La tv nel nostro Paese che percezione delle donne

Questo è lo spot della tim con la testimonial del momento Belen Rodriguez.
Lo spot utilizza ancora una volta il corpo femminile per vendere. Inquadrature a Seni, labbra, pantaloncini inguinali mentre calcia un pallone.

Su donne della realtà ho letto una bell’intervista…che condivido in tutti i punti. Parla in alcuni punti del processo di diseducazione che subiscono le nuove generazioni che diventano sempre più sessiste. Io inquadro il fenomeno come un mix tra causa ed effetto. Non c’è dubbio però che la rappresentazione delle donne in tv sia anche lo specchio del nostro Paese.
Il nostro Paese è sempre stato profondamente sessista (fino a pochi anni fa anche giuridicamente) e la televisione, la pubblicità utilizza rappresentazioni che sono presenti nell’immaginario comune.

Prendiamo come esempio il trattamento sessista riservato alle donne della tv, esso non è percepito ancora come tale, ma praticamente la norma. Se una donna in tv viene trattata come un oggetto sessuale non solo perchè nell’immaginario comune la sessualità è androcentrica ma la subordinazione delle donne e la loro discriminazione è molto frequente, immaginiamoci come lo è dietro le quinte: la maggior parte delle donne scosciate della tv,come le lavoratrici in generale subiscono ricatti sessuali.

Il problema grave è che la tv dovrebbe essere un mezzo rieducativo, non di consolidamento e il tramandamento degli stereotipi. infatti come dice la Cims, atti di violenza sessuale tra adolescenti sono in crescita dovuto al fatto che ormai i ragazzini vedono le donne come oggetti sessuali disponibili o le ragazze che soffrono sempre di più di anoressia poichè quei modelli proposti vengono percepiti lontanissimi. Un altro problema gravissimo è che a causa di questi stereotipi, le donne continuano a faticare ad essere prese sul serio e ad ottenere gli stessi incarichi dei loro colleghi maschi o gli stessi posti in politica e l’Italia continua a detenere gli ultimi posti nel mondo per quanto riguarda le Pari opportunità, poichè la tv promuove una percezione parziale delle donne. Il problema è che ogni campagna rivolta per cambiare la situazione non ottiene visibilità mediatica e le proposte per un progetto per realizzare un osservatorio di genere come lo hanno in tutt’europa vengono continuamente ignorate, poichè le tv sono tutte in mano ad un uomo sessista che utilizza il corpo femminile per ottenere voti.

La tv mai come questi ultimi anni diffonde un vero e proprio odio verso le donne. La Rai, servizio pubblico, pagato con il canone sta mandando avanti una campagna che demonizza le donne che si separano.

La tv rispecchia una condizione femminile arretrata che è sempre stata presente nel nostro Paese fin dagli esordi della tv, ma il fatto gravissimo è che ultimamente la propaganda e la impone anche alle future generazioni e questo è un vero ostacolo alla modernizzazione del nostro Paese.

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