L’Udi contro la cultura dello stupro nel porno

Se leggiamo alcuni articoli di cronaca possiamo dire che gli italiani hanno il vizio di stuprare le donne. Spesso sono pure ipocriti: come ad esempio alcuni fascisti che danno colorazione razziale allo stupro, impegnandosi a difendere le donne e poi minacciano di stupro le compagne che chiedono il diritto all’autodeterminazione con il metodo dell’aborto farmacologico.

“Non stuprate le nostre donne ci pensiamo noi”, potrebbe essere il loro motto. Lo stupro in italia che lo si nega o no è un fattore culturale che si tramanda da padre in figlio (minorenne). Le donne contese dai loro fidanzati che diventano oggetto di rissa tra maschi o vengono violate nell’intimità da padri che le vogliono vergini e che non vengono condannati, che pare abbiano marcato il territorio ‘pisciando come i cani’, stalkizzate e uccise da fidanzati che non si rassegnano all’abbandono o perfino bruciate vive da uomini molto più maturi che non accettano un NO e che i tribunali hanno dato loro licenza assolvendoli parecchie volte.

Seguono tanti reati di apologia allo stupro su Facebook, su bloge su Youtube e il ‘terrorismo digitale’ di maschilisti contro le pagine di alcune compagne e tante le assoluzioni del reato di stupro che passano per la colpevolizzazione della malcapitata che rendono ancora più difficile e inutile denunciare chi le ha offese. Perfino la tv italiana la pubblicità ha come tema principale la banalizzazione dello stupro, anche in fasce orario fruibili da minori. Non mancano gli stupri nemmeno nel prodotto più consumato dagli italiani: il porno. Ecco che il porno torna ad essere teoria dello stupro come un famoso slogan femminista lo etichettò nel ’70.

Ne avevamo parlato incollando il post di femminismo a sud sul blog, tema ritenuto da noi fondamentale parlarne.

Ora l’UDI ha scritto un comunicato stampa, sulla loro denuncia.

Comunicato stampa

Napoli, 07/05/2010

L’Udi di Napoli e la Camera delle donne, hanno depositato, nella data del comunicato, l’esposto la cui bozza è allegata.
Il materiale pornografico di produzione Italiana, di cui all’esposto, viene pubblicizzato con messaggi inequivocabilmente apologetici di stupri e sevizie.
Indipendentemente dal contenuto delle produzioni, che si può immaginare conforme ai messaggi propagandistici, quanto pubblicato sui siti commerciali è sicuramente pubblicità lesiva della dignità femminile ed una palese apologia dei reati odiosi, per contrastare i quali il movimento delle donne impegna energie e risorse.

ecco il PDF dove vi è contenuta la richiesta di denuncia da parte dell’udi e la camera delle donne al tribunale di Napoli.