Le donne come curatrici

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Un’altra pubblicità sessista avvistata in un distributore automatico. Un pò riprende la cultura softpornografica un pò relega le donne alla cura degli altri.

Una donna rappresentata nelle vesti di un infermiera non fa altro che confermare il retaggio patriarcale dove una donna non poteva avere competenze professionali da medico e doveva avere un ruolo subordinato all’uomo, anche sessualmente. Da qui nasce l’infermiera sexy, quell’immagine che ci toglie autorevolezza professionale oltre che esistenziale.

Non so se avete notato, i mestieri a noi affidati dall’immaginario erotico maschile sono subordinati a quelli dell”uomo o si tratta di un ruolo di cura:

La segretaria

La casalinga odierna  in tacchi a spillo

L’infermiera

La marinaretta

Hostess

Suora

Cameriera

Professoressa

eccetera..

Nel mondo odierno vengono erotizzati i ruoli che sono appannaggio maschile. Erotizzati perchè è difficile per gli uomini immaginarci ad eseguire un ruolo considerato prettamente maschile.

Questi sono nuovi  stereotipi sessisti che come i vecchi sono nati da paure inconscie  maschili (come l’attrazione sessuale per le lesbiche). Nell’occidente si spacciano perfino per emancipatori. Le stesse paure  ostacolano l’affermazione professionale di alcune donne sexy per scelta. Le stesse paure pretendono donne usate come tangenti o veline mute in Parlamento.

Muratore

Pilota

Pirata

Poliziotto

Gangster

Medico

Calciatore

Ministra

Eccetera…

Tornando a noi la pubblicità mi sembra molto offensiva. Le donne viste sempre come un qualcosa pronto a soddisfare gli uomini. Magari quegli uomini violenti che tornano a casa ubriachi e  picchiano, stuprano o uccidono le donne perché secondo l’aspettativa sociale devono “curarli” dalle sbornie e dai loro problemi ed essere disponibili sessualmente.