Articolo sessista su un quotidiano, da galera!

Su Vita da streghe è apparso un post che dneuncia un articolo sessista apparso su un quotidiano che usa parole misogine, giustifica lo stupro, istiga al femminicidio…da vera e propria inquisizione!

Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.

Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.

Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.

Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.

Da il Fatto Quotidiano del 27 marzo

Poi ci chiediamo ancora da dove vengono istruiti i nostri uomini..

15 commenti

  • ci si domanda quali siano le posizioni della presunta sinistra…
    tutti uguali tranne le donne?

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  • Lorenza Mazzoni

    Credo che il minimo sia di scrivere altre email bombardanti di indignazione alla sterile risposta del giorno dopo. Fatelo. MAIL A: segreteria@ilfattoquotidiano.it

    Questa è la mia

    Gentilissima redazione,
    leggo il vostro giornale con interesse, proprio per il vostro spirito libero e democratico, oltre che per la satira pungente.

    Ma, oggi sono di nuovo rimast* sconvolt* dall’articolo di Silvia Truzzi del 28 marzo 2010 “Uomini, il buio oltre la siepe”, reazione all’articolo misogino e incitatore alla violenza sulle donne del suo collega Massimo Fini. Non solo non ne viene fatta un’accurata critica (per esempio per frasi insostenibili che banalizzano gli abusi sulle donne come “Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni” , ma vengono usati i paralleli luoghi comuni sugli uomini, arrivando a certe bassezze quali “È sull’interesse che si fatica a condividere l’affermazione, specie se giunge dal rappresentate di un genere che spesso -più che dal cervello – sembra farsi guidare da quell’organo che procura il piacere”. Insomma l’autrice non si discosta da una logica nociva che vuole tutte le donne costantemente in lacrime e tutti gli uomini con l’idea fissa del sesso. Questa bieca risposta serve solo a regolare i conti secondo la logica dell’ “occhio per occhio”: le donne sono state offese allora offendiamo anche gli uomini e non ci pensiamo piu.

    Questi articoli offendono l’intelligenza dei lettori e delle lettrici, ne chiedo pertanto la rimozione e scuse formali dal diretto interessato e dalla diretta interessata. Se volete mantenere una vasta audience vi chiedo di proporre articoli con contenuti veri, con INFORMAZIONI VERE E LIBERE DA DISEDUCATIVI STEREOTIPI.

    Farò circolare gli articoli il più possibile per far sentire la voce di tutte le persone che la pensano come me e vogliono un mondo di donne e di uomini, senza distinzioni di genere, orientamento sessuale, religione.

    Cordiali saluti

    Lorenza Mazzoni
    Bologna

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  • Sono scioccata…mi era sfuggito l’articolo, sono abbonata a Il Fatto. Sono sconvolta. Scrivo una email anche io….

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  • Ma poi perché mai una donna dovrebbe avere l’istinto materno per il marito o il compagno? Ma stiamo scherzando?
    Termina l’articolo vomitevole dicendo che va asoddisfarsi dietro una siepe….mi ricorda una scena terribile di quando 15enne aspettando il bus con le mie amiche dietro alla siepe c’era uno psicopatico che si masturbava guardandoci.

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  • Mi sembra che Il Fatto Quotidiano stia prendendo una bruttissima piega. Mi hanno deluso. Non credo proprio che riconfermerò l’abbonamento, non ho visto scuse da parte della redazione, del direttore tanto meno dal “giornalista” Fini. Che schifo.

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    • Già..oggi mi hanno segnalato quanto rilievo hanno dato ad un politico che si fa stirare le camicie. gli hanno dedicato perfino un titolo sulla sua battuta sessista.

      Un abbraccio!

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  • Padellaro oggi scrive su Il Fatto:

    “Lettori che si lamentano per la radicalità di certe nostre opinioni politiche o per gli articoli di firme incendiarie (Massimo Fini sugli uomini e le donne). A loro diciamo abbiate pazienza se qualche volta busiamo della nostra libertà. Ma è l’unica forza che abbiamo”.

    Possiamo creare una lettera da sottoscrivere insieme e poi farla girare su fb? Farla firmare e mandarla alla sua pazienza e libertà oltre che forza?
    Ho una sola parola: VERGOGNA!

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  • Non è un articolo è un cumulo di insulti:

    “razza nemica, lingua biforcuta, insondabile, sfuggente, imprevedibile, baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, totalmente inaffidabile, micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto.”

    “Le lacrime, sono strumento di d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola.” = invito alla violenza come se già non ci fosse abbastanza violenza contro le donne.

    “Adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili” = non mi risulta di essere libera visto che vogliono limitare la nostra libertà di abortire, oltre che di essere semplicemente noi stesse. Inoltre cosa siamo animali liberati dalla gabbia?

    ” Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. ” = carrieruccia da segretaria, il carrieruccia è palesemente dispregiativo.
    Istinto materno con i mariti e i compagni? E perché mai? Sono bambini?
    = stereotipo della donna serva che accudisce il marito come se fosse suo figlio.

    Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità = chiagne? Ma stiamo scherzando? ”

    “un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking” = certo questa è come se hai la minigonna hai invitato un uomo a violentarti!

    “se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro.” = un signore questo Massimo FIni. Speriamo non accada più di venire fischiata per strada, certo non è un complimento…già mi sento gli occhi spermatici addosso.

    ” Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.” = atti osceni in luogo pubblico = masturbatore psicopatico.

    E il direttore Padellarto chiede di avere pazienza? Ma non si vergogna per aver dato spazio a questo cumulo di insulti. Dice che è un articolo sugli uomi e le donne!

    Mi aspettavo sinceramente delle scuse. Come al solito non sono arrivate, anzi si parla di libertà e di forza!

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  • Il pensiero di Massimo Fini è fascista, oltre che sessista. È fascista perché pretende che la donna rimanga sottomessa all’uomo, che rimanga a casa a fare figli e a cucinare per il marito. Fascista ed anti-democratico è l’idea di impedire alle donne di inseguire i propri sogni, di avere una dignità professionale.
    È profondamente fascista l’idea di alienare la donna nella società moderna, anche se la società moderna è ancora saldamente in mano agli uomini.
    Se dopo 150 di nazione italiana ci ritroviamo ancora con un maschilista come Silvio Berlusconi, forse è giunta l’ora di vedere se le cose possono davvero cambiare con una donna al governo. Gli inglesi e i tedeschi l’hanno fatto. Gli americani tra un po’ ci arriveranno. E gli italiani? Speriamo si sveglino presto.

    p.s. Inoltre, il suo discorso sul sesso mi fa una gran pena. È il discorso di uno che ha sempre visto il sesso come un diritto.

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    • Per fortuna c’è qualcuno che dice le come sono. Nicola ti consiglio di vedere anche il post più recente:
      “abbiate pazienza se qualche volta abusiamo della nostra libertà”.

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  • Ecco il commento che ho lasciato all’articolo sul sito del Fatto Quotidiano:

    Nel secondo paragrafo, Massimo Fini afferma che le donne «hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda», e che adesso che sono “liberate” le donne «sono diventate davvero insopportabili».
    Premetto che sono rimasto sbalordito dalla rozza superficialità sdoganata dal maschilismo gretto di Fini.
    Mi pare fin troppo evidente il desiderio di Fini di tornare ad un’antichità nemmeno troppo remota (e purtroppo ancora presente in certe realtà domestiche), in cui la moglie si teneva a casa a cucinare per il suo uomo, a stirargli le camicie. E quando l’uomo, invecchiando, non trovava più attraente sua moglie? Allora si cercava l’amante o, se non si riusciva nella missione, la prostituta, che a sua volta è schiava di altri uomini. Ieri come oggi, l’imperativo è sempre stato lo stesso: Soddisfare quel piacere ossessivo che annebbia la mente degli uomini, come Fini dimostra in questo suo articolo, chiudendo con un grottesco e disgustoso atto di masturbazione dietro ad una siepe.
    Mi domando come mai abbia scelto di sfogarsi all’aria aperta e non a casa propria. Pensa davvero che, oltre che sulle pagine del Fatto Quotidiano, le persone debbano vedere anche in pubblico il suo immenso amore per il proprio pene?

    http://chicagoitaliano.wordpress.com/

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  • vergognoso. non ho altro da aggiungere.

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