Tettona da curriculum

Non è uno scherzo e non è una semplice pubblicità. Questo manifesto è apparso a Trieste per l’apertura di un Bar. Il bar si pubblicizza così per attirare clienti maschi. Inoltre un posto pubblico che vuole da curriculum ragazze solo in qualità della misura del proprio seno il che è già una discrminazione sessuale in partenza a meno che non si tratta di un club lapdance.
Ho scoperto questo vergognoso manifesto da donnedellarealtà e la foto è stata scattata da Patrizia Romito che in quella città insegna Psicologia sociale.

Il bar aprirà in pieno centro e il manifesto pare passi in osservato in un Paese dove insultare sessualmente le donne sia diventato uno status symbol, (e poi si parla di burqa e le disgrazie altrui). La cultura dello stupro e la discriminazione delle donne nel nostro paese sta diventando un fenomeno vergognoso. Mai come in questi anni è stato così in aumento e così legale. Mai come in questi anni la donna è stata valutata solo come oggetto sessuale. Mai come in questi anni la publbicità p stata così sessista. Insomma da oggi noi donne abbiamo un altro motivo in più per essere discriminate dal lavoro in piena crisi economica.

6 commenti

  • mi viene il vomito. posso dirlo? che schifo!

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  • Sembra che abbia un tumore.
    LOL.

    -____-“

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  • Decisamente di cattivo gusto…
    Solo un idiota che pensa con l’uccelo poteva creare questa stronzata!
    Ma non credo che sia niente di più che il prodotto della mente di un demente!
    Kisses
    Azzurra

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  • Ragazzi, ma non si può nemmeno più scherzare?

    A parte il fatto che delle sfere così sono ovviamente dei falsi (avrebbe dei gravissimi problemi di tessuti e ricadute sulla struttura ossea), non credete che fino ad ora tutti quelli che sono stati assunti nei bar, uomini e donne, non dovevano essere “di bella presenza” anche se non era specificato nell’inserzione?
    Questa è una trovata pubblicitaria più che legittima, una persona con un minimo di cervello ci ride su. Mi viene in mente un famoso film con Eddie Murphy (Una Poltrona Per Due): li, nella scena nella sua camera, era una trovata spiritosa e non un insulto sessuale.

    Il populismo che in questi giorni, anzi in questi ultimi anni, è ovunque ci porta a dire cose tipo “le donne col burqa sono schiave” et similia, però ragazzi e ragazze ci sono da fare molte considerazioni e tra queste non è da confondere una pubblicità a tematiche di altro tipo.

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    • Dai, ragiona un attimo.
      Una pubblicità del genere non fa ridere, e non può essere ritenuta, nemmeno lontanamente originale, per il semplice fatto che è sempre la stessa salsa, strausata.

      Sempre la solita roba: donna oggetto>>figa-culo-tette>>hahaha grasse risate.

      Credo che vomiterò.

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  • Un piccolo appunto. Abito a Trieste e anche io ho visto quel manifesto.
    Si tratta di un foglio A4 stampato grossolanamente, incollato storto sulla vetrina di un locale commerciale in disuso.
    Come si intuisce dalla foto è un tantino sbiadito per la lunga esposizione al sole ed è lì da un sacco di tempo. Ovviamente del millantato “Vero bar” non mi risulta ci sia traccia in nessun punto di viale XX settembre.
    Questo per dire che, a meno che il bar non sia fiorito di colpo dopo un anno di pettoruta anticipazione, si tratta di una bufala. Una pubblicità fittizia fatta apposta per provocare e vedere chi abboccatta all’amo, chi ci crede e s’indigna o chi ci crede e inizia a sbavare d’anticipazione.
    Uno scherzo di pessimo gusto.
    Pur condividendo la vostra indignazione (qualsiasi creatura pensante reagirebbe così all’ipotesi di un bar di quel genere) credo che dovremmo anche renderci conto di come le nostre reazioni, il nostro disgusto e l’impegno a segnalare e far girare quella finta locandina siano probabilmente lo scopo principale di chi ha deciso di affiggerla in piena vista in centro città.
    Non voglio far polemica nè torto ad alcuno, ma con ogni probabilità ci stiamo facendo prendere per il naso e stiamo sprecando energie utili per sostenere altre cause più reali e concrete.
    E’ brutta quanto volete ma è finta, è una provocazione idiota che non chiede di meglio che essere portata alla ribalta dalla nostra indignazione. Ne vale veramente la pena?
    Secondo me no.

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