quando è l’uomo oggetto

In alcuni Paesi occidentali come in Nuova Zelanda, paese dove la parità di sessi è garantita sempre più spot optano per il cambio dei ruoli, proponendo donne sessualmente attive e predatrici. In alcuni Paesi non fa più scalpore che le donne siano soggetti sessuali, ovvero cacciatrici che manifestano attivamente la propria sessualità. Gli spot spesso sono lo specchio della società in cui si vive ma in alcuni casi ci sono spot che promuovono un’immagine caricaturiale del ruolo femminile, ribaltando la parità e traducendola in dominio sessuale femminile denigrando l’altro sesso oltre che le donne. Il pubblicitario vede la liberazione dei costumi sessuali femminili con occhi moralistici e tradizionalisti , avvertiti come una minaccia per l’uomo. E’ il caso di questo spot, dove vi è perfino la banalizzazione dello stupro.

iL contesto è caricaturiale, surreale e descritto in modo grottesco. Ci sono donne di mezz’età descritte come stupratrici affamate di sesso, in modo offensivo nei confronti dell’immagine femminile. Maschi descritti ‘come pezzi di carne’ come recita lo slogan, umiliati e ridotti ad oggetto sessuale e pagliacci.

Bene, per chi mi rimprovera che il mio blog non prende in esame mai i casi in cui è il maschile ad essere svilito, ecco qua lo spot. Alcuni utenti mi rimproverano accusandomi di essere sessista. Siccome mi concentro sopratutto su pubblicità nel territorio nazionale, i nostri pubblicitari tendono a mortificare sopratutto la figura femminile.
Io riporto soltanto quello che tv, carta stampata e internet trasmettono. Nulla di più nulla di meno. In Italia evidentemente sono pochi i casi in cui gli spot danneggiano l’uomo in quanto tale.
Segnalate comunque!

3 commenti

  • In tutta onestà, mi sembra orientato a strappare un sorriso, parodiando le “meccaniche sessuali”, piuttosto che a svilire realmente uno dei due sessi, o entrambi.
    Cioè, insomma, non credo che possa essere preso sul serio, la vena ironica è evidentissima.
    (parla di “branco di maschi impauriti” e di una predatrice che aspetta che uno di loro si separi dal gruppo per attaccare, sulla falsariga dei commenti fuoricampo ai documentari naturalistici)

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    • Beh non sottovalutiamo l’ironia.Anche la palpata alsenoche de sica ha dato a Belen era in modo ironico ma banalizzava un fenomeno grave come le molestie sessuali.Per quantoriguarda la violenza sugli uomini non c’è una particolare emergenza di stupri compiuti da donne contro questi ultimi, ma l’intentodella pubblicità utilizzando lo slogan ‘più di un pezzo di carne’ è offensivo poichè tratta ilcorpo maschile alla pari di carne da macello :)

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  • sono con Francesco questa volta. Forse dobbiamo dare una definizione piu’ precisa e circostanziata del termine sessista, perche’ la denigrazione dell’altro sesso deve essere palese e al contempo non ironica secondo me, e questo video e’ decisamente ironico, sia da come si pongono gli attori sia per l’atmosfera surreale. C’e’ anche da dire che bisognerebbe vedere questo video nel contesto della cultura dove e’ stato proposto, come sai vivo in un paese anglofono da molto tempo e il modo di giocare con i sessi e’ molto diverso dall’italia (dove invece l’ironia e’ pressocche’ sconosciuta, checche’ ne dicano le veline di striscia). Ti consiglio a questo proposito se lo becchi in rete un programma che a me piaceva molto sulla TV inglese, si chiamava Smack the Pony, era scritto e diretto da comiche (un po’ come la TV delle ragazze, ma con molta inglesitudine dentro).

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