Ricerca agghiacciante: in Italia regna l’antifemminismo

Giovanna Cosenza ha fatto un inchiesta chiamata Studenti&reporter, in prossimità dell’8 marzo. Io l’ho trovata dopo e la pubblico adesso.

Ne viene fuori il ritratto di un Italia retrograda, sessista e disinformata. Ci sono quelli che pensano sia un opposto del maschilismo, ci sono quelli che relegano le battaglie come una causa vinta e ancora chi fa il paragone con i Paesi dove le donne non hanno diritti, ci sono donne che hanno paura di definirsi femministe davanti ai maschi e donne che preferiscono passare per maschiliste, raggionando per stereotipi di genere. E detto dalle donne è ancora più agghiacciante!

La condizione femminile italiana forse è così critica perchè i giovani hanno bollato il femminismo con toni negativi, lasciandosi mettere i piedi in faccia. Da alcune affermazioni si, sono vergognose, tipo quella che dice che siamo mestruate (isteriche) e non ci meritiamo posti di potere, scusate non ce la faccio! Incolliamo alcune affermazioni vergognose, forse magari qualcuno avrà il coraggio di dire che l’italia è anche peggio del Bangladesh.

Roberta, 20 anni, Lettere: “Forse la donna si sta ribellando troppo. Finirà per capovolgere i ruoli, e questo non lo vorrei. Non mi sento più donna per il fatto di sostituire gli uomini in campi che sono di inerenza maschile”.[…]Laura, 22 anni, Economia: “Io mi sento un po´ maschilista. Se dovessi affidare ruoli di potere li darei agli uomini; non perché le donne non siano capaci, ma perché siamo mestruate”. Davide, 24 anni, Biotecnologie, mostra una consapevolezza davvero rara: “Il vero problema è la coscienza critica. Il fatto che di fronte alla norma nessuno si ribella più. E d´altra parte spesso chi si ribella usa toni e modi fuori luogo, inefficaci. Ma se non ci pensa una donna ai propri diritti, chi lo deve fare? L´uomo?”.

Mi viene da chiedermi: queste ragazze studiano per avere ruoli di potere o cosa?
E quei maschi che dicono che la lotta alla parità è cosa da donna che significa? Se la violenza di genere e la discriminazione non è opera dell’uomo, allora perchè non può esserlo anche la lotta per la parità?
Inoltre se non c’è nemmeno la volontà femminile di cambiare per acquistare diritti nel nostro Paese che futuro ci aspettiamo?

Giovanna Cosenza sul suo post ci da i dati della condizione femminile, tutt’altro che positivi:

[…]Se le donne vendono il corpo a uomini di potere, e se per le più svariate ragioni – inclusa la vendetta e il risarcimento – chiedono soldi agli uomini più spesso che viceversa, è perché lavorano meno e hanno meno soldi degli uomini.

Nell’agenda di Lisbona del 2000, l’Unione europea si proponeva di portare al 60% l’occupazione femminile; ma i dati Eurostat sull’Italia a marzo 2009 parlavano ancora del 46,3% di occupate, contro il 68,5% di uomini: quasi 14 punti sotto la soglia di Lisbona e circa 12 sotto la media europea.

Vale inoltre la pena ricordare che ogni anno il World Economic Forum classifica 134 paesi sulla base delle differenze di genere in quattro ambiti: economia, politica, educazione, salute. Ebbene, nel Report 2009 l’Italia è al 72° posto. Il che significa non solo che stiamo dietro a Islanda, Finlandia, Norvegia e Svezia, che occupano le prime 4 posizioni, ma dietro a paesi che forse non avremmo detto: dall’Argentina (24°) alla Namibia (32°), dalla Thailandia (59°) alla Romania (70°).

In secondo luogo abbiamo cercato di rispondere a una domanda che ultimamente si sente spesso: se è vero che in Italia le donne sono subalterne, perché non si ribellano come fecero le femministe? Le possibili risposte sono molte. Una radice del problema, credo, sta negli stereotipi negativi che molti oggi associano alla parola “femminismo”. È proprio per snidarli che abbiamo chiesto ai ventenni: “Se dico la parola femminismo, o femminista, cosa ti viene in mente?”. Li abbiamo lasciati parlare. L’idea di femminismo che emerge non è incoraggiante

Questo il pezzo su Repubblica:

L’8 marzo degli stereotipi che taglia fuori i veri problemi

14 commenti

  • pero’ Davide, non volendo, ha detto una cosa sacrosanta: se le donne hanno gettato la spugna, chi prendera’ a cuore la causa? Triste.

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  • Forse è l’unico che ha fatto un analisi buona, l’ho notato, ma dire che la lotta è solo roba da donna è sbaglato!
    un abbraccio!

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  • Ciao, sono una ragazza italiana che sta studiando Gender Studies a Utrecht. Per l’8 marzo abbiamo avuto piu o meno la stessa idea, ovvero intervistare persone per la strada chiedendo secondo loro che cos’e’il femminismo e se si definiscono femministi/e. Le risposte sono state molto simili a quelle trovate da Giovanna: anche qua lídea generale di femministe e’scalmanate estremiste che vogliono la supremazia femminile sugli uomini ! (!!!!!) Nonche tutti gli uomini cui abbiamo chiesto se si definivano femministi abbiamo ricevuto dei “Ma come?”Sono un uomo!”… “E allora?”. Diciamo che parlando anche lungamente con le persone ci siamo rese conto che bisognava rispiegare a tutti che cosa veramente il femminismo fosse. Mi chiedo da dove arrivi questídea? a scuola quasi non se ne parla, sui giornali (almeno in Italia) e’quasi un taboo…ma la gente da dove tira fuori questídea negativa? Come fanno a non pensare a tutte le conquiste che ci ha fatto avere? Bisognerebbe fare una lunga intensa artistica campagna di sensibilizzazione sul femminismo e il suo vero significato!

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  • Claudia Mancosu

    E’ terribile sentire e certe risposte da parte di donne così giovani.
    Io ho quarant’anni e ricordo le femministe a malapena, ma so, per certo, che senza il loro coraggio, le loro battaglie e anche il loro sangue versato sulle piazze, non avremmo avuto neanche la riforma del diritto di famiglia nel 1975!
    Se potessi farei vivere queste ventenni negli anni Cinquanta, per far loro provare cosa significassero i “ruoli”.
    Riguardo al fatto che noi “non è che siamo capaci ma siamo mestruate” non ho parole! Il ciclo mestruale è il segno tangibile del nostro potere di dare la vita, è la nostra forza non la nostra debolezza, ma non è l’unica cosa che possiamo fare nella nostra vita, soprattutto ora che possiamo scegliere.
    Le ragazze di oggi pensano di essere libere ed emancipate solo perché portano le gonne corte e si fanno i tatuaggi, fumano e guidano la macchina. Sono felici perché possono rifarsi il seno e il lifting e rimanere ragazze per sempre. Che tristezza! Chi ha veramente il burqa? La risposta del ragazzo che studia biotecnologie è un lampo nell’oscurità! Ci sono ancora tante cose che dobbiamo conquistare….
    Non sanno queste ragazze che, a parità di titolo di studio, viene assunto preferibilmente un uomo invece di una donna ? La disoccupazione non le preoccupa? O forse sperano solo in un bel matrimonio? Mi vengono i brividi….

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  • E’ sicuramente preoccupante. Però sarebbe utile avere dei dati statisticamente validi. Quante sono le donne che hanno dato certe risposte? quante sono quelle che sanno cosa sia veramente il femminismo?
    In ogni caso penso che ci sia un cultura tremenda da questo punto di vista favorita dalla televisione. Ci sono delle cose agghiaccianti anche quando la velina in questione non è nuda, ma viene messa sotto un tavolo. Queste cose mi fanno davvero incazzare. E lo posso vedere anche tra i miei coetanei e i discorsi che fanno, mi sento questi casi inevitabilmente una pecora nera, ormai ho anche rinunciato a replicare.

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    • Emanuela Colonna

      La tua osservazione è giustissima, ma ripeto ciò che ho scritto, che sin quando non ci coalizzeremo tra di noi non ci sarà un progresso vero e proprio! Le donne che ci hanno precedute hanno fatto molto e se avessero “deposto le armi” non avremmo nemmeno quello che è stato duramente guadagnato dalle femministe! E allora permettimi: coraggio porta avanti e diffondi le tue idde, nel nostro piccolo possiamo molte, “dato che una catena è composta da molteplici anelli e se ne manca solo una si interrompe!! Ciao.

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  • Emanuela Colonna

    Credo davvero che l’aspetto più negativo come è stato gia commentato sia l’ostruzionismo fatto da moltissime donne, che non si rendono conto è ovvio. Ancor più grave è il comportamento delle stesse nei rigurdi della violenza sulle donne, perchè si crede fermamamente che “la donna è l’elemento scatenante delle violenze perchè provoca il maschio” ( potrei capire il maschio del gorilla…); così l’accusa si leva nei riguardi di noi tutte, perchè non esistono donne di “serie a o b”, siamo tutte uguali nel bene e nel male. L’italia ha ancora una cultura che affonda le sue origini nell’oriente e la chiesa cattolica non aiuta di certo la nostra emancipazione.. troppi stereotipi tipo: se la donna non diventa madre non è realizzata.. che dire poi di quando si denuncia una violenza presso gli ordini di competenza e parlo per esperienze dirette e non! Sono le stesse istituzioni ad ignorare, sminuire e nascondere, perchè ” in fin dei conti sono violenze light è c’è di peggio”.. sino a quando non ci sarà complicità tra le donne e non si affermerà la laicità la nostra posizione sarà sempre inferiore e francamente la vedo dura da realizzare……

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    • Ma se ormai anche solo guardare una femmina è molestia sessuale… solo guardare… a questo siamo arrivati!

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      • Caro Luca, prima di tutto ti ricordo che usare il termine femmina per indicare un essere umano di sesso femminile che ha già il sostantivo di donna è squalificante sopratutto se usato sul mio blog antisessista.

        Hai mai sentito processare uno per aver guardato una donna in italia dove anche se stuprano in gruppo una donna la passano liscia?
        OPer favore non diciamo cazzate perchè sono pure stanca. In questo blog ci metto fatica e anima e sta producendo risultati ottimi che ti piaccia o no.

        Se tu avresti detto: guardare una donna è considerato molestie (da noi donne) ti darei pure ragione. Molti sguardi sono pure sgraditi.
        Anzi se te la voglio dire tutta ti racconto una vicenda personale.
        Pochi giorni fa sono andata a ballare con delle mie amiche. Un gruppo di ragazzi non facevano altro che guardarci, ma non guardarci in senso di ammirazione ma in modo insistente e imbarazzante. Dopo alcuni minuti hanno alzato ancvhe le mani, toccavano, palpavano. Ora sai perchè molti sguardi sono considerati molestie sessuali: spesso si trasformano in vere e proprie molestie.

        Il tuo “ormai anche solo guardare…” sembra poi che voi vogliate la licenza a tutti i comportamenti a noi sgraditi (e anche criminosi) che sono più gravi delle molestie.

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  • stiamo perdendo i nostri diritti e tornando nelle cave, ci manca solo la clava
    DONNE VOI SIETE A CASA CON I FIGLI MA CHE FATE?
    state creando mostri

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  • La cosa agghiacciante è che in Italia domina il femminismo che è il sessismo del nuovo secolo perchè per combattere dei pregiudizi ne ha creati altri.

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    • Fammi un esempio di femminismo che domina in italia..Stai negando tutto il mio lavoro? me li invento io gli articoli di cronaca nera e le pubblicità sessiste?

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      • Lascialo perdere. Questo è il classico stronzo ibrido che per affermarsi ha bisogno di rompere i coglioni. Ci sono in tutti i siti che dicono cose scomode alle persone passive e ignoranti, come il tuo.

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  • Concordo con Coco, certe incursioni di disturbo eliminale proprio, tanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Con affetto

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