La sessualizzazione dei minori, delle donne e le conseguenze

In Italia non si fa l’educazione sessuale, nè in famiglia, nè nelle scuole. Si ottiene così il Paese più disinformato sessualmente in Europa dopo la Gran Bretagna.
I genitori si sentono imbarazzati, di fatto, impediscono alle scuole di inserire l’educazione sessuale tra le materie scolastiche e insegnano ai minori comportamenti sessuali stereotipati: come l’uomo che non deve chiedere mai e la donna con poca sessualità e incapace di prendere iniziativa sessuale.

Come vengono istruiti allora i minori?
I minori si affidano soltanto ai messaggi sessuali che la tve i giornali trasmettono, basati su stereotipi sessisti, sul sesso mercificato, perdendo di vista cosa è veramente il sesso. In Italia i tabu’ sul sesso sono talmente imbarazzanti che di conseguenza molti ragazzi ignorano i contraccettivi rischiando così malattie veneree e gravidanze indesiderate. I ragazzi disinformati sulla sessualità si rifanno a stereotipi sessisti e considerano la contraccezione compito della donna.

Da qui il segno che in Italia le donne non godono affatto di libertà sessuale. I media mercificano la sessualità femminile, rendono le donne ammiccanti con espressioni facciali di disponibilità e passività sessuale. Anche i minori ultimamente vengono sessualizzati e così anche i loro comportamenti.

La sessualizzazione avviene quando il valore di una persona deriva solo dal suo sex-appeal; quando la bellezza viene messa in relazione con la sensualità; trasformando gli individui in oggetti essenziali per l’uso sessuale altrui mentre la propria sessualità è inappropriatamente imposta da qualcun altro.


* Un prodotto da uomo viene pubblicizzato in questo modo.

L’italia ha il più alto tasso di mercificazione femminile nel mondo, e i minori vengono bombardati da comportamenti stereotipati e talvolta anche violenti veicolati dai mass-media. Il sesso mercificato in Italia non fa scandalo, mentre fa scandalo parlare di salute sessuale e rispetto reciproco.

Mentre i ragazzini vanno incontro a malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate, si sviluppano altrettanti comportamenti sessuali sbagliati, come la mercificazione delle ragazzine, che utilizzano il sesso come moneta, l’anoressia conseguenza della visione di sè come oggetti del desiderio altrui, cose da guardare e da valutare solo per il loro aspetto. Ne deriva la mancanza di autostima e la frustrazione del desiderio sessuale poichè accompagnato da vergogna e inadeguatezza fisica e messo in secondo piano, poichè la sessualità femminile viene intepretata come oggetto di piacere maschile.

Si rischia inoltre l’aumento di comportamenti sessuali sessisti (la poca credibilità delle donne come individui) e violenti, data la percezione delle donne come oggetti e la scorretta sessualizzazione dei bambini che li porta ad acquisire comportamenti sessuali precoci ma anche violenti poichè non c’è alcun tipo di educazione che spiega il consenso reciproco. Per non parlare dell’aumento della pedofilia attorno ad immagini sempre più sessualizzate dei minori.

La violenza sessuale contro le donne è un tabù ed è spesso interpretata come conseguenza del comportamento o troppo libertino o troppo seducente della vittima. Poche ragazze e donne denunciano uno stupro. E’ grave sapere che in un Paese dominino i sentimenti di vergogna, di colpa e di sottovalutazione dell’accaduto.

Pochi giorni fa una ragazzina è stata violentata in gruppo in una scuola. Soprende l’atteggiamento dei compagni di classe, che hanno incitato gli stupratori, ricordandoci per un momento il film The Accused con Jodie Foster, e del professore che ha finto di non vedere. Ancora più soprendente è che la vittima è stata sospesa dalla scuola.

Quando sappiamo che è compito della scuola, dopo la famiglia, di insegnare il rispetto delle donne e poi apprendiamo notizie del genere ci si accappona la pelle e ci chiediamo a quanto ammonta il livello di civiltà nel nostro paese. Se pensiamo che nell’islam le vittime vengono fustigate in piazza e le donne italiane messe alla gogna forse ci viene da dire che non c’è alcuna differenza tra il nostro Paese e l’Arabia Saudita. Ancora di più quando il sessismo viene dal Governo, che reputa le donne oggetti, le esclude dalla scena politica, le utilizza per favori e per ottenere voti, evita di emanare leggi a tutela del lavoro e la salute femminile.

Scusate gli errori ma ho oggi un po di fretta :)

*Un altra segnalazione da Vogue bambini e Vogue donna/uomo

2 commenti

  • sì con la non sottile differenza che nell’Islam le donne vengono rispettate e non giudicate per la loro bellezza nè per la mercificazione del corpo, questo è un concetto tutto occidentale anzi diciamo costume prettamente italiano.

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    • Non credo che sia solo italiano, certo qui è sentito in modo particolare, ma oltremare non è diverso.
      La sessualizzazione della donna è praticamente globale, colo che viene confusa con l’emancipazione della donna. Stronzate, essere liberi non vuol dire di certo piegarsi ai canoni di un’elité di pixel.

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