Il Play-coniglio

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La foto non si vede benissimo. L’ho scattata in profumeria con un cellulare davanti ad alcune persone che guardavano incuriosite.

L’immagine illustra un profumo da uomo di marca Playboy. Dal suo brand col coniglio si nota già lo sfondo sessista dell’oggetto da me oggi trattato. Playboy è una rivista erotica che ritrae le donne come oggetti sessuali esponendole nude nei panni di conigliette, forse perchè chi la legge ha un amplesso sessuale da coniglio. Ora il brand sio è lanciato nel commercio con una linea di abbigliamento (anche da donna), profumi e altre chincaglierie.

La donna raffigurata accanto all’uomo  non ci sta a far nulla in quanto il brand promuove una linea tutta maschile. Si capisce come anche qui il corpo della donna faccia presenza solo come “elemento ornamentale” o meglio come oggetto sessuale attirata dal profumo del suo occasionale partner come le mosche con il miele.

Inoltre i suoi atteggiamenti mostrano segni di passività sessuale: è lui che dirige il gioco la fissa con sguardo ammiccante, mentre lei non ha nemmeno coraggio di guardarlo negli occhi.

Abbassa lo sguardo mostrando subordianzione sessuale al maschio dominatore che deve dimostrare a tutto l’universo maschile che è un Playboy.

Il Playboy nonchè l’uomo che si diverte con le donne, buttandole via come facciamo noi con gli assorbenti usati non ha a differenza degli altri aggettivi una coniugazione al femminile.

Perchè la donna dev’essere una preda, deve sottomettersi sessualmente, per il piacere maschile come conferma anche questa triste immagine.

In un Paese come l’Italia dove anche gli stupratori pedofili vengono considerati dei Playboy questa campagna non suciterebbe per nulla scalpore. Nonostante questo io la mostro e la denuncio.

Sicuramente mi diranno che sono una bigotta ed una frigida. A me non importa, sono solo stupidi pregiudizi sessisti di una società sessista che ci vuole intrappolate all’interno di gabbie sociali.

Come diceva giustamente una mia lettrice, ci danno delle represse solo perchè non condividiamo uno schema sessuale, basato sull’ assoluta subordinazione femminile che pare sia l’unico modello alla quale siamo destinate. Perchè la cosidetta società patriarcale in realtà è retta in piedi da conigli (ecco perchè quel logo) che temendo le donne preferiscono subordinarle. Sempre da questo schema sessuale che nasce la cultura dello stupro.

Guai a pensare il sesso in un’altra maniera dal modello imposto dalla società, dove la sessualità femminile dev’essere usata come strumento maschile, appoggiata ovviamente dalle milioni di immagini che ogni giorno denuncio (compresa questa).

Da una parte il marketing impone una esposizione sfrenata della sessualità femminile fatta di anelli, vibratori, paperelle, corpi nudi, veline, conigliette, pornostar, prostitute, centocelle, spogliarelli dell’8 marzo e dall’altra una donna non può ammettere liberamente che ha una sessualità indipendente da quella che propongono certi modelli che altrimenti veniamo tacciate come zoccole.

Forse è questo l’aggettivo al femminile di Playboy, oppure come alternativa c’è la verginità di una “velina”, Noemi Letizia sbandierata ai 4 venti.

8 commenti

  • Il fatto è che hanno prodotto anche vestiti per bambini…In Italia, qualsiasi cosa purchè sia etero.

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  • danzatriceorientale

    Io tengo a specificare una cosa, visto che ieri si è generato un qui pro quo proprio a causa di una foto dove stringevo, con una mano curata e con unghie lunghe e smaltate con glitter, un ciondolo a forma di coniglietto di playboy: detesto la rivista, ma il logo mi piace e il ciondolo lo indosserei come indosso Hello Kitty o un fiorellino o una stella, eppure la mia mano curata e questo logo, secondo un’utente, sarebbero contrarie a blog come il corpo delle donne e affini.

    Quello che non capisco è perché molte donne siano influenzate dallo stereotipo secondo cui chi abbraccia idee anti sessiste ed anti televisive (donna oggetto) non debba curare contemporaneamente l’estetica e la sua immagine: se così fosse, mi spiace dirlo, ma la categoria non si discosta molto da quella televisiva che impone determinati canoni per poter essere accettate dal branco… dunque io dovrei smettere di truccarmi, curarmi le unghie, indossare tacchi e adottare un look sciatto solo perché abbraccio le idee della Zanardo o di questo blog?

    Se è così, ripeto, la cosa non mi piace: essere contrarie all’uso che si fa del corpo in TV non implica necessariamente l’avversione per la cura di sé, proprio come l’essere contrari allo sfruttamento della prostituzione non significa boicottare le calze a rete.

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    • Già sono stereotipi appunto..Come se la femminista deve essere x forza sciatta. Ragionano come quelli che sostengono che le femministe sono brutte e baffute. Appunto canoni estetici imposti come accade x le donne della tv. La Zanardo è una donna curata e pure una bella donna, e mica x questo si contraddice. Io mi curo tantissimo, e sono favorevole alla chirurgia estetica fatta per libera scelta e non per imposizione come accade in tv.
      Un abbraccio!

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      • danzatriceorientale

        Esatto Mary, mi rincuora leggere che anche tu la pensi come me (che tra l’altro gho fatto ricorso alla chirurgia estetica per risollevare una quarta naturale resa floscia da una notevole perdita di kg); anche la Zanardo dice di essere favorevole alla cura dell’immagine, eppure c’è chi ancora si lascia influenzare dai binomi bella/stupida, brutta/intelligente, donna in tuta/santa, donna in minigonna/mig***a, femminista/sciatta, donna rifatta/stupida insicura, donna naturale/intelligente sicura di sé ecc ecc e anche la signora Lorella Zanardo qualcuno l’ha rimproverato di essere una bella donna e dunque poco adatta a diffondere un documentario come il suo.

        Che tristezza!

        Buon proseguimento!

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    • Sinceramente non sono d’accordo nè con te, nè con Mary sotto.
      I simboli sono comunicazione, sono indice anche di alcune scelte. Il coniglio di playboy non è solo un coniglio, è il marchio di un’azienda sessista. E’ come se io sono contro gli allevamenti intensivi, le sostanze chimiche nocive, la deforestazione e poi per esempio vado a mangiare da McDonald’s. Ho citato quel marchio ma potevo citarne anche un altro. Bisogna scegliere da che parte si sta. Non sto dicendo che per questo una persona non debba vestirsi in un certo modo, perchè per me poi, vestirsi e truccarsi sono due modi artistici che esprimono qualcosa, ragion per cui con i simboli si deve stare attenti. Ma non è solo comunicazione è anche economia: se ti sta sui coglioni il mafioso di turno, non vai a comprare i suoi pomodori, perchè così lo mantieni.
      Sulla chirugia estetica: trovo davvero inutile cambiare le proprie parti del corpo per questioni che non siano gravi (per esempio abrasioni cutanee), perchè comunque non credo che quando si dice “lo faccio per me” si intenda davvero ciò, perchè se ci fossi solo tu al mondo, te ne fotteresti di com’è il tuo corpo.
      Il corpo è qualcosa che accumula segni, che sono storia: per me cancellarli è come rinnegare da una parte quello che ti ha reso ciò che sei.

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  • BRAVISSIMA…OTTIMO….AH HO COPIATO UNA TUA FRASE DI QUESTO PEZZO E L’HO MESSO SULLA MIA PAGINA DI FB….MA TI CITO (NN MI PERMETTEREI MAI DI COPIARE O NON CITARE)…..!
    BRAVISSIMA :)

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