La Mail bombing parte oggi!!!

La Mailbombing ha inizio alle 15,00 del giorno 4 maggio fino al 9. L’evento è stato pubblicato su questa pagina di facebook. Non dovete far altro che incollare da questo post l’email che vi linko da fb e spedirla mediaset@mediaset.it. TESTO:

Cara Mediaset,
Ancora una volta le vostre emittenti hanno trasmesso un messaggio svilente nei confronti dell’immagine femminile.
Ci riferiamo alla trasmissione de ‘La pupa e il secchione’ apparsa su Italia Uno da poche settimane.
Poichè questi messaggi stereotipati e lesivi nei confronti della dignità femminile (e maschile) passano sotto la dicitura ‘Reality’, ci sentiamo profondamente offese.
Anzi per dir la verità non ci sentiamo nemmeno rappresentate dal modello femminile che le vostre reti da anni ormai promuovono.
Le ragazze italiane della realtà studiano con risultati maggiori rispetto a quelli maschili, nonostante gli ostacoli di una società culturalmente maschilista che tenta di scoraggiarle in ogni modo.
E certamente anche voi ci mettete il vostro contributo.

Il messaggio che voi trasmettete sembra essere questo: A cosa studi a fare se ottieni di più da ignorante mostrando un corpo?
Questo è molto dannoso e lo abbiamo percepito come una minaccia non solo alla realizzazione di una società basata sulle pari opportunità e il rispetto di genere ma anche come un modo per per scoraggiare le ragazze ad andare a scuola, lavorare o farsi una cultura, puntando sull’abbassamento dell’autostima, attraverso il bombardamento di modelli estetici irraggiungibili e la svalutazione del genere femminile e il suo elemento pensante, attraverso l’omologazione dei modelli femminili e la riduzione della donna ad oggetto sessuale decerebrato…e a nostro avviso sono come le bombe lanciate dai regimi talebani sulle scuole femminili per vietare alle donne di affermarsi come individui.

Abbiamo da poco creato una petizione da tutti noi sottoscritta che stiamo diffondendo nel web, per esprimere la nostra disapprovazione in merito alla trasmissione. E non solo. Abbiamo creato anche un’ altra petizione, che verrà indirizzata al Presidente Napolitano che poco tempo fa ha dichiarato che:

“Uno stile di comunicazione che offende le donne “nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi” (fonte Ansa).

Parole con cui ci troviamo d’accordo e siamo pronte a presentare la nostra denuncia al presidente, in nome di una società che rispetta le donne.

Abbiamo inoltre raccolto le indignazioni degli uomini che si sentono profondamente sviliti dal modello maschile che il programma promuove lo stereotipo negativo che fa dell’uomo studioso un individuo ‘sfigato’ da correggere e rieducarlo al modello maschile considerato ancora oggi vincente ‘quello dell’uomo dominato da istinti sessuali’, dal quale non si sentono rappresentati. Pertanto noi percepiamo il programma come il sintomo di una televisione che sta perdendo qualità e che sta minando le basi di una società civile e rispettosa verso il prossimo indipendentemente dal sesso e le inclinazioni.
Cordiali saluti
Firma

Associazioni e blogghers che aderiscono:
Associazioni:

Usciamo dal Silenzio (Genova)
-Volla Music Festival, con sede legale a Volla (NA) no profit
-RETE NAZIONALE ANTINUCLEARE CAMPANIA
Blog:

Un altro genere di comunicazione (comunicazionedigenere.wordpress.com) (Milano) Autrice
Io non mi depilo (iononmidepilo.blogspot.com)

98 commenti

  • Simona Ercolani capo progetto della Pupa e il Secchione

    * data del commento modificata da LatoI (commento inviato il 7 maggio 2010 @ 19:30)

    La protesta scatenata da un gruppo di blogger e di associazioni contro “La pupa e il secchione” è per me una buona notizia: la televisione normalmente ci scivola addosso senza provocare nessuna reazione.

    Si tratta però di una protesta che si basa su fragili premesse. È vero che “pupa” e “secchione” sono due stereotipi: ma gli stereotipi, da che esiste l’arte della commedia, non “sviliscono” e non “appiattiscono” ma, al contrario, ci consentono di lanciare uno sguardo all’essenziale, mettendolo letteralmente a nudo.

    Il nostro programma non è “vergognoso” – non più di quanto lo siano le commedie di Plauto o i film di Alberto Sordi – perché non giudica e non “incita”, ma, semmai, mette in guardia. Le nostre “pupe” sono mostrate in tutta la loro palese insufficienza: tant’è che l’intera dinamica dello show ruota sulla necessità, per le pupe, di leggere, studiare e informarsi. Nella nostra televisione, invece, alle donne non viene richiesto mai altro oltre ad un corpo da esibire.

    Mi stupisce infine che i contestatori, e soprattutto le contestatrici, non abbiano colto un aspetto fondamentale del programma: siamo i soli a denudare i maschi, a mostrarne i corpi non proprio entusiasmanti, a ridicolizzare il modello imperante secondo il quale al maschio è concesso di essere brutto purché intelligente. Ma, soprattutto, non bisogna dimenticare mai che “La pupa e il secchione” è uno show: ci divertiamo a farlo, e lo facciamo soltanto per divertire il pubblico.

    Simona Ercolani Capo progetto della Pupa e il secchione

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    • Gentilissima sig. Ercolani,

      Prima di tutto La ringrazio per averci scritte personalmente. Svolgo da un anno un lavoro no profit, impegnandomi a segnalare su questo blog messaggi sessisti che provengono dai mezzi di comunicazione (sopratutto grazie all’aiuto dei miei lettori). Mi creda, non pretendo alcun profitto in cambio e lotto contro quelli che invece ci guadagnano vendendo stereotipi sessisti.

      Purtroppo abbiamo stimato come questi messaggi non solo siano assiduamente presenti nella nostra società ma creino anche una distorsione nella percezione dei generi. Ho sfogliato per mesi documenti, articoli e statistiche sulla condizione femminile italiana, e mi creda non è per niente rosea.
      Siamo fanalino di coda per quanto riguarda tutti i temi che riguardano la parità di genere.
      Le donne ne risultano molto svantaggiate.
      Il problema a mio avviso è culturale. L’italia è sempre stato un Paese maschilista da secoli. Solo nel ’70 fu risvegliata la coscienza delle donne e ilmovimento femminista era unodei più forti d’Europa.

      Poi è successo qualcosa. Qualcosa si è rotto. Le donne hanno smesso di lottare così non reagiscono più quando qualcuno svilisce la propria immagine.
      A mio avviso c’è una coincidenza con la posizione svantaggiata delle donne nel ns Paese con il proliferare in tv o nelle pubblicità di stereotipi negativi che ledono l’immagine femminile.
      E come se ci fossimo abituati ad un immagine femminile parziale,stereotipata e subordiata all’uomo che ormai quei pregiudizi che pensavamo fossero morti sono tornati. E sappiamo tutti che gli stereotipi a lungo andare sono pericolosi poichè rischiano di ostacolare la parità di genere e la felicità sessuale delle donne.
      Inoltre sono tanti i pregiudizi dell’opinione pubblica contro chi si impegna come me a contrastare gli stereotipi di genere, specie se di natura sessuale.
      Come se il ruolo subordinato della donna sia tornato ad essere considerato un fattore biologico dal quale è diventato impossibile avviare progetti per metterlo in discussione.
      Gentilmente le chiedo come mai una donna debba essere autrice di stereotipi di genere promuovendo un immagine femminile lesiva, stereotipata, volgare, spesso in fascia protetta?

      Mi dispiace dirlo, ma noto ipocrisia nel suo commento, perchè anche i programmi che utilizzano la donna come mero contorno tendono a giustificarsi. Farei volentieri i nomi ma per educazione mi astengo.Uno ad esempio è un tg satirico molto noto. Inoltre mi sento pure presa in giro dalle sue parole.
      Secondo lei le ‘pupe’ non sono un corpo da esibire e che questa necessità di acculturamento non sia solo una scusa per mostrare altra carne da macello?
      Se afferma questo, mi può spiegare perchè le Pupe sono quasi sempre nude e spesso in fascia protetta?

      Come ho scritto nella mail, l’ignoranza finta delle pupe mi offende parecchio in quanto donna. Mi viene da pensare che le pupe non sono altro che un prodotto televisivo studiato a tavolino oltre che uno stereotipo falso poichè come tutti sappiamo le donne italiane sono le vere secchione, perfino quelle belle.
      Secchione che però a differenza dei maschi vengono ostacolate nella carriera, a causa di una cultura che tende a valutarle come corpi e non come individui,proprio come fa la nostra tv.

      Inoltre Lei mi dice che sono gli uomini ad essere sviliti. Me ne sono accorta, così anche i miei lettori che indignati mi hanno chiesto di aggiungere una nota nella mail citando che il vostro programma offende anche gli uomini.
      Noi vogliamo solo che voi di Mediaset smettiate di svilire la donna e che capiate che gli italiani non vogliono questo. Sono molto contenta che Lei accolga lo stesso le nostre proteste ma questo non impedirà di denunciarvi al presidente Napolitano il quale ha dichiarato queste parole:

      “Uno stile di comunicazione che offende le donne “nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi” (fonte Ansa).

      Cordiali saluti
      Mary

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      • Maria Concetta

        La televisione provata (e anche quella pubblica, a quanto ne so), produce programmi allo scopo di accogliere quanta più audience possibile. Più alta è l’audience e più alti sono i profitti commerciali dell’azienda che produce.
        Mai una televisione continuerebbe a produrre programmi che non fanno ascolti.
        Quello che mi preoccupa, più della derisione della donna, è l’appiattimento culturale del nostro paese che genera un audience molto alta in presenza dei contenuti proposti da “La pupa e il secchione”.
        Quello che dovremmo fare è promuovere un’analisi del livello culturale di ognuno di noi, cominciando dallo specchio.
        Ma se ritenete che il problema sia la derisione della donna, e che il femminismo degli anni 70 sia la filosofia giusta per una reazione… prevedo di passare tanto tempo davanti allo specchio.
        Una donna veramente “intelligente” non vedrebbe “la pupa e il secchione”.
        Nè contribuirebbe alla vostra Mail bombing.
        Opinione mia, ovviamente.

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      • Teresa Assenza

        Mi complimento vivamente con quante hanno capito come si fa a vedere l’intelligenza altrui.
        Vi invidio.

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    • In effetti trovo il programma molto divertente ed è evidente che si tratta di personaggi stereotipati che sottendono una critica ironica e leggera a certi modelli…
      complimenti a tutti coloro che si occupano dello spettacolo!

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      • Mi dispiace per te..non tutti hanno il privilegio di possedere una mente critica. Mi dispiace che molti sono talmente asuefatti da non cogliere più i messaggi..Fosse ironia come dici tu, non andrebbe in onda sotto il genere di reality ma di varietà satirico.

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  • L ASS USCIAMO DAL SILENZIO GENOVA ADERISCE!

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    • Grazie :)

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    • Un programma squallido. Che dire di più!!!!
      Le femmine (chiamiamolo reality) passano spudoratamente per ignoranti, sensuali, che si istigano al sesso quei poveri (sic) secchioni.
      Ma si puo fare un programma del genere???? Altro che lesivo della dignità della donna!!
      Qua siamo addirittura alla mercificazione della stessa.

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    • Quoto assolutamente la vostra protesta e me ne faccio carico subito inviando la suddetta mail.. con la speranza che questo insulso mondo televisivo maschilista ci dia ascolto
      Angela

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  • Pingback: Pubblicità svilenti: segnalazioni, standard operativiUdf | Donne Pensanti

  • carissime,
    penso che sia necessario riflettere su come agire in questi casi perché sia sempre efficace e non risulti un mero atto censorio ma solo un modo per sollecitare tutti a riflettere sugli stereotipi imposti. Ho promosso la vostra iniziativa su donne pensanti: http://www.donnepensanti.net/2010/05/pubblicita-svilenti-segnalazioni-standard-operativiudf/

    e anche sul wiki.

    Sul wiki raccogliamo tutte le segnalazioni in merito alla comunicazione svilente per poter redigere ogni anno un documento che abbia la massima visibilità sui Media e tra le istituzioni affinché si possano sviluppare i necessari anticorpi.

    L’esperienza di sanremo ci ha insegnato che si può fare davvero: bisogna ognuno impegnarsi per fare emergere la comunicazione svilente!
    buon lavoro

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    • Grazie x averla promossa. :)
      Beh la mia azione non ha intento censorio ma di protesta :)
      Interessante! Vado a leggere al volo :)

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  • Oddio, sono sparite le frasi….

    1…A cosa studi a fare se ottieni di più da ignorante mostrando un corpo?
    2…un altra petizione
    3…promuove: Lo stereotipo negativo
    4…blogghers

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  • Il Comitato Organizzatore VOLLA MUSIC FESTIVAL, da sempre dedito alla promozione dei diritti umani, appoggia pienamente.

    Comitato Organizzatore VOLLA MUSIC FESTIVAL
    La Presidentessa
    Lidia Ianuario

    http://vollamusicfestival.blogspot.com

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  • selina grasso

    fatto anche io !
    grazie
    Selina Grasso

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  • Attenzione, riga 26 c’è un refuso: “un’altra petizione” è scritto senza apostrofo.

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    • eppure l’avevo corretta :/ caspita allora quando ho ripristinato la versione precedente non l’ho ricontrollata..ora temo che molti l’abbiano inviata con il testo della bozza…ahiaaaaaaaaaaaaaaaa

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  • quanto ancora dovremo lottare contro questo mondo malato e maschilista?
    Annamaria Napoletano

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  • Non mi diverte la pupa e il secchione

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  • Giovanna Baldi

    Purtroppo questa è la punta dell’ iceberg. La TV è piena di siffatti messaggi. E non solo la TV.
    Giò

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  • Perchè avete scritto “La Mailbombing ha inizio alle 15,00 del giorno 4 aprile fino al 9”??????? APRILE???? Non è adesso in corso???

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  • stanno cominciando a rispondere così:

    “Internet Mediaset
    a me

    Per queste comunicazioni deve rivolgersi direttamente a
    Italia 1 utilizzando la form che trova in questa pagina del sito della rete

    http://www.tv.mediaset.it/italia1/form/form_2.shtml

    Grazie per l’attenzione”

    che si fa?

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    • Anche a me hanno risposto così..ma nel form italia uno, c’è il limite di caratteri…secondo me lo scrivono apposta per lavarsene le mani…italia uno non fa parte sempre di mediaset?
      Mah…

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  • hanno risposto anche a me.
    passiamo a scrivere di là no?
    ciao
    f

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  • però di là sono massimo 1500 caratteri. bisogna stringere. prepariamo una versione strict?

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  • Gentile redazione,
    il programma “La pupa e il secchione” svilisce le persone: uomini e donne. Lo stereotipo della donna pupa e dell’uomo secchione (e che viene umiliato dalla donna in questione) è vergognoso e appiattisce la molteplicità delle persone.

    E’ vergognoso perché incita uomini e donne a svilire il proprio pensiero in ragione di un’apparenza che sembra pagare maggiormente ed è vergognoso perché fa sembrare uomini e donne degli animali, raggiungendo il grado zero della relazione.
    E’ questo l’esempio che la nostra televisione vuole dare? Non ci fate una bella figura come emittente e come azienda televisiva.

    E se fino ad oggi in molti hanno subito in silenzio, ora siamo consapevoli che con il passaparola possiamo fare emergere anche un pensiero alternativo.

    Riflettete sulle parole del Presidente Napolitano:

    “Uno stile di comunicazione che offende le donne “nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi” (fonte Ansa).

    In fede
    Francesca Sanzo

    (io scriverò così)

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  • sto promuovendo anche su dp e spiegando il tutto. secondo me non occorre aprire altro evento. promuoviamo con il passaparola e indichiamo indirizzo giusto e contenuto conciso. che dici? poi anche se ognuno scrive quello che vuole, l’importante è scrivere, no?

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  • Pingback: La pupa e il secchione: segnalazione a Mediaset | Donne Pensanti

  • mi dicono che ora il form è in tilt, il che potrebbe essere anche voluto. direi di stare a guardare e se no di dare risonanza alla cosa, raccontando com’è andata, perché non ci fanno una gran figura a rimpallare le nostre mail ed è giusto che la gente sappia con chi ci confrontiamo e come…ma solo nel caso non sia un problema immediato. vediamo se in generale ce la si fa a spedire

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    • In tilt? possibile che lo sia perchè la gente ha spostato la mail bombing al form..spero nn sia quello che pensi tu perchè se no è grave…

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  • si sono d’accordo con Francesca

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  • Per queste comunicazioni deve rivolgersi direttamente a
    QUESTA LA RISPOSTA RICEVUTA:

    Italia 1 utilizzando la form che trova in questa pagina del sito della rete

    http://www.tv.mediaset.it/italia1/form/form_2.shtml

    Grazie per l’attenzione.

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  • Ho un’altra idea … aggiungete Franco Bomprezzi su Facebook, giornalista che sicuramente ci aiuterà!!!

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  • …appena rimandato sul sito della rete italia uno.. vediamo..

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  • L’ ipocrisia in Italia e’ diventata uno sport nazionale.

    Continuamente, a diversi livelli, si cerca di bloccare questo o quest’ altro programma. Difendere la liberta’ di espressione non e’ solo difendere Anno Zero o programmi simili, ma pure difendere un programma come La Pupa e il Secchione. Perche’? Perche’ difendere la liberta’ di espressione equivale a difendere ANCHE cio’ che tu non dici, cio’ che non ti piace e cio’ che non vuoi sia detto.

    Difendersi dai modelli imposti lanciando una crociata contro pubblicita’, televisione, stampa o quant’altro e’ una battaglia non solo persa in partenza ma anche stupida e fondata su pregiudizi (morali).

    Ai modelli imposti si risponde imparando a non farsi influenzare. Bisogna insegnare a pensare e a scegliere, non lanciare una crociata per limitare le scelte solo a quelle considerate positive ed edificanti. L’ idea di un mondo libero dal peccato e dalle tentazioni non solo e’ implausibile e assurda, ma anche totalitaria e pieno di odio per le diverse idee e forme di espressione. Per cio’ che si distingue dal senso comune. Per la voce fuori dal coro. Per il dubbio. Per chi pensa con la propria testa.

    Bisogna imparare a vivere in un mondo che e’ pieno di modelli positivi, negativi e ambigui. Non cancellando gli uni o gli altri, o lanciando una crociata in nome di una superiorita’ morale, ma riconoscendoli. Capire e scegliere.

    Prima capire e poi scegliere. E per capire bisogna conoscere, non nascondere.

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  • Ottima iniziativa! Bravi! Ribelliamoci a questi messaggi sconsiderati e svilenti!

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  • Care amiche del blog,
    sono contenta di leggere le parole del capoprogetto de La Pupa e il Secchione, che colgono in pieno quello che penso anche io. La protesta che mandate avanti si scaglia contro l’unico programma che, in ultima analisi, è la parodia di un certo cliché. Peggiori e più insidiose sono quelle trasmissioni in cui la donna oca e discinta passa per essere ‘normale’, rappresentazione della donna come dovrebbe essere. Le Pupe sono tutto fuorché donne di successo, al più delle starlette ampiamente criticate dal pubblico da casa e in sala. É forse tra i pochi programmi che mette in guardia dal diventare una Pupa; sono convinta, infatti, che a qualunque ragazzina, nel guardare il programma, verrebbe in mente che studiare è la migliore soluzione per sottrarsi all’umiliante condizione di soggezione culturale in cui versano le pupe del format di Italia Uno. Mi auguro che il programma continui a riscuotere successo e che gli spettatori e le spettatrici riescano a vedere oltre il diffuso pregiudizio per cui, una donna che si spoglia, è una donna in carriera. Cosa che francamente succede nel nostro governo, e non certo ne La Pupa e il Secchione.

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  • Premettendo che l’argomento è davvero spinoso, vorrei dire la mia.
    Credo che la verità stia sempre nel mezzo.
    Non si può nascondere che l’Italia sia un Paese maschilista, in cui le donne faticano a ricoprire ruoli importanti.
    Ma credo anche che inveire contro un programma televisivo che non si prende affatto sul serio non sia la soluzione al problema.
    Credo inoltre che donne intelligenti non possano ritenersi offese dalle “pupe” de “la pupa e il secchione” .
    Si tratta, infatti, di mondi lontanissimi come ci mostrano ripetutamente le immagini del suddetto programma tv.
    A volte, guardandolo, mi sono chiesta se fosse vero tanto appariva incredibile l’ignoranza di questa ragazze.
    Faccio appello al buonsenso dei singoli individui nel riuscire a dare il giusto nome alle cose.

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  • La pupa e il secchione è la punta di un iceberg di un intero sistema tv basato sull’uso della donna come oggetto sessuale o cornice estetica.
    Ironizzare sugli stereotipi è molto pericoloso: presuppone una maturità ed una consapevolezza che i telespettatori italiani certamente non hanno. L’Italia è uno dei Paesi più in ritardo per quanto riguarda la condizione delle donne e le pari opportunità in generale. Ignorarlo è sconsiderato.
    Infine, più che ironia a me sembra cinismo e sfruttamento della superificialità delle persone. Il messaggio che si da è più volgare che ironico e, se da una parte svaluta questi personaggi, dall’altra al contempo li assurge a star televisive dando loro popolarità.

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  • Il mondo è formato da molte tipologie di persone.
    Il programma inquadra un lato delle donne che esiste.
    Perchè tacerlo?
    Insomma, io donna non mi sento offesa perchè di fatto questa realtà esiste.
    Mi sento offesa dalle donne che si sentono offese da un programma che è satira e nient’altro.
    Satira che prende spunto da una realtà vera enfatizzandola.
    Tutto qui.

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    • ma cosa stai dicendo io mi sento offesa e come anzi, credo che si sia costruito un programma su ciò che vogliono gli uomini, donne provocanti e senza alcun tipo di personalità di istruzione di amor proprio di orgoglio ma oggetto sessuale per eccelenza.
      Gli uomini invece quelli che decidono gli istruiti, capaci di scegliere e soddisfarsi senza conoscere nemmeno alla lontana cos’è veramente una donna.
      questo format di programmi vedi anche caio darwuing sono esclusivamente studiati con lo scopo di danneggiare l’idea di uomo e di donna sopratutto queast’ultima, mi meraviglio del condutore bonolis che ritengo una persona valida e sufficentemente intelligente, nel dare disponibilità alla conduzione. sono programmi fatti in prima srata e nessuno si è fatto scrupolo che una famiglia media italiana e non si ritrovano la sera insieme bombardati da messaggi a sfondo sessuale nonchè immagini. Non è moralismo attenzione quello che faccio notare è il cattivissimo gusto e il livello di perversione che si è raggunto nella programmazione televisiva non ultimo i video di MTV. sono disgustata dall’uomo che commenta dicendo semplicemente di non essere bacchettone perchè ci sono donne stratosferiche, questo lo dice perchè l’unico modo per vederle e sognarle gli è rimasto o la rivista porno o gli ultimi programmi televisivi quelli spazzatura. Complimenti maschio tu una donna vera non la mai vista:

      s

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  • Ringrazio anche io Simona Ercolani per essere venuta a parlarci di persona e direttamente. Dice cose molto giuste ma che sottendono – come scrive bene Giorgia – uno spirito critico che secondo me, al di là dell’intelligenza degli italiani, è totalmente improbabile dato che programmi come La pupa e il secchione si collocano in palinsesti dove di quello stesso modello (femminile e maschile) si abusa e senza, credo, alcun retroterra plautino.
    Per altro siamo pericolosamente abituati a vivere in un Paese dove dopo aver fatto gravissime affermazioni si afferma che si trattava di barzellette, scherzi per inficiarne il significato profondo. Io invece credo che il significato delle cose vada recuperato e che si possa scegliere di giocare sui cliches in maniera più smascherata, in modo che la proposta di riflessione sia davvero collettiva e percepita largamente e non solo da chi è dotato di acume lungimirante come la Dott.ssa Ercolani.

    La relazione tra la pupa e il secchione di turno è svilente e si gioca continuamente sull’umiliazione intellettuale dell’una e fisica dell’altro.
    Se questo vuole essere un modo propositivo per interrogarsi sui ruoli e per proporre alternative, ecco, mi sembra che il termine vergognoso non sia abbastanza adeguato.
    A me questo tipo di programmi che puntano a far “divertire” e intanto normalizzano lo stereotipo mi spaventano molto.
    Certo, è vero che alcuni telegiornali mascherati da informazione e che in realtà sono solo un’opportunità di pubblicità ai programmi di quella emittente o un modo per promuovere un unico punto di vista mi fanno molta più paura.

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  • La risposta delal sig.ra Simona Ercolani mi sembra alquanto insufficiente: parla di voler presentare uno stereotipo, che altro non è che la rappresentazione dell’essenziale. Allora,mi chiedo: una “pupa” deve per forza essere svestita in orari per tutta la famiglia, non basta che si dimostri semplicemente “bella e vacua” come vuole lom streotipo? La risposta che mi arrogo il diritto di dare è che in questo progetto si tiene conto delle dure leggi del marketing: un corpo “desnudo” vende… poco importa se la clientela è soprattutto maschile… anzi! La sig.ra Ercolani saprà di certo che esistono “pupi” (tronisti, attori di fiction che tanto popolano i set la sua Ditta e la concorrenza, modelli…) e “secchione” (psicologhe, scenziate, donne di legge… ) eppure… cosa se ne farebbe il pubblico (maschile) di un “bello e ocone” mezzo nudo che cinguetta in tv? Audience che crolla, ecco l’incubo! Ecco il sunto del discorso che secondo me (lo ripeto: è solo mia opinione) si cela dietro le pur gentili parole di Ercolani.
    Davvero si è così ottimisti da credere che di fronte ad una donna bellissima in abiti succinti che balla/dice una castroneria/ sbatte “cerbiattamente” gli occhioni basiti/scazza una risposta disemplice cultura generale/ ancheggia maliziosa, il pubblico sia talmente blasé da dire: – “ah, ma io SO che le donne sono ALTRO e sono talmente ininfluenzabile che mi sta bene che le donne non vengano rappresentate in ALTRO modo, tanto le donne non sono così”? No, il corpo distrae. E distrae dall’essenziale, che non è quell’essenziale di cui parla Ercolani.
    E pensiamo poi ai ragazzini/adolescenti confusi e bombardati dai media di questi tempi.

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  • Io non mi sento svilita dai modelli presentati in questa/e trasmissioni, forse perchè ho 30 anni e riesco a non farmi influenzare da certe cose…
    Credo che la soluzione nn sia tanto quella di cancellare un programma (ce ne sono veramente troppi che dovrebbero essere radiati), quanto quella di fungere da filtro per quelle ragazzine e per quei ragazzini che ancora tale filtro nn ce l’hanno! E poi c’è sempre il telecomando…

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  • Direttamente dall’enciclopedia: “La satira è una forma libera di varie arti caratterizzata dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento. La satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte, e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.”

    Come si può dire che questo programma fa satira?!
    Inutile arrampicarsi sugli specchi. Le donne seminude-oche fanno audience, se fosse l’incontrario no. Non vedo altri messaggi “istruttivi” nel programma, non è inquadrato in altro modo se non quello di ridere di chi è acculturato ma brutto e sbavare dietro a chi è stupida ma bella…

    Scusate la mia schiettezza ma non riesco a fare altri giri di parole.

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  • Che schifo di risposta. Piena di Falsità e ipocrisia. Ho partecipato alla mail bombing, ma è come combarrere contro i muri di gomma. Ragazze mie, io vivo all’estero, e non dico che non ci sia la strumentalizzazione della donna qui, ma credetemi, in 8 mesi ho visto solo 1 cartellone pubblicitario con un culo.
    Buttate la tv dal balcone, non comprate riviste e magazine, boicottiamo questa gente che contribuisce a rendere l’Italia il bidone della spazzatura d’Europa. Deve partire da noi, dalle nostre azioni, il cambiamento, non possiamo sperare che questa gente ignorante capisca: loro ci guardagnano i miliardi.

    POVERA SIMONA, che non capisce, che nella sua ignoranza, preferisce contribiure a creare lo squallore, pur di incassare miliardi ogni mese!
    POVERA LEI, perchè non riesce a capire quanto si stia autoumilano come donna con la sua risposta da quattro soldi, mettendo sullo stesso piano commedie teatrali di grande valore e un programmetto televisivo da 4 soldi.

    Noi continuiamo a combattere amiche, grazie al Cielo abbiamo un poco di dignità e di cervello!

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  • Agomento più che spinoso, devo dirlo.

    Ma se provassimo un attimo a guardare la trasmissione con una certa “oggettivita’”?

    Mi sembra si rifletta e si parodizzi uno dei lati oggettivamente presenti in alcune personalità…

    Non vi è mai capitato di conoscere un uomo intelligentissimo e molto studioso che fosse d’altro canto anche molto poco attraente e troppo impacciato?

    Allo stesso modo, credo vi sia capitato di conoscere donne bellissime, ma davvero molto poco intelligenti.

    Se guardassimo per un momento alle tante figure femminili rappresentate nella storia del cinema popolare, e soprattutto nella Commedia all’Italiana, ne troveremmo milioni.

    Credo che per fortuna ancora si sappia distinguere la finzione e lo spettacolo, dalla vita reale.

    La trasmissione ha un Format, ovvio. Ma non credo svilisca la figura della donna in generale.

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  • Eloisa,m tu non ti senti svilita perchè sei una ragazza intelligente e conosci il buon senso. Ma quando dici che c’è sempre il telecomando, hai ragione solo in parte, perchè sarebbe come dire “occhio non vede, cuore non duole”, si passa a qualcosa di più intelligente (finché c’è… :))
    ma questo non vuol dire che si possa far finta di niente.
    racconto questo stupido aneddoto: ho passato 2 anni in completo isolamento dalla tv (per ragioni personali ed economiche) e dopo circa 2 anni, la prima volta che sono capitata di fronte ad uno schermo sono rimasta colpita dal fatto che mentre gli uomini sembravano più o meno simili ai miei colleghi comuni mortali (fatta ececzione per più o meno avvenenza e una certa ricercatezza nell’abito), le donne erano: più nude. Più truccate. Più rifatte. Più silenziose. Più in sottofondo. Più oche. Più ridanciane di tutte le donne che (per fortuna) sono fuori dallo schermo. Tu dirai: ok, ignora lo schermo. Beh, io adesso scelgo sempre Discovery Channel (per dire ;)), ma è impossibile per milioni di persone ignorare tutto ciò che è nazional – popolare. Per questo ritengo inaccettabile la risposta elusiva e insincera di Simona Ercolani. E non riesco a far finta di niente quando incappo in una trasmissione simile o in un cartellone pubblicitario che mostra un bel culetto di ragazza con lo slogan:- questo può essere tuo”, riferendosi OVVIAMENTE ad un’altra cosa, scritta in maniera che comunque noti sempre prima il culo… o sentire un marpione sussurrare viscidamente :- “Brava Giovanna.. brava” ad una ragazza vestita in maniera provocante ( mini e calze a rete) intenta a dipingergli di verde una ringhiera … altro che satira!
    Comunque, di una cosa sono felice: poter leggere post e commenti come questi, mi fanno capire che c’è altro oltre alla possibilità di limitarsi a cambiare canale o spegnere la tv.

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  • ho scritto un lungo post ieri che mi avete censurato perchè contrario alla vostra posizione. complimenti.

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  • @ludovica: mi riesce difficile pensare a comunicazionedigenere che censura ;)))

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  • @ludovica: mi riesce difficile pensare a comunicazionedigenere che censura ;)))

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  • con sgomento apprendo che sia una donna il capogruppo del programma televisivo “la zoccola e il coglione”!!!! e che molte donne si siano talmente piegate al maschilismo da non rendersi conto di quanto grave sia la messa in onda di un simile programma!ormai il fenomeno dell’abituazione vi ha fagocitato, trovare divertente questo programma umilia la vostra coscienza critica.
    frasi come “lo facciamo solo per divertire il pubblico” sono un’insulto all’intelligenza della donne,o “stiamo ridicolizzando il modello imperante”…si si..lo state ridicolizzando o lo state promuovendo? state promuovendo i nostri figli “erotizzati” dai mass media e le nostre figlie che si sentono schiave di questi modelli femminili..
    ho sentito enrico papi dire in prima serata:” adesso pupe mettetevi il costume da bagno per la prova di cultura!!!” è una vergogna donne svegliatevi!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • Pingback: La pupa il secchione: la risposta degli autori, l’invito di Domenica 5 | Donne Pensanti

  • Trovo la difesa della capo progetto un tantino esile, ma comprensibile.
    Il fatto è che lavorare a un programma del genere presuppone di avere una mentalità adatta, allineata e concorde (per usare toni pacati) altrimenti ci si sarebbe rifiutati o gli si sarebbe dato un taglio che Mediaset avrebbe cassato, senza se e senza ma.
    Sono scelte, chi le fa le porta avanti, ci mancherebbe.
    Io passerei oltre, se posso.
    L’iniziativa del mail bombing e del discutere sulla trasmissione (su questa, oggi e su cento altre, ieri e domani) vuole andare, secondo me, oltre al programma.
    Insomma, bisognerebbe avere il coraggio di captare il messaggio-chiave.
    L’iniziativa è uno dei segnali che la rete vuol lanciare e che, volenti o nolenti, anche gli autori televisivi devono tenere presente: sta cambiando la direzione del vento.
    Sappiamo bene che parte da qua il cambiamento culturale, volenti o nolenti.
    Insomma, sarò semplice e diretta.
    La televisione ci deve rappresentare, altrimenti la spegniamo e se la spegniamo…fine dei guadagni.

    ps= condivido moltissimi interventi, ringrazio per avermi invitato a dibattere. ciao.

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  • Elettra Governale

    Condivido pienamente l’opinione di chi ha scritto (perdonatemi se non cito i vari nomi) che non tutti i telespettatori sono in grado di avere uno spirito critico così acuto per giudicare il programma per quello che è…anzi considero anch’io molto pericoloso liquidare la questione in tale maniera. Voglio essere brevissima ricordando solo una frase detta da Dacia Maraini durante un’intervista nella quale si rammaricava e giudicava una delle cose più gravi dei nostri tempi LA PERDITA DELLA CAPACITA’ D’INDIGNARSI. Ecco, alcune risposte che ho letto mi hanno ricordato questa frase e mi dispiace vedere che alcune donne non si rendono conto quanto sia grave sorvolare su certe questioni, non rammentando che ignorare, sorvolare, considerare divertimento il trattare gli esseri umani con trasmissioni , libri e qualsiasi altra forma divulgativa con leggerezza ha portato lentamente ad assimilare come “normali” comportamenti che di normale non hanno nulla.

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  • precisazione: scusate non sono l’admin di questo sito, ho postato un commento uguale come giorgia e come admin perché ero loggata come tale su un altro blog wordpress, quello amministrato da mio marito (spesso condividiamo lo stesso pc)…succede, mary, non ti arrabbiare! :P

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  • Mi sorge una domanda: di questi modelli negativi la televisione è piena…..perchè indignarsi nei confronti di questa e non delle altre trasmissioni? La mia non è assolutamente una provocazione, ma una volontà di capire. Ciao a tutte

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    • sono d’accordo con Eloisa, la televisione è piena di programmi dove la donna ha il compito di mero “soprammobile”, perchè solo questa trasmissione vi dà fastidio? (premetto che io questa trasmissione la trovo orrenda, sotto tutti i punti di vista, così come trovo orrende molte eltre trasmissioni TV)

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  • ilaria molineri

    concordo con chi domanda “perchè questo programma e non altri?” e anche con chi osserva che misurare l’altrui intelligenza è quantomeno arrogante (e assai poco intelligente).
    qualche giorno fa è uscita la notizia di soldatesse americane che si sono spogliate per raccogliere fondi. chi ha fatto dell’assoluta parità un manifesto della propria vita (al fronte con e come i maschi) ricorre allo spogliarello… a scopi benefici. come la mettiamo?
    non mi scandalizzano nè mi offendono gli stereotipi, mi mette un po’ a disagio chi parla di figli erotizzati e schiavi….se qualcuno spegnesse la tele per loro magari non sarebbe così.
    educhiamoci alle differenze, impariamo il rispetto (anche di chi adora la pupa e il secchione), sdoganiamo la volgarità, prima di tutto nel linguaggio…e seguirà nei fatti. indignamoci per una velina promossa ministro…non perchè esistono le veline.

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  • e certo che dobbiamo protestare!!!!!come donne ci offendono tutte!!!!!

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  • giovanni peta

    so no convinto di quanto dite. e sono con voi nel denunciare quanto sta suceddendo da tanto tempo ormai—

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  • ciao ragazze anchio avevo protestato all’epoca sul mio blog:

    http://spammaeguadagna.info/la-pupa-e-il-secchione-un-programma-razzista.html

    ho anche scritto a loro incavolata nera e gli ho pure sfidati a fare il programma inverso, ovvero il pupo e la secchiona, io ovviamente starei dalla parte della secchiona! :-)

    ad ogni modo se volete protestare oltre, potete venire nel mio sito che, a dispetto del nome è un paid to write, ovvero potete protestare quanto volete eppure guadagnare!

    http://spammaeguadagna.info

    vi aspetto!

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  • Sono con voi!!!! mi unisco alla vostra prostesta sperando che venga ascoltata!!
    Grazie per avermi fatto vedere che ci sono altri tipi di donne cme me, per cui l’aspetto esteriore non è la cosa più importante!!! Grazie davvero

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  • Forse potremo far intervenire la nostra ministra di pari opportunità Miss.Oggetto Carfagna. Chissà che ne pensa di questo se ha una tesi sua in merito al mondo delle donne che di strada la fanno e da sole, senza compromessi o scorciatoie, con dignità, onore, rispettabilità. Porto il suo stesso cognome, sono una libera professionista in un mondo di business internazionale e mi vergogno tutte e volte che persone notano questa omonimità!Vergogna.Che paese è quello che mette a nudo le sue figlie,le propone al mercato come merce, e applaude? Non sono figlie dei Berlusconi dei dirigenti vari. Curioso.

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  • Ragazz* vi comunico che il testo è cambiato.Sposterò il post :) Un abbraccio a tutt*

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  • ecco ho appena scritto questo e vi ho fatto un pò di pubblicità

    http://spammaeguadagna.info/la-troia-e-il-secchione.html

    nn spostare il testo se no poi non è più reperibile dai motori di ricerca e ci perdi tutti i links che le persone ti hanno fatto, semmai fai un post nuovo ma questo lascialo.

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  • diseducativo è anche lo stereotipo di secchione che danno. ai ragazzi che guardano questo programma viene data un idea sbagliata di secchione : coloro che a scuola prendono voti alti vengono considerati degli sfigati, se si guardano i partecipanti al programma infatti vediamo dei trentenni poco avvenenti e con poca vita sociale. lo studiare diventa un’attività poco attraente percepita dai giovani come un’attività da ignorare.

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  • Ritengo che non ci si debba accanire contro una trasmissione volutamente stereotipata e che dichiara già dall’inizio come vede la figura della donna oca e dell’uomo colto ma sfigato … a me fa inorridire di più la presenza di donne mezze nude in ogni tipo di trasmissione che si tratti di intrattenimento, comicità o sport. Forse una trasmissione come la pupa ed il secchione ci può, attraverso l’estremo, far riflettere sull’immagine “normale” che si ha in Italia della donna, a partire dal Presidente del Consiglio in giù.

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  • Sono cn voi!

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  • Pingback: Italia- Programmi spazzatura: Mail bombing contro il programma “La Pupa e il secchione”. Sveglia gente, la vera TV é finita! «

  • A parte La pupa e il secchione, dobbiamo insistere. Mi fa piacere che il femminismo non è morto. La cosa peggiore sono le donne che si adeguano o addirittura difendono il maschilismo. Le reti di Berlusconi sono troppo diseducative, è ora di scatenare un putiferio

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  • Egregia Signora Ercolani,

    care ragazze e donne,

    sono solo un’aspirante giornalista pubblicista che scrive su vari quotidiani occupandomi di eventi e spettacoli, cultura, arte e musica.

    Leggo con un sorriso tutti – o quasi – i Vs commenti e la voglia di accendere la TV, già di per sé davvero poco, diminuisce in maniera direttamente proporzionale alle baggianate, mi consenta un’addetta ai lavori quale la Signora Ercolani, poc’anzi lette.

    Io recensisco libri e dischi ed in quanto aspirante giornalista amo la verità storica. Sono una donna di Sinistra, ma scrivo su un giornale dichiaratamente di corrente politica opposta. In vari anni di giornalismo, qui ed altrove, MAI sono stata censurata.

    Noi professionisti di settore, o aspiranti tali (mai sognerei di dichiarare il falso, in quanto non ancora iscritta all’Ordine dei Giornalisti), abbiamo un dovere che io ho sempre tenuto presente, nella mia carriera.

    Sa quante persone mi han offerto soldi per scrivere articoli in campagna elettorale? Sa quante volte ho rifiutato cifre esorbitanti? Sa che ancora oggi sono promoter a sole 35 euro al giorno per pagarmi le tasse universitarie? Sa cosa mi dicono i miei amici?

    Credo che ci sia differenza tra etica, deontologia professionale e morale.

    Invito a riflettere solo su questo: esiste un telecomando, col quale noi ascoltatori o fruitori di un servizio, quale quello della comunicazione, abbiamo la facoltà di scegliere.

    Il punto è: i bambini? Hanno questa forza? Sanno discernere cosa è giusto e cosa no? Quali modelli presentiamo? Perché in nome del “Dio Danaro” o del profitto è tutto lecito?

    Quando scrivo un articolo la prima cosa che mi chiedo è come tale mio pensiero possa in qualche modo ledere gli altri, o come tante persone possano beneficiarne.

    Una cosa è essere opinionisti, come tanti, in Italia!
    Tutt’altro è raccontare il VERO: e fare ciò significa dire che la Sinistra Italiana ha sbagliato in quel dato episodio storico benché sia il gruppo politico che io voto.
    Questa è ETICA, a mio avviso.
    Secondo il mio umile parere il problema non è dare alla gente ciò che vuole, celandosi dietro rigide leggi di mercato.
    Io non ho mai visto “La pupa ed il secchione” in quanto vedo davvero poca televisione: i tg (di ogni rete, perché amo il senso critico), qualche documentario, qualche film anche se preferisco il cinema, a volte programmi di informazione.

    Sa perché non vedevo quel programma?
    Perché pochi secondi mi son bastati per scegliere.
    La TV non offre scelta. Io amo la musica classica e so che se voglio vedere un programma culturale devo aspettare circa l’una di notte, e, come me, tante altre persone.
    E’ questo il vero dramma!
    Io non sono contro i Social Show, se così può essere definito “Il Grande Fratello” od altre trasmissioni, sono però dell’idea che un certo modo di fare televisione, e giornalismo, offenda la mia intelligenza.

    Forse per questo comprerei volentieri “Il Sole24Ore” e mai leggerei, nemmeno gratis, “Novella 2000”.

    E’ solo una questione di gusti, certamente.

    La inviterei a pensare: cosa offre oggi la televisione?
    E che senso ha DISTRUGGERE, invece di costruire?
    Non sarebbe meglio dare gli stessi input, come Lei stessa suggerisce, costruendo?
    Quanto spazio viene dedicato alla cultura, alla poesia, a varie arti, a sport diversi dal calcio, a tutto ciò che viene addirittura dedicato di nicchia?
    La televisione rappresenta la nostra Italia.
    Siamo davvero un Popolo così poco critico, avvezzo a prendere per buono tutto ciò che la televisione ci offre?
    E cosa penserebbe una ragazza, che magari soffre di anoressia/bulimia, se vedesse un programma del genere?
    Sarebbe in grado di capire tutto ciò che vi è dietro?
    Io non credo che una persona intelligente come lei veda “La pupa e il secchione”.
    Credo piuttosto che questa Sua risposta sia stata scritta per una motivazione prettamente economica: non poteva fingere, né Lei né tutto il Suo Staff.

    Meglio arginarlo un problema, rispondere, anche se forse in maniera inappropriata, piuttosto che non farlo.

    Io posso spegnere la TV; ma questa non è SCELTA. Non c’è offerta.

    Da studentessa, laureanda in Economia aziendale, sorrido alla Sua risposta: non sarebbe stato più giusto dire che la Sua trovata, per quanto banale, fa girare un volume d’affari che la trasmissione di un concerto di musica classica non consentirebbe neppure di pensare?

    In quanto aspirante giornalista mi sento di dirLe: Le dica ad altri, simili fandonie.

    In quanto Presidentessa di un comitato no profit che si occupa di multicultura La inviterei a guardare i modelli europei, dove certi programmi non hanno spazio.

    In quanto Donna, La inviterei a leggere un buon libro, magari da me recensito, piuttosto che a ideare siffatti programmi, del resto copie di altri già diffusi!

    In quanto Persona, Le sorrido invitandoLa a berci un caffé, certa del fatto che una donna intelligente come Lei non poteva altro che dare, ahimé, tale risposta!

    Distinti saluti!
    La Mediaset, del resto, è un grande CONTENITORE, e Lei, purtroppo, vi si deve attenere!

    Comitato Organizzatore VOLLA MUSICFESTIVAL
    La Presidentessa
    Lidia Ianuario

    http://www.oblo.it
    “Il Roma”, pagina 11

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  • Maria Antonietta Celico

    Solo oggi ho letto la risposta di Simona Ercolani che, se non sbaglio, è l’autrice del programma “Sfide”. Ma è incredibile l’ipocrisia con cui risponde. In ogni caso sono felice che qualcosa si sta muovendo su vari fronti. Forza, ricominciamo a farci risentire.
    Maria Antonietta

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  • Non ho mai guardato il programma, ma personalmente la tv italiana fa SCHIFO in generale non fosse altro che per la quantità di donne smutandate in contesti che non hanno nulla a che vedere con spiagge e sfilate di moda. Dire che e’ una parodia che significa? Batte e ribatte sull’idea della donna-oca , il tipo di immagine oche che abbiamo cominciato a vedere in “Drive-In”. Mi ricordo una conversazione con una signora molto molto di sinistra che leggeva “Il Manifesto”, che diceva che Drive-In era talmente volgare da non essere piu’ volgare, perche’ appunto era la satira di un modello. Invece se fate un paio di conti, quella e’ la data in cui il femminismo italiano ha iniziato a sfiorire. Ma siccome le maggiorate Mediaset entrano in conflitto d’interessi e’ pliticamente scorretto parlarne. Vabbe’…

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  • Personalmente, mi ritengo abbastanza intelligente da tenere la TV rigorosamente spenta se non per i TG e per quei pochi film decenti che ogni tanto (ma taaaanto) passano.
    Italia 1 poi… per carità… se guardi lì viene fuori che il problema più grosso in Italia è il sequestro dello Yacht di Briatore!

    Senza nulla togliere alla vostra iniziativa (che trovo doverosa e ben organizzata), non penso proprio che intasare una casella di posta o un sito serva a molto.
    Da tecnico informatico vi dico che esistono abbastanza mezzi per filtrare un mail bombing di questo tipo e causare (parafrasando Mourinho) ZERO PRUBLEMI ai gestori del sito.

    Esiste un solo modo per far chiudere programmi come questo: non guardarli e igorarli in ogni modo.
    Inutile urlare: l’urlo del denaro (fiumi di denaro) è sempre più forte dell’urlo della ragione.
    Va sempre ricordato il grande Wilde: “Nel bene o nel male, purchè se ne parli”.
    Questa è, purtroppo, l’unica strategia possibile e che abbia una minima speranza di riuscita: rendere questi programmi antieconomici.
    Finchè ci saranno sponsor disposti a pagare questa spazzatura mediatica, state pur certi che saremo assaliti da pupe, secchioni, fattorie, grandi fratelli, talpe e chi più ne ha più ne metta.
    SPEGNETE LA TV E ACCENDETE IL CERVELLO… non esistono alternative.

    Ed ora: assalitemi pure, se volete.

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  • Gentilissimo Massimiliano,

    perché crede che noi donne siamo così “aggressive”?
    Io amo distinguermi per dolcezza!
    Il suo intervento gode della mia stima, nonostante abbia accolto diversamente l’invito di queste donne.
    Potrei invitarla a contattarmi tramite il sito di cui sopra?
    Non scrivo mai indirizzi di posta elettronica su siti, causa una denuncia per stalking
    Cordiali saluti
    Grazie, anche nel caso non volesse contattarmi!

    Lidia Ianuario, aspirante giornalista

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  • Buonasera Lidia,

    l’attacco era atteso solo perchè, pur con tutte le attenuanti del caso, ho detto che l’iniziativa è destinata a non avere alcun effetto… purtroppo.
    E, ahimè, “La Pupa e il Secchione” non è che un’insignificante punta d’iceberg in un panorama culturale francamente desolante. La cosa è molto più grave e molto più “radicata” di quanto si possa pensare.

    L’aggressività è dote comune e ugualmente ripartita tra i sessi. Non rilevo differenze tra uomini e donne.

    La contatterò certamente.

    Cordialmente.

    Massimiliano

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  • Caro Massimiliano,

    il Suo intervento mi ha fatto riflettere molto, soprattutto perché proveniente da un esperto di settore, certamente molto più lungimirante di ognuna di noi.

    Ha tutta la mia stima.
    Il mio voleva essere un modo scherzoso per prospettarle questo modello di donna che qui ricerchiamo: dolce, intelligente, ironica e critica.

    Del resto, a me non interessa molto la TV: non la guardo che per circa 45 minuti al giorno, ma ritenevo giusto appoggiare chi ha iniziato e sostenuto tale battaglia, per la stima che nutro per loro.

    Aspetto la sua e-mail.

    Lidia Ianuario

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  • errata corrige: sono passata dal “lei” al “tu” al “lei”.
    Che stanca che sono!
    L

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