Vederci chiaro


*Una pubblicità sessista di Vortice che invita a vederci chiaro, dove si intravedono delle natiche femminili.

Dal ritratto che ogni giorno fanno i giornali, le televisioni e la pubblicità (sono per il 97% sessiste), alle donne pare che l’unico obiettivo femminile sembra quello di essere belle, sessualmente disponibili e di coloro che cercano di realizzare un buon matrimonio con un uomo ricco e potente.

Questo comporta l’inasprimento dei idee che considerano le donne  le donne come corpi da godere. Il rischio lo percepiamo quando le cronache si riempiono di avvenimenti di stupri da parte di adolescenti maschi contro le loro coetanee.

I programmi e le pubblicità che offendono le donne vengono trasmessi proprio nelle ore in cui i minorenni usufruiscono dell’apparecchio televisivo. Quale percezione della donna i minori rischiano di acquisire?

E che dire delle ragazze? Questo martellamento mediatico equivale ad una vera e propria dittatura su come le ragazze debbano apparire. Magre, belle, sexy  a cui è proibito mostrare chili di troppo, imperfezioni, rughe.

Non è un caso se i casi di sessualizzazione precoce i disturbi alimentari e i problemi di autostima nelle ragazze siano in aumento come pure la richiesta di mastoplastiche additive e altri interventi di chirurgia estetica come regalo per il compleanno.

A furia di imporre il martellamento mediatico attraverso tv e riviste, anche le donne hanno imparato ad adeguarsi a certi modelli scrutandosi con occhi maschili.

Quello che spaventa di più è l’imbarazzante silenzio delle donne italiane, la scarsa visibilità mediatica mediatica delle poche manifestazioni contro la violenza maschile che vengono organizzate, il silenzio del Governo e ancora peggio il contributo dell’ultimo al consolidamento degli stereotipi sessisti.

Mentre all’estero il sessismo diminuisce grazie ad interventi strutturali da parte dei governi, in Italia vi è un peggioramento e la causa è dovuta allo scarso interesse verso l’attuazione di politiche di genere.

Il problema degli stereotipi di genere nei media è sempre più grave ed evidente e rischia di allargare il divario di genere poiché influenza la cultura del nostro paese. 

4 commenti

  • Nella ditta dove lavoro arriva il giornalino della Vortice, un giornale che sembra quasi Playboy…non mi stupisco quindi di questa pubblicità. Mi resta però lo schifo perchè questo giornale è chiaramente indirizzato ad un pubblico maschile (impiantisti) e come in tanti altri casi, noi donne siamo trattate alla stregua di meri oggetti, solo che noi non dobbiamo neppure essere “comprate”..che fortuna, no?

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  • L’associazione DonneInQuotA già lavora su quest’argomento dalla fine del 2008 con varie lettere di protesta (Bialetti, Relish, fi.GA’, Tim, De Longhi, Kraun ecc.).
    Se dovessimo fare un bilancio degli esiti sarebbe positivo perchè Bialetti, Relish, De Longhi e Kraun ci hanno risposto e hanno preso nota che esistono donne – e quindi potenziali clienti – che sono stufe della mercificazione del corpo femminile.
    Nel settembre 2009 inoltre è nata l’associazione Protocollo contro la pubblicità sessista, di cui facciamo parte, che lavora però solo sui manifesti stradali, in quanto si basa sull’opera del fotografo Ico Gasparri, che sono 20 anni che raccoglie immagini sessiste.
    Intendiamo proseguire nella nostra azione, coinvolgendo più donne possibili nell’intento di fare squadra.
    Uniamo le forze?

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  • Ciao e benvenuta nel mio blog :)
    Sono contenta che molte aziende hanno accolto le proteste delle consumatrici :)Conosco l’associazione di Ico Gasparri, infatti ho aderito al suo protocollo ed è tra i miei utenti :)
    Immagino che ti riferisci alla frase che ho postato sul silenzio delle donne, con quella frase intendevo alla solidarietà tra associazioni come erano negli anni’70 e il ‘rumore’ che le donne facevano scendendo in piazza,che purtroppo oggi forse per colpa di internet è sempre meno rilevante la protesta femminile.
    Comunque grazie per avermi coinvolta nella lotta contro i soprusi della pubblicità contro le donne (anche se purtroppo il sessismo si è esteso altrove…ma è partito proprio da li).Volentierissimo unisco le forze con voi…Un abbraccio! :)

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  • Ho visto una trasmissione in cui Caterina Balivo intervistava un’attrice che raccontava di essere stata cicciottella da adolescente,anchè perchè amava molto mangiare pur facendo sport. Quando ha detto di aver avuto la 52 e di essere pesata 84kg, la conduttrice l’ha guardata con un orrore che non avrebbe provato neppure davanti al dottor menghele…e poi le domandava cosa mangiasse e perchè manco si trattasse di abuso di stupefacenti o avesse confessato di essere cannibale!La chicca è stata”ma non ti vergognavi a non trovare gli abiti nei negozi?”neanche avesse detto di aver pesato 200kg! La colpa al massimo è delle aziende secondo cui una 46 è già plus size…

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