A volte ritornano…

Come è successo con Saratoga Brava Giovanna, le pubblicità più sessiste vengono ripescate e tornano a martellarci le ovaie in tv.

Questa sicuramente l’avrete vista l’anno scorso dappertutto, in tv e al cinema.Ora ritorna veicolando e promuovendo lo stereotipo più sessista.

Nella pubblicità abbiamo una scena lavorativa, un luogo pieno di donne. Non c’è nulla più pericoloso che promuovere, in un Paese dove il tasso lavorativo femminile è il più basso d’Europa, lo stereotipo in cui lavorare con le donne è difficile per questioni biologiche o meglio: solo per il fatto di essere donne.

E’ pericolosissimo promuovere uno stereotipo così negativo tra l’altro nell’unica pubblicità che ci porta in ufficio anzichè nei letti o accanto al focolare.

Lo spot vuole confermare insomma che se non fosse per Buscofen sarebbe meglio che le donne stessero a casa perchè sono isteriche e cattive e vessano gli uomini. Insomma, invece di promuovere un nuovo modello alternativo dove non dobbiamo essere per forza sexy o casalinghe si promuove un altro altrettanto negativo ovviamente anch’esso di origini antichissime e stereotipate.

All’uomo dello spot è stato dato il compito di addomesticarci a dovere e toglierci quella voglia di comandare e di terrorizzare che abbiamo durante il ciclo tornando ad essere considerato un playboy rispettato e circondato da un harem di belle e sottomesse fanciulle che ammiccano sensualmente o abbassano lo sguardo (come fa la capo) quando gli passano vicino.

Lo spot è una discriminazione unica: mostra che un uomo discriminato nel lavoro è male ma discriminare le donne considerandole isteriche perchè mestruate è bene. Bene, da ora grazie allo spot si avrà un motivo in più per non assumere le donne, per mobbizzarle o per discriminarle.

E’ vergognoso che un’azienda farmaceutica anzichè mostrarci che il farmaco serve per calmare alcuni fastidiosi dolori mestruali che ci portano a volte a non muoverci dal letto, realizza uno spot così misogino che conferma quanto la salute femminile sia così poco importante rispetto a quella maschile. Tutelare la virilità, rendendo le donne poco autorevoli e sempre carine e gentili con l’altro sesso.

A volte penso che l’Italia è talmente arretrata che nemmeno per i prodotti da donna la pubblicità si rivolge a loro. Il protagonista è un uomo e le donne sono considerate le antagoniste da rendere inoffensive. Buscofen è in poche parole un farmaco che devono comprare gli uomini e imporlo alle donne con il ciclo.

La cosa più vergognosa è che ancora oggi ogni post italiano che parla di ciclo è intriso di vecchi e maschilisti pregiudizi. Se volete un analisi più accurata, di questo ne parla il seguente libro: Le mie cose.

6 commenti

  • stessa proposta di prima: bombardiamoli di proteste
    PS le tue puntuali analisi potrebbero essere accluse :)

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    • Questa merita di suscitare polemiche, non ho mai visto roba così misogina. In questi due anni è un proliferare di spot che incitano l’odio contro le donne. :(
      Un abbraccio!

      Ps: io penso cosa scrivere e magari cerco di coinvolgere qualcuno anche su facebook.

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  • Che poi é proprio scorretta dal punto di vista scientifico. Il Buscofen, come giustamente scrivete, serve a calmare i dolori mestruali.
    la sindrome premestruale, che é una cosa fastidiosa su cui non é proprio piacevole farci dell’ironia in questo modo, ha tutt’altre cause, ed é spesso inasprita dallo stress. (parlo perché ci faccio ricerca sull’argomento).
    Se una casa farmaceutica non controlla nemmeno che le proprie pubblicitá siano corrette scientificamente, allora non so quanto sia da fidarsi.

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  • come mai commeni chiusi su analisi pubblicità?

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