Ancora su Velone

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Parliamo ancora di Velone. In un post scritto qualche settimana fa mi concentravo solo sul ruolo della valletta.

Il programma sarebbe una sorta di parodia al concorso per aspiranti Veline lanciato da Antonio Ricci su Canale5.

Il concorso vede coinvolte donne over 65 che si prestano ad imitare “ragazzine” di vent’anni.

Sempre su Canale5 è stato lanciata un edizione di Uomini e Donne in età over 65. Le donne di età avanzata vengono prese in giro talvolta con battute a sfondo erotico da un presentatore che alla fine si può dire che sia quasi un loro coetaneo.

Queste signore non si sottopongono alla dittatura della chirurgia estetica. Appaiono naturali, con tutte le loro rughe e i loro segni che contrastano con i loro atteggiamenti “infantilizzati” e la presenza della giovanissima valletta seminuda. L’intento sarebbe quello di enfatizzare la loro vecchiaia rendendole ancora di più “ridicole” agli occhi dei telespettatori.

Vi incollo anche la foto che ci conferma ancora di più quanto è inquietante questo programma.  Prima di tutto viene sponsorizzato da regioni e province, secondo date uno sguardo alla locandina.


Lei: venticinque anni, avvenente, semi nuda. Lui: sessantenne, non avvenente, in giacca e cravatta.

Nella locandina che da l’idea quanto sia sessista il programma, non appare alcuna concorrente. Eppure viene appoggiato da regioni, comuni e province.

Ho letto un post interessante di Donata Righetti.

Lo spettacolo televisivo piu’ feroce e indecente va in onda dal lunedì al venerdì su Canale 5 all’ora di cena. Si chiama “Velone” ma potrebbe intitolarsi la gogna o lo sberleffo. Una galleria di poverette , casalinghe, pensionate, ex impiegate, ex professioniste, donne di tutti i tipi, vengono, per loro sventata scelta, trasformate in materiale di scherno e di lazzi, bersaglio di ogni derisione, polpette da annusare e da buttare perché la carne non è piu’ fresca. La colpa massima di queste malacapitate , quella che giustifica le battute ilari e agghiaccianti del “bravo presentatore” e che scatena le risatacce del pubblico, è infatti quella di non essere giovani ma , come si spera possa capitare a tutte, vecchie.

Il potere e la volgarità della televisione, temi su cui sono stati scritti saggi monumentali, vengono come per incanto riassunti in questo programmino indecoroso. Le vittime si avviano esultanti al macello pur di apparire, convinte che piuttosto dell’anonimato è meglio la derisione, e poi, chissà, per loro magari lo scherno si trasformerà magicamente in applausi ammirati . Arrivano su palchi montati nelle varie piazze italiane , con i loro corpi spesso appesantiti e le loro facce segnate, com’è naturale che sia.

Arrivano con effetto Bette Davis agghindate e truccate da ragazzine al primo ballo e si danno subito da fare con danze del ventre, tanghi, esibizioni ginniche, canzoncine, barzellette, mossette varie, un campionario da infima rivista rispolverato per farle apparire piu’ grottesche. Ballano e cantano mentre la telecamera sceglie come inquadrature predilette il tremolio del seno o quello del doppio mento. Nella divaricazione tra il fiducioso abbandono di queste donne e l’effetto che provocano svettano robusti messaggi .

Il “ bravo presentatore”, a sua volta vecchiotto e con fisico appesantito, in quanto maschio può permettersi il ruolo di giudice e di manovratore del gioco dall’esterno. Imponendo all’ottantenne un valzer le urla “ oilà non mi spinga col seno”. Oppure sfodera con protettiva spavalderia battuttine fintamente ammirate e butta lì a tutte le anziane surreali “ma che meraviglia, ma quanto sei bella”. Le disgraziate invece che arrabbiarsi e battersela, prese dall’ottundimento televisivo, sorridono beate e si lasciano utilizzare come clown inconsapevoli. Se qualcuno volesse spiegare a un alieno cos’è la pornografia questo sarebbe il programma perfetto.

Ad un certo punto, a dimostrare la comica inadeguatezza delle vecchie, ecco arrivare la femmina stupenda e giovanissima. Seminuda nel suo freschissimo fulgore di natiche elastiche e pancia piatta appare non solo come la supervincente, ma come il modello virtuoso, l’unico possibile. Con brutale sintesi dunque la giovinezza e un corpo perfetto ed esposto sono i presupposti indispensabili per essere accettate come donne. La vecchiaia , un tempo rispettata, almeno formalmente, quale possibile fonte di esperienza e di qualche sapienza, è da deridere .

Insomma la volgarità è semplice e devastante. Come queste “Velone”.

3 commenti

  • claudia mancosu

    E’ un programma degradante e disgustoso al limite della circonvenzione d’incapace, secondo me. Ne ho visto una sola puntata: c’era una signora di novant’anni che non riusciva neanche a capire di essere al centro di un circo Barnum mediatico. A coronare il tutto quella delirante sigla finale, cantata da un pupazzo rosso imbottito .
    Che schifo di società non-sense abbiamo creato?

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  • E’ uno spettacolo triste e degradante. Ho visto qualche spezzone e mi è venuto un colpo allo stomaco.

    Purtroppo il canale che propone tali spettacoli è quello che vuole le donne belle, appriscenti e stupide… e non mi meraviglia che abbiano messo al pubblico ludibrio anche donne over 65.

    Ma la domanda che mi pongo. Perchè queste donne, ormai avanzate nell’età, si sono offerte a tale spettacolo? Voglia di divertirsi o di mostrare cosa? Facciamo attenzione, talvolta anche a noi donne, giovani o non, piace renderci ridicole!

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  • IL programma Velone è nato evidentemente perchè questa è l’era del voyerismo televisivo e dei realities. L’importante è che tra Il Grande Fratello, Uomini e Donne, Veline, Velone, ecc. il “personaggio” sia il pubblico, da dare in pasto, ovviamente, ai mass media ed al pubblico, felice di criticare e, in casi patologici, di sviluppare una sindrome da dipendenza per questi programmi e le soap operas. Questo è lo scopo della maggior parte degli autori e produttori, noncuranti dei danni psicologici e morali di persone che, per ambizioni represse, frustrazioni da vocazione, o sogni nel cassetto, si immolano sull’altare della notorietà, ignorando di diventare delle potenziali pedine, o piegandosi a compromessi.

    Mentre un programma di grande successo per bambini, come “IO CANTO”, lanciato da Jerry Scotti, commuove e raccoglie consensi, quello delle “Velone” viene ad essere oggetto di scherno, in un’era decadentisca e di puro consumismo, in cui alle nuove generazioni non importa un bel niente dei sacrifici fatti dalle vecchie nonne per allevare figli e nipoti, meno che mai delle loro ambizioni e vocazioni superstiti.
    Gli unici ad apprezzare questo tipo di pseudocorrida sono i matusa, tra cui mi annovero spontaneamente, visto che ho compiuto 69 anni.

    Diverso sarebbe il risultato, se invece di fare uno spettacolo da circo di periferia, gli autori si proponessero di dare spazio a delle autentiche vocazioni artistiche nelle vecchie signore, cui, per mancanza di fondi, o troppa dedizione alla famiglia, è stato impedito l’accesso al palcoscenico. Interessante sarebbe altresì verificare l’evoluzione dei costumi rispetto alle generazioni d’un tempo.

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