettere le mani addosso al bello di turno, desiderose di condurre il gioco sottomettendo il partner. Praticamente gli stessi comportamenti maschili ma attuati dalle donne. Non che le donne non possano comportarsi così, ma c’è dell’altro oltre a questi cliché che nessuno mostra mai… forse perché non lo conosce?

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  • C’entra relativamente poco con questo post, ma andatevi a leggere queste interessanti esternazioni di un sindaco del Trevigiano:
    http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/articolo/2185595?ref=HREC1-8

    e guardate il peso differente che viene dato a prostituzione maschile e femminile, oltre che tutto il resto del discorso, che personalmente trovo ipocrita e bigottone, pure scientificamente falso in certi punti, se non peggio:

    “Questa non è la prostituzione femminile, questa è maschile e non può passare inosservata – sottolinea Missiato – il Piave ha anche un valore simbolico, c’è un monumento degli artiglieri circondato da preservativi, guanti, salviette”.

    che vuol dire, che se fosse stata solo femminile allora va tutto bene e non si parla di “atti osceni”, perché tanto é da considerarsi socialmente accettabile?

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    • Grazie per la segnalazione.
      Ho fatto un post tempo fa in cui raccoglievo le riflessioni di una donna che sta combattendo per contrastare lo sfruttamento della prostituzione e i pregiudizi che ancora stanno attorno a questo fenomeno. Già appunto, come se la prostituzione femminile- parliamo anche di quella sopratutto schiavistica, perfino contro le minorenni- fosse accettata. Come se fosse normale vendere il corpo femminile come una merce.
      Ricordiamoci che questi omofobi sono all ostesso tempo misogini, sono gli stessi che accettano la violenza contro le donne, sui gay e quelle pubblicità sessiste che ogni giorno mi segnalate.
      Molti altri sindaci compresi il governo invece hanno tempo fa aperto una caccia alle streghe contro le donne che si prostituiscono anzichè contro chi le sfrutta, come se sfruttare fosse più accettato del decoro urbano.
      Ma vi rendete conto in che paese viviamo?

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      • danzatriceorientale

        Tempo fa lessi il commento di una ragazza poco più che ventenne (e per questo, credo, dalle idee un po’ confue) scrivere che il femminismo ha portato alla liberazione sessuale della donna, che per lei voleva dire che la donna oggi è libera anche di da via il sedere, per avere soldi e lavoro in cambio.

        E qi io, che ne so meno di lei perché non sono vissuta in quegli anni, mi chiedo: ma non avrà fatto confusione tra libertà sessuale femminista (ossia andare a letto con quanti uomini si vule, ma solo per il piacere sessuale in sé e senza nulla pretendere, visto che il femminismo vuole che le donne se la cavino da sole) e prostituzione (che, essendo il mestiere più antico del mondo e nato perciò prima del femminismo, consiste, come sappiamo, nel ocncedere favori sessuali per avere soldi/regali/lavoro in cambio)? Oppure le due cose ora non si distinguono più?

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  • danzatriceorientale

    Simona, hai detto bene: molte donne, credendo di essere libere solo perché possono andare dal parrucchiere e dall’estetista senza essere fucilate o lapidate, si battono per emancipare le donne dei paesi arabi, per salvarle da lapidazioni e company, ma ignorano i problemi che abbiamo qui; questo perché pensano (ingenuamemnte?) che le violenze e vessazioni psicologiche alle quali siamo sottoposte quotidianamente siano men o deleterie di una manciata di sassate.

    Sia chiaro, io non voglio sminuire le barbarie con le quali l’islam sottomette le donne, però, prima di pensare a liberare le altre, pensiamo un po’ a riguadagnarci il NOSTRO, di rispetto, pensiamo un po’ a una petizione per riprenderci la nostra dignità, anziché occuparci d’altro pur di ignorare quanto sta succedendo a casa nostra!

    Io, ad esempio, sono dell’opinione che, il fatto che i nostri uomini occidentali non ci prendano a sassate per ogni nostra ribellione (almeno fisicamente, perché se poi vogliamo parlare delle sassate mprali…) non li rende certo migliori dei talebani: per me fanno schifo quanto loro, anche se saranno così “gentili” da non ammazzarmi per aver scritto ciò.

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    • E poi solo un paese libero può permettersi di liberare le donne di un altra cultura e di essere esempio per un altro. Se no sarebbe una mancanza di rispetto. Poi non voglio pensare cosa accadrebbe mescolando la cultura islamica con quella italiana: un sessismo paradossale e allucinante! Le donne avrebbero la libertà di mostrare il culo in tv ma nella realtà uscirebbero di casa con il burqa.
      In italia il burqa in parte lo subiamo. Pensate ad una donna che esce di casa con la minigonna in un paesino dove tutt’oggi le ragazze vengono segregate in casa. La giudicherebbero tutti come una prostituta e le direbbero che si merita lo stupro.

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  • proprio oggi ho visto in un centro commerciale una pubblicità di un menù con tre tipe vestite in mutande e reggiseno sadomaso e la scritta ‘meglio tre di una’ per pubblicizzare un trittico… Perché ca**o ci devono mettere SEMPRE delle donne, perché… Perchè il mondo intero ci vede sempre come MERCE… Perché noi siamo sempre assimilabili a OGGETTI, non lo capisco e che cappero… Il bello è che un gruppo di ragazzini ci rideva davanti e faceva discorsi con espressioni che neanche su youtube si azzarderebbero a usare… Il bello è che per la metà erano femmine, e ridevano accompagnando i ragazzini… Perché le ragazze spesso sono disposte a umiliarsi quotidianamente pur di avere il consenso del maschio?

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    • Ciao. potresti fotografarmela e segnalarmela?
      Ne parlerò volentieri sul mio blog :)

      Ci aggiungerei anche che una pubblicità del genere è concessa solo in un paese dove c’è un enorme disparità sessuale. Ecco perchè in italia ne abbiamo parecchie (compresa “provale tutte”). Eventualmente lancio una frecciatina al tipo che pur di farci tacere vorrebbe dirci che in italia c’è parità di sessi perchè non siamo l’arabia saudita.
      Immaginiamoci se meglio tre di uno fosse rivolta alle donne con tre uomini in sadomaso.Impossibile. E sapete perchè?
      Perchè in italia la donna dev’essere un oggetto, passiva, una merce esposta come carne da macello e se prova ad avere fantasie erotiche del genere o essere interlocutrice verrebbe considerata puttana.
      Ecco perchè pubblicità del genere nascono in contesti come l’Italia dove c’è molta disparità nella sessualità di uomini e donne. Le battute dei ragazzini con il consenso delle femminucce, sarebbero figlie di ciò.

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