La Barbie è nuda

bamboa

 Avete presente La Repubblica e le sue Gallery piene di tette e culi?

Beh ora ci mostra una Gallery con il calendario delle Barbie. Questa bambola, è nata inizialmente come prodotto per bambine e continua ad esserlo tutt’oggi.

Per bambine degli anni 70 e 80 venivano messe sul mercato le Barbie che facevano tantissimi mestieri, erano biondissime, fissate con l’aspetto estetico e la moda ma avevano anche una buona posizione sociale. Quelle odierne sono soltanto delle veline tutte moda e bellezza. Oggi la Barbie è stata utilizzata per evocare in modo provocatorio il calendario della Pirelli.

L’iniziativa viene da due anonimi argentini. Questi scatti provocatori fanno subito polemica in quanto la Barbie è destinata a bambini. Lo ritengono materiale pornografico.

Che ipocrisia! Quante di voi da bambine hanno spogliato una barbie? nessuna si è mai scandalizzata!

Davanti ad immagini di donne nude in pubblicità, in tv e nei calendari chissà perchè non solo nessuno si scandalizza sopratutto per l’intento svilente che danno alla figura femminile, ma aspettano sempre a scandalizzarsi quando il nudo ha chiari intenti provocatori.

Non sappiamo però a cosa voglia alludere. Se è una sorta di sensibilizzazione contro la mercificazione femminile della Pirelli o contro i corpi femminili sempre + finti, o se voglia alludere al trattamento da bambola che danno alla figura femminile Pirelli&co o se voglia alludere che le donne sono un pò come le Barbie.

Voi che ne pensate?

11 commenti

  • Non so quale sia l’intento, sicuramente provocatorio, degli autori, ma colgo subito l’occasione per concordare sull’indecenza delle Gallery di Repubblica (che in questo momento propone, ad esempio, “Kelly Brook, il topless è in 3D – spuntano le foto di Piranha”), tanto più inaccettabili dal momento che provengono da uno dei pochi giornali non appartenenti al padrone di (quasi) tutto il resto dei media, e che sarebbe bello si dimostrassero diversi anche nell’uso delle immagini femminili: evidentemente certi temi incontrano un favore trasversale..

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  • mah. secondo me vogliono dire che cercano sempre più di rendere le donne come delle Barbie a grandezza naturale.

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  • Credo che in effetti la spinta innovativa della Barbie come donna indipendente, se mai c’è stata, è durata davvero poco. Quasi tutti associano a questa bambola l’idea di un modello di bellezza stereotipato e impossibile; ormai Barbie incarna un modo per proporre a bambine molto piccole un modello di femminilità decorativa e rassicurante, tutta bei vestiti e mai un capello fuori posto, che poi rischia di perpetuarsi in eterno perché non è controbilanciato da alcuna alternativa. Mi sembra inoltre inquietante che, nonostante i tentativi di lanciare versioni multietniche, la Barbie sia rimasta sempre fondamentalmente una bionda longilinea con gli occhi azzurri e i tratti regolari, molto “ariana” se mi si passa il termine. E in fondo, se si prendono in mano delle riviste di moda (per non parlare delle pubblicazioni maschili tipo Playboy), la maggioranza delle donne fotografate è una versione aggiornata di Barbie con poche, occasionali variazioni.

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    • La donna dai capelli biondi piace perchè evoca purezza ed ingenuità, mentre la mora e ancora di più la rossa (presente nelle vesti della diavoletta o strega appunto) sono la reincarnazione della malizia secondo gli stereotipi dominanti. Le bionde ricordano un pò le bambine e i tratti somatici di una bionda assomigliando molto a quelli infantili. La pubblicità spesso utilizza questo modello: la bionda che spesso viene confusa con una bambina (è successo anche a noi con la venticinquenne). Inoltre c’è lo stereotipo della bionda-scema che ricorda quello della Monroe. E qualche retaggio dal canone estetico della razza ariana..praticamente il nazismo per i canoni estetici non è mai morto…

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  • “Per tutti quelli che pensano che i femminicidi messi in atto da ex mariti o ex fidanzati siano dettati da amore frustrato, voilà la notizia del giorno (da Repubblica):

    -Giovane pugile lasciato dalla fidanzata
    si vendica massacrando una passante – “

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    • Grazie x la segnalazione… è vergognoso!
      Questa povera innocente colpevole solo di essere donna..chissà se i media capissero che i femminicidi sono dovuti da profondo odio verso le donne.
      Mi stupisce repubblica che giustamente da risalto a queste vicende si mette poi a pubblicare Gallery e articolo di un sessismo allucinante…da galera

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      • Mary nel commento successivo avevo inserito il blog dove ho trovato la mia citazione, in caso serva. Sì, mi hanno colpito quelle due righe… tanto da spingermi a diffondere quel micro-post del blogger marzipan

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  • dove marzapane = marzipan.splinder.com

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  • Se andate a leggere l’articolo che il Corriere della Sera ha dedicato al bestiale massacro di una donna a Milano (che non susciterà il dovuto orrore, sia perché non verrà identificato come violenza di genere pur essendone un prototipo perfetto, sia perché la vittima era “solo” un’immigrata) vi accorgerete che la parte finale è corredata da una foto della fidanzata dell’omicida, il casus belli. L’articolo sottolinea che la ragazza è “alta e bionda”. Come se avesse alcuna rilevanza di fronte una tragedia del genere. E siamo ancora alle solite; la fotocopia di Barbie va fotografata e il suo aspetto va rimarcato, sempre e comunque. Rabbrividiamo.

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    • Rabbrividisco con voi. molti articoli quando si tratta di donne vittime di violenza vengono descritte spesso dal punto di vista estetico, oppure vengono descritte alcune caratteristiche estetiche o caratteriali che risaltano il proprio ruolo di vittima o quella che se l’è cercata (come l’abbigliamento) o di colpevole. Questo non succede mai quando le vittime o i carnefici sono uomini.

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