Puttane approfittatrici

Pare che la Rai quest’anno abbia inziato la sua crociata contro le mogli che chiedono il divorzio.
Premetto che io non trovo nulla di male se parlano della condizione dei padri separati, solo che sulla Rai pongono le donne come carnefici, per l’appunto, puttane approfittatrici.
Dovrebbero invece attaccare il sistema e non le donne. Questo è banale primo perchè le donne non fanno leggi in Italia, perchè la politica è costituita tutta da uomini ed è anche rischioso mettere l’accento contro le donne poichè si rischia di alimentare l’odio verso le ultime e quindi violenza.

Non basta che il nostro Paese detiene un alto tasso di femminicidi? Si alimenta anche l’odio, ma brava Rai!
Inoltre non tutti i divorzi finiscono per ‘colpa’ della moglie. Non penso che se è lui a decidere di divorziare si trovi economicamente più agiato.

Soprende la scarsa importanza che i programmi e le rubriche dedicate a questo fenomeno mostrano scarsa importanza verso la condizione emotiva della moglie e dei figli.


Donna Pratica parla di una rubrica della rai dedicata ai mariti separati:

Il presentatore del TG1, al termine del telegiornale delle 13, ha segnalato lo speciale TG1, inchiesta dal titolo “SOS mariti”, che andrà in onda questa sera, 28/03/2010, alle ore 23,40.

Queste le parole con cui l’annunciatore del TG1 ha presentato lo speciale:

Sempre più mariti e padri finiscono sul lastrico dopo un divorzio. Chi sono le nuove vittime della famiglia che esplode? ne parliamo questa sera nello speciale TG1 l’inchiesta “Sos mariti” in onda alle 23,40

Grande curiosità per questa inchiesta dedicata agli uomini separati. Sarà interessante analizzare il trattamento riservato alle altre figure coinvolte nel divorzio (donne e bambini).

29/03/2010 – Commento post visione

Inchiesta con impostazione essenzialmente patriarcale, soprattutto nella prima parte, corredata di voce fuori campo che rimembra, con un veletto di nostalgia, i tempi in cui gli uomini tenevano in pugno la famiglia. Sono stati intervistati soltanto uomini separati senza indagare sulla condizione emotiva ed economica delle rispettive ex mogli e dei figli. Non è stata intervistata nessuna moglie separata e questo dà un taglio di parte maschilista all’inchiesta. Sono state messe in onda le riprese di una telecamera nascosta nell’anticamera di un tribunale. Se non ricordo male, nessuno dei casi mostrati riguardava negativamente i mariti. Si potrebbero intervistare numerose donne con situazione di povertà identica, con ex mariti che, ad esempio, rifiutano di pagare un adeguato mantenimento per i figli e che studiano sotterfugi per non pagare. E’ stato mostrato, ad esempio della drammatica condizione dei mariti, il caso di una coppia, ponendo in evidenza che la donna, non avendo mai lavorato, non vuole lavorare in seguito al divorzio, ma non ci dicono quanti anni ha la donna, non sappiamo il motivo della separazione (c’è una colpa accertata?) e non sappiamo la condizione economica della coppia.

Nell’ultima parte hanno dato timidamente spazio ad un’interlocutrice che ha parlato della condizione femminile, dell’impoverimento, difficoltà e precarietà che molte donne separate devono affrontare. Hanno parlato anche del nuovo fenomeno dei divorzi-rottamazione, mariti 50/60enni che divorziano per accoppiarsi con donne molto più giovani. Molto interessante la considerazione con cui l’interlocutrice ha evidenziato che le donne separate non hanno neanche tempo di organizzarsi e attivarsi per far conoscere la loro condizione all’opinione pubblica.

In realtà ciò che fa più orrore dell’inchiesta è sentire che esistono lavori precari pagati 700 euro al mese. In conclusione, cominciamo a pagare il lavoro in modo adeguato e non vedremo più mariti, mogli e … singoli disperati.

5 commenti

  • ma chissa’ da chi viene lo spunto, diciamo cosi, per questa improvvisa urgenza della Rai? Talmente ovvio da essere imbarazzante.

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  • Il servizio del tg1 si commenta da solo. Però non si può negare che esiste un problema in questo senso. Ci sono casi in cui l’ex marito è davvero costretto alla povertà e costretto a pagare molto più per gli alimenti della moglie (anche quando questa lavora) che per se stesso.
    Per la stessa donna non penso sia dignitoso. Anzi è dovuto a una sorta di “paternalismo benevolo” di molti giudici che pensano che la donna non sappia badare a se stessa in nessun caso e debba quindi essere sempre “mantenuta” dall’uomo.

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    • non nego il problema ma è sbagliato come il tg tratta il tema, poichè è la legge da attaccare non la donna.
      Io penso che esista il mantenimento perchè comunque la donna comunque in genere guadagna meno, ma è il sistema tutto da rivedere. invece la tv dipinge la donna come carnefice e sbaglia.

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  • Io consiglio centomila volte di pensarci bene prima di sposarsi. E comunque sempre con un accordo prematrimoniale e separazione dei beni, ma soprattuto di chiarire bene fin dall’inizio come gestire il denaro. Purtroppo è inutile continuare a pensare alla solita solfa dell’amore che va oltre i confini, è irrazionale, ecc., o ancora peggio due cuori e una capanna.
    La verità fa male: il matrimonio è un contratto che serve a tutelare le parti. Punto e basta. Non si tratta di amore, di passione, di sentimenti, di nulla se non di normative (che cambiano certi punti di volta in volta in base al governo, ai vari giudici, ecc.). Ed è coercitivo, non dimenticatelo, non potrete più essere liberi di gestire la vostra vita.
    Anzi, dirò di più, io inizierei a documentarmi anche sull’istituzioine stessa del matrimonio e sul Codice civile.
    La penso così, se volete l’amore convivete, se cercate la sicurezza economica, la tutela, ecc., sposatevi. Ma non confondete l’amore, e i sentimenti, con il matrimonio.

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  • Ma ciò che più mi lascia perplessa, aggiungo, è il completo decadimento su ogni piano che subiscono i coniugi. Il 95% delle coppie sposate che conosco si odia, vorrebbe tornare indietro, ma non può per “dovere” (verso la famiglia, i figli, ecc.). Dopo il primo anno, si assiste ad una sorta di mutazione per cui si dà tutto per scontato e non si parla più.
    Mi viene da ridere quando guardo i filmini e gli almeno 20/30 mila euoro spesi per il “grande giorno”. Più che altro, io direi UNICO giorno, altro che grande… quei soldi potevano essere spesi per altro, non per incrementare il business che c’è dietro, oltretutto.

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