Ritratto di donna italiana

l’Italia è un Paese occidentale una delle potenze del G8. L’italia di facciata sembra un Paese moderno: ci sono i telefonini, i computer, le macchine all’ultima moda, le discoteche, la musica mp3. Eppure le case crollano come castelli di carte quando la terra trema, le donne possono uscire in discoteca,sembrano emancipate ma in realtà non lo sono, perchè le violenze si nascondono dietro le mura domestiche che sembrano molto resistenti quando i terremoti di violenza sessista si scatenano, poichè la nostra cultura con la mistificazione della famiglia ha costruito ad esse fondamenta solide. In tv se maltratti una donna tutti restano indifferenti se non compiaciuti, mentre se bestemmi ti squalificano. Vi rimando ad un bellissimo ritratto diVita da streghe:

Salve, sono una donna italiana.
Sono cresciuta circondata dall’ossessione verso il mio corpo, ascoltando commenti, incrociando sguardi, guardando le pubblicità ed i programmi televisivi che mi ricordavano costantemente la mia distanza fisica dai modelli convenzionali di bellezza.
Una volta superato l’ostacolo di accettazione con me stessa, ho dovuto affrontarlo con il resto del mondo, che mi voleva bella e piacente sul lavoro, fra gli amici, in coppia.

Quando esco per strada devo stare attenta e, se il sole ha lasciato posto alle prime luci della sera, è preferibile che io non rimanga da sola. Se sorrido a qualcuno, è meglio che prima mi sinceri del fatto che poi non mi ritrovi ad essere molestata fisicamente o a distanza.

Quando rientro in casa, a volte non va tanto meglio perché in molte famiglie,spesso mi attende comunque violenza. Certe sere sono pugni, calci e fare l’amore controvoglia, certe altre solo offese e parolacce. Non succede sempre e quando accade probabilmente è perché me lo merito.

Votare è un diritto che ho ottenuto relativamente da poco e lo esprimo con frequenza mentre è più raro che io riesca ad emergere come candidata poiché il mio Paese è governato quasi esclusivamente da uomini.

E’ più facile che io riesca a fare carriera con le mie curve e con l’uso che ne faccio piuttosto che con il mio curriculum. Quando mi assumono, spesso mi chiedono di non restare incinta e, se ci resto, a volte mi costringono a lasciare il lavoro. Se invece sono già mamma, piuttosto che concedermi di organizzare da sola parte del mio tempo o di svolgere qualche attività da casa, si sincerano che io abbia ormai rinunciato a crescere i miei figli.

Il mio stipendio è quasi sempre inferiore a quello di un uomo che, al pari delle mie stesse capacità e mansioni, viene retribuito maggiormente.

Molti mi dicono che sono fortunata perché ci sono Paesi in cui non ho diritto di possedere nulla, neppure me stessa. Ci sono luoghi in cui non posso decidere come vestirmi, cosa dire, come comportarmi, chi frequentare. Però, se vivo in terra di mafia e sono imparentata o semplicemente ho frequentato l’uomo sbagliato, rischio la vita anche solo per scegliere chi poter amare e, se non ho un marito a cui appartenere, non ho neppure una mia identità.

Quando invecchio, quasi nessuno fa caso alla mia espressione di saggezza o alle mie rughe interessanti, quanto piuttosto alla distanza che c’è fra la mia immagine e quella di quando ero bella.

Se sono in coppia, significa che forse potrò realizzarmi ma poiché sono fatta per fare figli, se non li avrò, non sarò mai una vera donna.
Se sono single, non è per mia scelta ma per costrizione o perché non sono statace capace di tenermi un uomo e, se la cosa durerà nel tempo, molto probabilmente resterò una zitella.

G.V. per Vita Da Streghe

*L’immagine, i grassetti e i link sono miei…

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