abbiate pazienza se qualche volta abusiamo della nostra libertà

Oggi mi è arrivata un’importante segnalazione per email di un utente che mi ha aggiornata sui fatti del Quotidiano sessista ‘il Fatto Quotidiano’.

Dopo le tante email di protesta delle lettrici del quotidiano e delle donne offese il direttore giustifica e sminuisce la gravità delle parole pronunciate da Massimo Fini.

“Lettori che si lamentano per la radicalità di certe nostre opinioni politiche o per gli articoli di firme incendiarie (Massimo Fini sugli uomini e le donne). A loro diciamo abbiate pazienza se qualche volta busiamo della nostra libertà. Ma è l’unica forza che abbiamo”.
Antonio Padellaro.

Avete letto bene?

Quindi dobbiamo anche avere pazienza se ci violentano, stuprano eccetera perchè è l’unica forza che un uomo ha per affermare la sua superiorità! E bella superiorità!
Affermare ciò è offensivo anche per gli uomini, per quelli che non si sono mai permessi di calpestare una donna.
Che concetto di libertà distorta che hanno alcuni maschi: per loro la libertà consiste nello shciacciare il prossimo?
Una libertà che diventa dittatura, altro che comunisti! Pronti magari a criticare il sessismo di Berlusconi.

Dobbiamo tollerare tutti i sopprusi magari con il sorrisino beota che ci insegnano in tv ogni qual volta che viene vilipesa una giovane o non più giovane donna?

O magari che Fini finga di chiedere scusa alle donne intitolando un articolo ‘Viva la donne’ con altrettanto contenuto intriso di misoginia e stereotipi sessisti?

E’ GIà successo. Ve lo incollo così potete leggerlo con calma. Mi è stato però segnalato ,probabilmente incollato da un pdf, senza la fonte.

VIVA LE DONNE

Ho scritto che le donne “sono una razza nemica”. Non mi sono mai sognato di dire che siano inferiori a chicchessia.
Se la lettrice Cristina Di Bortolo avesse letto il mio articolo con “un minimo di cervello” avrebbe capito che, al contrario, considero la donna, meglio: la femmina, molto più vitale del maschio. È lei, che procrea, la protagonista del gran gioco della vita (quello reale, non quello virtuale) mentre il maschio è un fuoco malinconico e transeunte animato da un oscuro istinto di morte (“La donna è orgiastica, baccante, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un

istinto vitale”). La donna è la vita, l’uomo è la legge, la regola, il rigore, la morte (il contrasto tra Antigone e Creonte in Sofocle). Non a caso nella tradizione kabbalistica, e peraltro anche in Platone, quando l’Essere primigenio, dopo la caduta, si scinde in due la Donna viene definita “la Vita” o “la Vivente”

mentre l’Uomo è colui che “è escluso dall’Albero della Vita”. È per riempire questo vuoto, per sopperire a questa impotenza procreativa (“l’invidia del pene” è una sciocchezza freudiana), che l’uomo si è inventato di tutto, la letteratura, la filosofia, la scienza, il diritto, il gioco regolato e il gioco di tutti i giochi, la guerra, che però oggi ha perso quasi tutto il suo fascino perché affidata alle macchine e anche perché in campo han voluto entrare pure le stronzette che pretendono di fare i soldati e vogliono fare, con i loro foularini, le corrispondenti di guerra (Ma state a casa, cretine, a fare figli. L’interesse della donna per la guerra è una perversione degli istinti. La donna, che dà la vita, non ha mai amato questo gioco di morte, tipicamente maschile. Ma ormai così è: le più assatanate guerrafondaie di questi ultimi anni sono state la Albright, Emma Bonino e quella pseudodonna e pseudonera di Condoleezza Rice).

Della vitalità della donna fa parte anche la sua curiosità. Che può avere conseguenze catastrofiche. Ma è mai possibile che con tutte le mele che c’erano lei sia andata a mangiare proprio quella che Domineiddio aveva proibito? (da lì sono
cominciati tutti i nostri guai, porca Eva). Comunque sia è vero che da quando si sono “l i b e ra t e ” si sono appiattite sul maschile, diventandone una parodia, e insieme alla femminilità hanno perso anche il loro fiore più falso e più bello, il pudore, per il quale valeva la pena, appunto, di corteggiarle. Han perso la sapienza delle loro nonne alle quali bastava far intravedere la caviglia. Rivestitevi, sciocchine. All’uomo non interessa la vostra nudità, ma scartocciare,lentamente, la colorata e inquietante caramella anche se, alla fine, c’è sempre la solita, deludente, cosa. In quanto a Lisistrata, cara Truzzi, il suo sciopero del sesso fallì completamente. Perché le spose dei guerrieri continuarono a fare i consueti lavori di casa. Essere accuditi senza nemmeno avere l’obbligo di scoparle: l’Eden ritrovato. Inoltre ogni maschio bennato di fronte alla scelta fra la donna e la guerra non ha dubbi: sceglie la guerra (e persino il calcio, che ne è una metafora).

La lettrice Roberta Pesole mi confonde con quei nove milioni di uomini che, dice, vanno a puttane.
Posso rassicurarla, nel mio “Di(zion)ario erotico-Manuale contro la donna a favore della femmina” ho scritto “pagare una donna per fare l’amore, c’è qualcosa di più insensato? Ma come, io faccio la fatica di scoparti e ti devo pure pagare? Ma siamo diventati matti?”.
Infine nella mia vita ho conosciuto molte donne intelligenti, ironiche e anche utoironiche. Ma nessuna che non fosse permalosa. Come la valanga di insulti che mi è stata rovesciata addosso dimostra.
ww.ilribelle .com

Si commenta da solo :(

13 commenti

  • L’articolo di Fini “Viva le donne” è su il Fatto Quotidiano a pag. 18 di oggi.

    LotI ho letto bene purtroppo. Personalmente non trovo alcuna differenza tra:

    Mai versato un euro per una prestazione sessuale. Mai. La gioia e la soddisfazione più bella sono la conquista. Se tu paghi una donna, che soddisfazione può esserci?.
    Silvio Berlusconi

    Nel mio “Di(zion)ario erotico-Manuale contro la donna a favore della femmina” ho scritto “pagare una donna per fare
    l’amore, c’è qualcosa di più insensato? Ma
    come, io faccio la fatica di scoparti e
    ti devo pure pagare? Ma siamo
    diventati matti?.
    Massimo Fini

    Alla faccia di chi si spaccia contro il maschilismo di Berlusconi!!!

    Tra l’altro sul blog antefatto c’è un commento interessante che copio-incollo
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    Commento di unadonna – lasciato il 3/4/2010 alle 17:49

    caro Antonio Padellaro, non so cosa sia successo a questo giornale che consideravo il migliore in circolazione ma a questo punto non avete scuse.

    prima pubblicate un articolo di M. Fini, peraltro riciclato, inzeppato dei più beceri insulti sessisti, poi non contenti gli consentite di pure di rincarare la dose, senza neanche prendervi il disturbo di prendere le distanze. evidentemente non si è trattato di una svista, chi tace acconsente.
    ai molti che hanno parlato di ironia mal compresa suggerisco di leggere queste altre perle di cultura contenute nel ‘dizionario erotico di Massimo Fini:
    ” Cunnilingus
    Che uno si inginocchi fra le gambe di una donna e, come un cane, la lecchi, è cosa indegna di un uomo.

    Alle donne piace leccarsela fra loro, non avere un maschio in adorazione della vagina.

    Le donne belle, come i ricchi, sono masochiste. Se lo possono permettere. Le brutte no. Sono già troppo umiliate. Per loro effettivamente il cunnilingus può essere un atto compensativo, un omaggio gradito, un illudersi che ciò che hanno fra le gambe abbia un valore in sé, a prescindere dal contorno.

    Esausto
    Che la passione sessuale per la tua donna si sia affievolendo te ne accorgi quando sei contento che abbia le mestruazioni.

    Fica
    È l’enigma. È brutta, laida, umidiccia, maleodorante, percorsa nei due sensi da deiezioni. Fa schifo. Non ha una forma definita, è un buco slabbrato, un vuoto, un’essenza. Se la donna non l’avesse sarebbe perfetta. Ma senza questo oggetto inqualificabile, “l’insetto fica” come la chiama con disprezzo qualcuno, l’erotismo non sarebbe possibile.

    Gambe
    Nessuno crederà seriamente che, nelle donne, servano per camminare. Sono due puri strumenti di lussuria creati per la dannazione dell’uomo.
    Cosa sono realmente le gambe lo sapevano bene in epoca vittoriana quando, con opportuna pudicizia, coprivano anche quelle delle sedie.

    Misogino
    Ha capito tutto: loro ci guadagnano sempre. E non si presta. E il vero sadico.’

    c’è bisogno di aggiungere altro? non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, per cui non mi resta che dirvi, a malincuore, ADDIO.
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    Ecco alla faccia della libertà di Padellaro! Al Direttore dico che le donne chiedono le scuse e non spendono i propri soldi per leggere offese, inviti alla violenza, stereotipi sessisti! Facesse anche “I fatti del fatto” (suo articolo di oggi), ma credo sinceramente abbia perso diverse lettrici con il suo abuso di libertà a spese delle donne.
    Pazienza già!

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    • Non ho parole! E poi hanno pure il coraggio di criticare il sessismo di berlusconi..
      E magari pretende gli facciano un pompino senza avere in cambio un cunnilingus…chi è la scema che lo farebbe?
      Le prostitute nonchiedono un cunnilingus ma chiedono incambio denaro..mica sceme. Poi a parte che fini è pure brutto quindi che sta a dire contro le donne brutte..non se lo filerebbero nemmeno loro
      E’ triste che sia legale scrivere un dizionario erotico del genere..

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  • ecco un caso in cui a star zitti si faceva piu’ bella figura

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  • Ho preso spunto dal tuo post così ho scritto al direttore…

    Gentile Direttore,
    le scrivo in relazione alla sua richiesta di oggi di avere pazienza riguardo articoli di “firme incendiarie”.

    Personalmente ritengo che il Sig. Massimo Fini abbia scritto un articolo non “sugli uomini e donne”, ma sulle e contro le donne.
    Aggettivi come quelli firmati e pubblicati: “razza nemica, lingua biforcuta, insondabile, sfuggente, imprevedibile, baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, totalmente inaffidabile, micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto” devono essere chiamati con il loro nome: offese.

    Non si può chiedere pazienza quando si invita alla violenza con queste parole: “Le lacrime, sono strumento di d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola” .

    In un momento come questo, quando è in serio rischio la nostra libertà di donne nel decidere la modalità di un aborto, parole come “Adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili”, non aiutano le donne ad essere finalmente considerate delle persone e non animali da tenere in gabbia.

    Non credo che debba essere io ad informarla della difficoltà di occupare posizioni all’interno del nostro Mercato del lavoro e a parità retributive rispetto a quelle corrisposte agli uomini, ma parole come “carrieruccia da segretaria”, non fanno che promuovere stereotipi basati su ruoli in cui le donne vengono relegate non solo nel mondo del lavoro, ma anche nell’immaginario della nostra Società.

    Personalmente ritengo che un mass media debba spingere le donne a denunciare le violenze ricevute, stalking compreso, ma parole come:
    “un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking”, non sono certo un invito alle donne alla denuncia di fatti che subiscono quotidianamente, ma anzi sminuiscono la vera realtà e natura di queste azioni vergognose.

    Lei chiede di avere pazienza, pazienza se una donna viene offesa, se le viene puntata una pistola contro attraverso una penna, pazienza?

    Si parla molto delle continue offese del nostro Premier, ma affermazioni come:
    “Nel mio “Di(zion)ario erotico-Manuale contro la donna a favore della femmina” ho scritto “pagare una donna per fare l’amore, c’è qualcosa di più insensato? Ma come, io faccio la fatica di scoparti e ti devo pure pagare? Ma siamo diventati matti?”
    non mi sembrano molto distanti da quelle recentemente espresse dal Premier Silvio Berlusconi:
    “Mai versato un euro per una prestazione sessuale. Mai. La gioia e la soddisfazione più bella sono la conquista. Se tu paghi una donna, che soddisfazione può esserci?.
    Anzi semmai trovo maggiormente offensive quelle del Sig. Fini.

    Questo Paese è già abbastanza maschilista. Non credo che si abbia bisogno di ulteriori spazi che lei chiama di libertà, a me sembrano spazi di abuso al maschilismo che non contribuiscono allo sviluppo civile di una Società, ma piuttosto a rafforzare stereotipi negativi che continuano ad allontare il rapporto civile auspicabile tra uomini e donne in quanto persone.

    Mi aspettavo delle sue scuse, mentre ha sminuito parole gravissime chiedendo la nostra pazienza. Inoltre non è bastato il suo invito, ma il Sig. Fini ha avuto a disposizione un nuovo spazio per continuare la sua corsa maschilista, fingendo di scusarsi attraverso il suo articolo di oggi.

    In questi giorni su Il Fatto Quotidiano, leggo la sua richiesta agli abbonati semestrali di continuare a sostenervi rinnovando l’abbonamento. Avendo acquistato un abbonamento semestrale sinceramente non posso avere la pazienza di asssitere ad un abuso di libertà che offende e lede la mia dignità di donna.

    La pazienza delle donne non può essere richiesta a fronte di offese gravissime senza aver ricevuto delle doverose scuse, pertanto non rinnoverò il mio abbonamento.

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  • Era il minimo. Non poteva passare inosservato, è un fatto grave. E’ aver tradito la fiducia di una lettrice. Grazie per il tuo splendido lavoro!

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  • grazie Ale di aver dato forma alle parole che tutte noi abbiamo in mente da giorni!
    e lo dico non solo da donna,ma da donna brutta! (detto fra noi Fini,non è che tu sia proprio Chris Cornell….non è che è proprio questo il problema?)

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  • che caduta in basso del mio quotidiano preferito… non me lo sarei mai aspettato :(
    se non vi scoccia, riprendo la vostra lettera e scrivo anch’io al giornalista…

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  • Grazie a voi!
    Io direi facciamo sentire le nostre voci Eleonora!

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  • Buona pasqua a tutt* :)

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  • brava ale!
    cmq allucinante..di male in peggio…

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  • Non so che aggiungere di piú di quello che altr* hanno giá scritto. Che schifo. Che medioevo intellettuale. Ma almeno nel medioevo erano un po’ piú scusati perché c’era poca istruzione, tanta miseria, violenza e ignoranza.
    Grazie per questo blog che aiuta a tener alta l’attenzione sulle discriminazioni contro le donne, e non solo.

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