Cambiamento culturale

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Bisogna lavorare sulla nostra cultura. Dobbiamo essere consapevoli che non sono sufficenti soltanto leggi e controlli sulla sicurezza per prevenire la violenza sulle donne.

Serve almeno la consapevolezza. Se manca almeno la consapevolezza che il problema di come le donne sono trattate nel nostro paese è di matrice culturale non si va da nessuna parte. E’ il primo gradino per iniziare una lotta.

Siamo molto lontani da questo “gradino della consapevolezza” purtroppo. Forse abbiamo appena mosso i primi passi. Dopo che saremmo riusciti a salire almeno il primo gradino possiamo dire di avercela fatta..o almeno di aver tentato.

Questa è l’ultima segnalazione. l’immagine qui sopra viene da una rivista. Ironia della sorte la lettrice che me la segnala l’ha vista su “donna moderna“. Intitolare una rivista in questo modo nonostante si sta promuovendo un ruolo femminile schiavistico mi sembra un gran paradosso.

Il prodotto pubblicizzato appartiene al marchio “Aquolina“. Sullo sfondo c’è la solita donna tagliata a pezzi dalla quale dà l’impressione che in questi giorni venga presa come spunto dai maschi violenti che ci accoltellano.

Una giovane donna dalle mutandine sensuali, afferrate con forza da una mano maschile ed tatuaggio sul basso ventre, sembra  vogliano dire entrambi “tu mi appartieni”, “tu sei solo un oggetto”, “io ti faccio quello che voglio”.

I prodotti pubblicizzati sono creme e detergenti intimi. Insomma dobbiamo essere belle, pulite perchè lui vuole così, senza nemmeno pretendere che anche lui faccia lo stesso.

Il bodicopy “per prendersi cura con gioia con gusto della sensualità femminile” accanto ad una mano maschile che tenta di strapparti le mutande di dosso, sembrerebbe una sorta di invito rivolto all’uomo a costringere la donna a farsi sensuale per lui, per il suo piacere.

Questa pubblicità vuole dire la stessa cosa delle altre pubblicità dedicate ai  prodotti anticellulite o cosmetici di altre marche, soltanto che il messaggio che comunica non è subdolo.

Il sessismo si fa esplicito, diretto. L’immagine di una donna marchiata come una mucca  vicino alle zone intime è molto inquietante. Ti comunica che il corpo femminile è soltanto un oggetto, che dev’essere accessibile all’uomo, incitando la cultura dello stupro.

Update: Vi consiglio queste grandiose letture: 

La violenza maschile contro le donne è la nostra brutale quotidianità!

Ragazzina, non hai scampo. O forse si!

2 commenti

  • Grazie! Un grande grazie per il lavoro che state svolgendo per noi tutte!!! Soprattutto in questo periodo(che dura da parecchio purtroppo) in cui la mattanza(come voi argutamente la definite) stà subendo una escalation impressionante! Io come donna, nel mio piccolo, cerco di sensibilizzare tutti gli amici di Twitter e mi pare che qualcosa si muova! Non sarà molto ma è un inizio.-

    Il mio motto personale è: “Arrendetevi! Siamo Donne!”

    A Presto!E tenete alta la guardia! Buon lavoro!

    Corinna-Cesena

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    • Io ringrazio chi mi segue, grazie a voi che trovo la forza di combattere. Sono veramente impressionata da quello che sta succedendo. Ogni giorno una donna muore, dobbiamo allarmarci invece il Governo non fa nulla, i mass-media non solo non ne parlano ma banalizzano, sminuiscono e nè parlano con un tono sfottò. Ringrazio te che stai sensibilizzando il tema, dobbiamo starvicino a queste vittime, dobbiamo esseren solidali. Ad ogni donna uccisa è come se fossimo un pò uccise anche noi è come se siamo stati privati di una sorella. La stessa cosa per tutte le donne stuprate, picchiate, maltrattate, sia in famiglia che fuori. Da chi fa violenza istituzionale, famigliare, mediatica, pretendiamo rispetto e che vengano chiamati solo con un nome, con il nome che meritano: femminicidi, stupratori, assassini.
      Un abbraccio!

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