La banca vietata alle donne

Un’amica mi ha segnalato gli ultimi spot di Banca intesa. Sembra che molte banche si divertano a screditare le donne.

Nel primo  (sopra) una donna (si presume impiegata) deve convincere un ragazzo a scegliere Banca Intesa. La voce della gialappas (personaggi televisivi) sminuisce la donna attribuendo il motivo della scelta al fatto che lei è carina. Come se ad una donna per convincere un uomo bastasse solo un bel corpo.

Qui intervistano una donna lavoratrice umiliata dal punto di vista professionale, in che modo? utilizzando stereotipi logori che sminuiscono la professionalità femminile ed esaltano la divisione tradizionale dei sessi. Il tutto con la complicità della ragazza, perchè si sa che negli spot la donna è obbligata ad essere gentile e sorridere alle battute maschiliste e non mostrarsi mai acida.

La voce in sottofondo continua sulla stessa linea. Una rappresentazione di genere fermamente svolta dal punto di vista maschile. La cosa più assurda che le battute sono esplicite: “ebbè lei è donna..”, della serie: che ti aspettavi da una donna?.

Forse i pubblicitari dovrebbero iniziare a capire che non tutte le donne hanno tempo e sopratutto soldi per comprarsi montagne di scarpe e che nessuna donna lavora per vizio.

Qui la Gialappas esordisce con un “Oh una cubista!”. Insomma sembra che Banca Intesa ci vede solo e sempre stratope e sexy o inutili scansafatiche.

12 commenti

  • Volevo inviarti l’ultima che ho visto, ma purtroppo sul Tubo non c’era.
    La Gialappa’s intervista una ragazza, che ha un fidanzato che ovviamente guarda il mondiale, e lei stessa dice che sta a casa sua, ma che lei ne approfitta per fare shopping su internet.
    La Gialappa’s chiede che cosa compra, lei risponde libri, con tono vago.
    La Gialappa’s ribatte, dicendo una cosa del genere (non ricordo bene) : “Libri con tacco 12?”
    Lei ride.

    Questa è la più stronza, come pubblicità secondo me.
    Perchè vuole che il maschio sia davanti alla TV a guardare il mondiale, e che la sua femmina sia con lui, ma lontana dalla roba da veri uomini come il calcio, ed è occupata a comprare virtualmente. Ma che cosa compra?
    Di certo non libri, perchè se è femmina è ignorante. Piuttosto scarpe, ma non scarpe da ginnastica, nemmeno ballerine. Scarpe alte, tacco 12, associate continuamente al sex appeal.

    Che palle, ma la gente non si stufa di vedere sempre le stesse cose?

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  • Anche se probabilmente gli autori dello spot non sono loro, a me negli ultimi anni i Gialappi hanno deluso parecchio, perché si sono totalmente appiattiti sulle logiche sessiste di Mediaset, con la scusa di essere ironici e dissacranti. Lo schema degli ultimi programmi è stato sempre lo stesso: uomo bassino e insignificante (mago Forest) circondato da presentatrici belle e giovani e, ovviamente, dalle svestitissime Letteronze (una attualmente siede al Parlamento europeo). In una delle ultime edizioni, scomparse le Letteronze, hanno messo una certa Irina, una ragazza straniera(comunque non parlava) in tubino nero, che prima della fine della trasmissione veniva magicamente via per opera di Forest, e Irina restava seminuda e ancora muta. E quando commentano le partite addirittura in radio, scelgono sempre ospiti donne belle e giovani a rappresentare le diverse nazioni in gara: invece gli ospiti uomini sono assolutamente ordinari, di aspetto comune. Insomma, il machismo non ha colore politico, i Gialappi sono dichiaratamente di sinistra, eppure sono sessisti, come i più accaniti berlusconiani.

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    • Beh penso che il colore politico non ha a che fare con il sessismo..Come abbiamo visto il sessismo viene da destra come da sinistra.Ti ringrazio perchè mi hai informata su un programma che non ho mai visto. Mi paicerebbe parlarne sul mio blog e di avere delle informazioni accurate come video, per approfondire di più.un abbraccio!

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      • Ciao Mary. Ti posto uno spezzone di Mai dire Martedì, edizione 2008, con la scenetta desolante del mago Forrest che trova una scusa per smutandare Inna (non Irina, pardon), che non per tutta la durata dello sketch si limita a sorridere. A parte che la gag del bruttino che fa spogliare la bellona con uno stratagemma cretino è più vecchio del mio bisnonno, davvero c’è un sapore da Drive in, qualcosa di profondamente “finivestiano”, cui le tre voci della band, loro malgrado, abdicano totalmente.

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  • Ho avuto un colpo al cuore quando ho letto “parlamento europeo”.
    Porco Dio.
    Anzi, porco Berlusconi, in questo caso.
    Tanto in Italia uno vale l’altro, no?

    altro collage sessista di stampo USA:

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  • Scusa Mary se posto tanto, ma anche questa mi ha sconvolta:

    I bambini sono spugne, e non capiscono cosa dicono, perchè gli è stato detto che così è logico.

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  • Sì, trattasi di Barbara Matera. Cito testualmente da Wikipedia
    “Attualmente ricopre i seguenti incarichi presso il Parlamento Europeo: Vicepresidente Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, Membro Commissione per i bilanci, Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Turchia, Membro sostituto Commissione per lo sviluppo regionale, Delegazione per le relazioni con il Parlamento panafricano.”
    Il fatto che sia in una commissione per i diritti della donna sarebbe ironico, se non fosse desolante.
    Non è laureata, pur avendo frequentato qualche anno l’università.
    Però ha fatto la Letteronza.
    Forse sarebbe giusto che al Parlamento Europeo ci fossero persone il cui curriculum possa vantare qualcosa in più della partecipazione a mediocri fiction e il dimenare le chiappe con il commento della Gialappa’s in sottofondo, ma mi rendo conto dell’ingenuità della questione.

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  • Premetto che odio la svalutazione che la donna ha avuto da venti anni a questa parte.
    Molto interessanti i vostri post, ne condividerò qualcuno su fb.
    Proverò a dare qualche giustificazione per gli spot della gialappa’s.

    Loro negli spot hanno sempre preso in giro sia gli uomini che le donne.
    Loro ironizzano presentando un modello di donna che la cultura italiana a relegato in “quasi semplice oggetto”.
    La donna nello spot vince, mostrando di non essere una stupida che pensa solo allo shopping e alle scarpe.

    Seguo spesso la gialappa’s e il messaggio che mi arriva, sia negli spot che nei loro programmi è che la donna viene usata in tv.
    Loro ironizzano portando all’estremo delle situazioni che normalmente vengono mostrate in tv,
    presentano le ragazze come “belle ma cretine”.
    La visione dei loro programmi dovrebbe stimolare le persone a pensare che: “è vero, in tv vengono messe solo ragazze bellissime ma che non hanno il dono delle ragione, mettendo da parte il vero valore che una donna può dare alla cultura italiana”

    Io spesso su fb “insulto e denigro”, come da cultura italiana, le donne per stimolarle a pensare che stanno perdendo il loro valore.
    es.:
    “Cari genitori, insegnate alle vostre figlie a come trovarsi un politico o un potente da portarsi al letto. Iscrivetele ai corsi di fellatio patrocinate dal ministero delle pari opportunità”

    Con queste frasi non voglio essere offensivo verso le donne, ma voglio che tornino a lottare per la loro dignità.

    La televisione in principio era un’arma di distrazione di massa che lentamente si è trasformata in arma di distruzione di massa. E’ riuscita ad atrofizzare le menti degli italiani.

    In conclusione, mostrare stereotipi e luoghi comuni non significa avvallarli, ma può essere usato per aprire gli occhi a chi ha ancora la capacità di capire, valutare e sopratutto lottare per rinnovare la nostra cultura.

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