Come si esce dalla logica delle sexy-atlete

Quando sono i maschi a vincere i mondiali o la nazionale ecco che la loro vittoria diventa orgoglio nazionale.

Mentre per le donne il trattamento è diverso. Da come hanno trattato la prima donna italiana che vince un torneo noterete che l’Italia non è orgogliosa quando sono invece le donne a conquistare titoli da orgoglio in tutto il mondo per la propria bravura sportiva.

 Le donne vengono sminuite perchè l’Italia non accetta il fatto che primeggiano, che escono allo scoperto. Allora ecco che i media utilizzano il solito trattamento che ricorda alla donna che deve stare al suo posto perchè agli occhi dei maschi è solo un oggetto sessuale e della sua vittoria non dovrebbe fregare nulla a nessuno.

Della prima donna italiana a vincere a vincere al Roland Garros, Francesca Schiavone, agli italiani non gliene frega.

AvoiComunicare, mette in rete un’intervista all’autrice de “il corpo delle donne” Lorella Zanardo, la quale commenta questo triste episodio.

“In rete nelle scorse settimane se ne è parlato molto, invece che concentrarsi sulla prestazione sportiva che ha portato Francesca Schiavone a vincere a Roland Garros ci si è soffermati a commentare altro: il suo aspetto fisico. Abbiamo chiesto a Lorella Zanardo, autrice de Il corpo delle donne, come si esce dalla logica delle sexy-atlete”

 

One comment

  • Ciao a tutte/i.
    Volevo postarvi una breve lettera che ho inviato qualche tampo fa al quotidiano La Repubblica, perché non ne potevo più delle cronache sul tennis femminile infarcite di apprezzamenti espliciti sul corpo delle giocatrici, come se fossero lì a sfilare. Non mi hanno ovviamente calcolato, ma l’importante è provare a farsi sentire.

    “Vorrei esprimere la mia perplessità per i continui e sempre espliciti riferimenti alle caratteristiche fisiche delle tenniste, onnipresenti nelle cronache del vostro Gianni Clerici. L’articolo di oggi cita una canotta gialla che sottolinea le “inimitabili tettine” della Pennetta. Seguono apprezzamenti di tutt’altro tenore sulla sua avversaria, una uzbeka di cui si mette invece in dubbio la femminilità, per via di una certa imponenza.
    Non sta a me discutere del valore di Gianni Clerici come giornalista, e probabilmente Pennetta e colleghe non vi trovano nulla di disdicevole, forse ne sono anche lusingate.
    Esprimo solo una considerazione, come appartenente al genere femminile: di nessuno sportivo maschio, mai, ho visto scandagliare tanto apertamente e in modo così compiaciuto l’anatomia e la qualità delle parti intime.
    Spero che prima o poi ci si renda conto che anche queste cose apparentemente insignificanti alimentano e rafforzano il sessismo e, in generale, una visione molto riduttiva delle donne, legata sempre e solo alla loro apparenza, arcaica ma ancora assai tenace.

    Grazie per l’attenzione.

    Alessandra Piccioni”

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