Addomesticata

Ormai negli spot italiani come in tv, le donne sono visibili solo se hanno un bel paio di tette/natiche o se seducono con il corpo.

La donna delle pubblicità è diventata un individuo alla continua ricerca di approvazione maschile, che usa il sesso o il corpo come scorciatoia. Oppure una fiorentina di carne scomponibile in pezzi. I creativi delle pubblicità italiane assomigliano quasi tutti a Pacciani, solo che questi primi ci tagliano a pezzi virtualmente, privandoci della personalità e tornando a promuovere la cultura secondo la quale le donna non hanno un anima ma solo un corpo.

Le donne degli spot sembra che vogliano sentirsi dire in continuazione dall’altra metà del cielo che sono brave (vedi Brava Giovanna di Saratoga ed altri ancora), belle e sexy. Come se l’approvazione maschile fosse essenziale per la nostra autostima.

Questo spot ne è un esempio: Pur di far notare che ha un bel decoltè, una giovane ragazza stupisce due uomini un pò più adulti di lei. La ragazza si ingegna in una prova sensuale e allo stesso tempo “molto dura”: deve riuscire a sciogliere il ghiaccio come nessuna c’è mai riuscita, non deve fare brutta figura . Tutto molto surreale, come al solito, perchè quello che viene richiesto alle donne è finto, quasi fantascientifico.

Qui la donna a differenza di altri spot seduce attivamente, prende iniziativa, provoca e scioglie il ghiaccio in tutti i sensi, torna così la vecchia donna-oggetto malafemmina che ci eravamo dimenticati da vent’anni. Sembra attiva ma vuole, come negli altri spot, l’approvazione dell’altro sesso: vuole farsi dire che è brava e sexy. E vuole esaudire allo stesso tempo il loro desiderio, come dice il claim: passiva e attiva allo stesso tempo tramite un gioco di seduzione e primi piani invasivi ai seni.

L’ inquadratura dall’alto è simbolo di poca autorevolezza, di passività. Non a caso serve pure per inquadrare i seni strizzati nella scollatura.

Insomma, le donne delle pubblicità e della tv devono peccare di scarsa autostima anche se sono bellissime, devono avere conferme perchè così che le donne reali un’ pò bruttine possano sentirsi delle merde ed invidiare tanta beltà e modestia tutt’unica persona e quelle belle possano imparare a non tirarsela. Attraverso questo modello si deve a tutti i costi addomesticare la donna.

Imparare ad essere modeste, per non farci andare da nessuna parte, per non farci scegliere di essere…per toglierci autorevolezza. Omologate in un unico modello, che è quello corporeo.

La paura ricorrente dell’uomo italiano è trovarsi davanti una donna che se la tira in ogni caso. E’ viziato dalla madre che lo tratta da re e così si abitua ad approvare o disapprovare le donne alla continua ricerca di una figura femminile simile alla madre (l’archetipo è quello della donna dalle grandi mammelle, simbolo di maternità e fecondità). La paura dell’uomo è quella di trovarsi davanti una donna diversa dalle sue aspettative.

Le donne invece purtroppo hanno introiettato questa cultura con una tendenza generale a sentirsi in colpa, mettersi in discussione, chiedersi in continuazione come gli altri le percepiscono o addirittura giudicare le altre per accattivarsi la simpatia del sesso maschile. Ecco perchè molte hanno paura di condannare o di mettere in discussione i modelli patriarcali del nostro Paese. Beh, io ho un giorno imparato a non sentirmi più in colpa per ogni atteggiamento sbagliato o diverso dalla massa e a non voler essere per forza applaudita dagli altri e mi sento sinceramente più libera.

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