Qualche riflessione e non solo..

il_corpo_delle_donne

Una recente ricerca ha scoperto tramite un campione, che gli uomini alla vista di una donna erotizzata non riescono più a percepirla come una persona, ma come un oggetto.

In un Paese come l’italia dove queste immagini occupano più del 90% della nostra comunicazione e della rappresentazione femminile, non oserei mai immaginare come gli uomini italiani percepiscano ormai il genere femminile.

In Italia la donna oggetto, sexy e nuda pare sia diventata l’unico modello rappresentabile da tv e pubblicità.

La donna dai continui richiami sessuali, richiami stereotipati al maschile che divenuta l’unico modello, stra compromettendo l’autorevolezza e la condizione femminile.

Lorella Zanardo, nonchè autrice de il corpo delle donne, in un intervista, elenca le conseguenze del continuo bombardamento mediatico di questi stereotipi sessisti contro le donne e a cosa stiamo andando incontro.

La Zanardo mette in relazione l’aumento nel nostro Paese di reati contro le donne con il fenomeno della mercificazione del corpo femminile. I reati di genere spesso vengono consumati proprio nei contesti dove è diffusa una concezione femminile negativa, spesso alla stregua di un oggetto sessuale a cui disporre. Tale concezione viene alimentata quotidianamente dalle nostre tv commerciali e dalle pubblicità  sulle nostre strade.

Ma non solo. I modelli perfetti della televisione danneggerebbero l’autostima delle ragazze e crerebbero problemi anche nella sessualità dei ragazzi in quanto il corpo delle coetanee non corrisponde ai modelli plastificati promossi dai mass-media e dalla pornografia.

C’è una buona notizia: Il Corpo delle donne, andrà in onda all’interno della Linea Notte del TG3 di Venerdì alle ore 23.15 circa.

Il documentario per la prima volta non solo verrà trasmesso dal servizio pubblico ma andrà in onda integralmente. L’unica cosa che a mio parere non mi piace è l’orario di trasmissione, un orario di bassa audience.

*Le due foto sono due campagne pubblicitarie della lacca Cielo Alto

6 commenti

  • “C’è una buona notizia: Il Corpo delle donne, andrà in onda all’interno della Linea Notte del TG3 di Venerdì alle ore 23.15 circa.”

    TG3 e 23.15. Non si poteva sperare in meglio.
    La RAI è definita noiosa, rispetto al mirabolante circo di luci e plastica della MEDIASET.
    In seconda serata la realtà. In prima serata i reality.

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  • La “cosiddetta” fascia protetta finisce alle 22:00. Mettere in onda un programma alle 23:15 (circa, salvo ritardi) fa pensare ala volontà di non farlo vedere al grande pubblico.

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  • danzatriceorientale

    Altro che buona notizia: il programma è slittato non si sa a quando per la morte di un politico di cui non voglio scrivere il nome.

    A parte ciò, la TV influisce e su questo non ci piove, ma io credo che questa coa di voler imporre la bellezza a tutti i costi e di discriminare le meno belle inizi già in tenera età: ricordo che io non ero bella, da bambina, portavo gli occhiali culi di bottiglia, avevo i capelli indomiti… non ero, insomma, la classica bambola bionda con gli occhi azzurri e nelle recite scolastiche, ovviamente, mi toccavano ruoli secondari… vi irò, a me questa cosa ha fatto più male dei culi e delle tette eposti in televisione, che comunque hanno finito col darmi il colpo di grazia (non racconto altri aneddoti, ma non ho avuto vita facile, a causa del mio apsetto esteriore).

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    • E’ pazzesco…vergognoso.
      Ero già amareggiata per l’orario di trasmissione.
      Comunque la tua storia è incredibile, frutto di una società dove se sei donna l’aspetto estetico conta più di tutto e dove si è cresciuti con quei modelli artefatti.. Poi chissà xke ci danno delle idiote quando qualcuna di noi diventa anoressica ecc.

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  • E i tuoi genitori prendevano parte al gioco?
    Insomma, non solo loro, anche le persone che ti amavano? Tipo amici, ragazzo,ragazza, che ne so.

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  • Appena tornata dalle vacanze, sto recuperando un po’ di post. Approfitto di questo commento per raccontarti della mia esperienza con la tv tedesca. Premetto che non capisco un’acca di tedesco, quindi non ho la più pallida idea di cosa dicessero, in un’intera serata passata a guardare soltanto le pubblicità (l’unica cosa di cui potessi capire il senso) c’è stata un’unica donna mezza nuda: la Aguilera che pubblicizzava il suo profumo. A parte questo, migliaia di pubblicità di birra, che comunque non sono una bella cosa. Però non c’erano mamme-casalinghe-perfette, non c’erano mogliettine il cui unico scopo nella vita è lavare i pavimenti, non c’erano donne in carriera usate come zerbini sotto le scrivanie degli uomini.
    Mi è sembrato perfino strano, alla fine, non aver visto una ballerina, una modella, una pincapallina qualsiasi nuda e ammiccante che ti invitava a berla con la birra o roba del genere.
    Sulla differenza tra i programmi ci potrei scrivere dei libri, ma mi limito all’argomento del tuo blog. Trovo che la situazione in cui stiamo vivendo sia drammatica, ma vivendo in questo paese, con questo sistema, sembra quasi “normale”: Cambiando stato e modo di vivere, ci si rende subito conto della differenza di cultura e di pensiero riguardo certi argomenti.
    Un altro esempio: siccome si avvicina l’Oktoberfest, i negozi erano pieni di vestiti tradizionali bavaresi, i dirndl. Per intenderci, sono quei vestiti che tutti noi immaginiamo scollatissimi e cortissimi, con le tette della bella tedescona di turno che le arrivano alla gola. In realtà non ne ho visto nemmeno UNO tanto scollato. I vestiti tradizionali sono lunghi, accollati, pesanti. Non c’è assolutamente niente di sexy, niente di ciò che ci viene in mente pensando a quelle biondone maggiorate che portano enormi boccali di birra. Certo, se ti ritrovi con due mongolfiere e ti fanno una foto nella scollatura, alla fine qualcosa si vede; il punto è che non appartiene alla loro cultura andare in giro con le tette al vento per il puro piacere maschile. Anzi, il dirndl è una tradizione di tutto rispetto da quelle parti, e le donne lo scelgono per essere eleganti e non ridicole caricature di un’icona maschilista.
    Mi è sembrato strano, quindi, che le donne si mettessero in mostra indossando abiti più o meno eleganti o ricamati, e non facendo a gara a chi si denudava di più. Sebbene sia brutto da dire, è lontano dalla mia mentalità. O meglio, dalla mentalità del paese in cui vivo e che devo subire ogni giorno.

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