Italiani: pane e sessismo..

Mentre in Italia sida priorità a studi sessisti, il CEDAW esamina il nostro Paese ‘bollandolo’ come paese sessista dalla mentalità patriarcale.
L’articolo l’ho trovato sul blog di Barbara Spinelli, l’autrice di femminicidio.

Ecco perchè l’anniversario dei 30 anni dall’adozione della CEDAW dovrebbe farci interrogare non solo sulla condizione delle donne nel mondo, ma nello specifico sulla condizione delle donne in Italia, sui desideri delle giovani donne, sulle difficoltà di essere donne straniere, irregolari o apolidi, precarie, emancipate nel pubblico ma sottomesse nel privato, o viceversa.

Quelle che propongo di seguito non sono riflessioni da G8, niente j’accuse a chi poteva fare e non ha fatto, niente chiamata all’armi alle italiane inerti, che va così tanto di moda tra le intellettuali femministe radicalchic. In questi due giorni ci saranno solo sollecitazioni a riconoscere la discriminazione nel quotidiano, esercizio che dovrebbe essere condiviso da ognuno/a di noi, a partire da sè e dalle proprie relazioni. E ci saranno informazioni su come si possa utilizzare il diritto internazionale per denunciare tali discriminazioni.

E’ con queste idee per la testa, ed altre, che mi accingo ad affrontare gli incontri di oggi a Bologna e di domani a Ravenna con Rashida Manjoo, Special Rapporteur ONU contro la violenza sulle donne in Italia, e altre valenti relatrici.

Niente sciarpe bianche, niente braccialetti da G8, niente mercificazione delle idee, solo tanta voglia di ascoltarsi e mettere in rete competenze e sapere, che generano possibilità di autodeterminazione per le donne.

Barbara Spinelli

Le donne di tutto il mondo negli ultimi due secoli hanno intrapreso con forza un percorso politico e giuridico volto all’affermazione che i diritti delle donne sono diritti umani.
Ad oggi, vi è una consapevolezza diffusa di tale principio, che è stato assunto come fondante sia dagli organismi internazionali sia da numerosi stati, che si sono impegnati ad attuarlo in concreto ratificando la CEDAW e/o le varie Convenzioni regionali che affermano i diritti fondamentali delle donne.

Tuttavia, nonostante la consapevolezza diffusa del fatto che la donna sia una Persona, e dunque, alla pari dell’uomo, portatrice di una sfera di dignità, di libertà, di integrità psico-fisica inviolabile, e nonostante tale principio sia stato giuridicamente codificato, assistiamo a palesi violazioni dei diritti umani delle donne in tutto il mondo, per il solo fatto di essere donne.

In tutto il mondo, la prima causa di morte per le donne è il femminicidio.
In tutto il mondo, anche nei Paesi laddove i principi della CEDAW sono stati declinati in una normativa interna “di pari opportunità”, di fatto la donna viene ancora discriminata ed è soggetta a violenza quotidiana.
L’Italia è un esempio significativo (vedasi le Raccomandazioni del Comitato per l’applicazione della CEDAW).

Il perché della persistenza e della pervasività delle discriminazioni e violenze di genere, si rinviene in un fattore comune: la persistenza e la pervasività di una mentalità patriarcale, che attraversa tutte le culture, ed è volta al controllo della donna come “risorsa creativa”, come “fattrice”, e dunque come perno della famiglia e della società stessa.

Fino a quando, in nome della religione o in nome del bene superiore della collettività, gli Stati sacrificheranno la libertà e l’autodeterminazione della donna alla tutela della “morale” e della “famiglia”, alla protezione della donna in funzione del suo ruolo sociale di madre e moglie, i diritti fondamentali delle donne continueranno ad essere calpestati.

Gli Stati che hanno ratificato la CEDAW e le altre carte regionali, si sono assunti un obbligo ben preciso: adoperarsi affinché le donne abbiano cittadinanza, ovvero affinché possano in concreto godere dei loro diritti fondamentali. Il che implica per lo Stato l’obbligo di attivarsi per rimuovere le situazioni discriminatorie non solo attraverso modifiche normative ma anche e soprattutto promuovendo un cambiamento culturale, riconoscendo che la libertà di scelta della donna, la sua integrità psico-fisica, sono valori assoluti, che vanno riconosciuti senza compromessi.

Dove vi è una connivenza istituzionale al machismo, alla misoginia, a patriarcato, vi è una responsabilità di Stato.

In Messico, il femminicidio è un crimine di Stato. Ma non solo, l’elenco degli “stati canaglia” che opprimono le donne sarebbe lungo.
La nostra responsabilità, in quanto donne e in quanto attiviste, è grandissima: ognuna di noi è chiamata sul proprio territorio a reclamare che il silenzio e l’inattività degli Stati di fronte alle discriminazioni e violenze di genere che si consumano nei propri confini è una violazione dei diritti umani, che lede non solo le donne ma l’umanità tutta, perché ostacola lo sviluppo della democrazia e produce disuguaglianza e perdita di opportunità.

Mettersi in rete, invocando ognuna nei propri Paesi il rispetto e l’attuazione dei principi sanciti dalla CEDAW, significa essere unite nella lotta alle discriminazioni e violenze di genere, e impegnarsi concretamente per una società migliore, libera da ogni forma di oppressione.

La rassegna violenza italiana ci comunica che il 2010 è cominciato proprio bene e siamo conciate per le feste!

Una senzatetto è stata uccisa dopo essere stata picchiata e violentata. Tutto questo mentre la Lega si preoccupa di tutelare solo i senza tetto di sesso maschile e di demonizzare le donne come causa della loro povertà istigando ancora di più i femminicidi domestici.

Una ragazza pachistana è stata rapita dal padre per impedirle di sposare un italiano…ebbene ecco che i tg iniziano la solita tarantella usando la notizia per esaltare il popolo italiano come un Paese dove le leggi vanno rispettate perchè culturalmente civile e le donne sarebbero rispettate. Peccato che si scordano che ogni 3 giorni viene uccisa una donna, ogni minuto ne viene violentata una (e si piglia anche le colpe) e le donne non possono scegliere in famiglia visto che i femminicidi vengono compiuti dopo una richiesta di separazione, e che le donne vengono ancora considerate dalla propaganda televisiva e politica oggetto sessuale o proprietà dell’italiano.

Arriva il bello: è stato finanziato con il fondo sociale europeo e dalla regione lombardia per un progetto che coinvolgeva le scuole medie, un progetto sessista. Proprio mentre si parlava di eliminare la cultura sessista nel nostro Paese si fa di tutto per aumentarla. Si puo vedere su youtube:

Il video personalmente non lo trovo costruttivo poichè non mi pare sia una sensibilizzazione antisessista, anzi…non appare nemmeno un commento alle vicende. Molti ruoli rappresentati inoltre sono svolti dalle donne poichè costrette ad adempierli.

Come ad esempio i mestieri di casa, la mancata possibilità di girare il mondo (rappresentata metaforicamente con una corda che lega la donna in casa), lo stare ore e ore a truccarsi perchè gli uomini ci vogliono belle, l’incapacità disedurre direttamente un uomo, per paura dei pregiudizi.
Pare che tutto questo o sia colpa della donna o sia visto come il vero nostro ruolo sociale.

Non mi è piaciuto vedere come è ridicolizzato l’uso dello spray antiviolenza nelle nostre borse, come se fosse colpa nostra se subiamo violenza e per questo ci riempiamo la borsa…non mi è piaciuto che viene catalogato tra le cose inutili. Beh ora lo capite come questo video è visto con occhi maschili?
Se avessimo i muscoli come gli uomini e se non subissimo violenza non certo avremmo bisogno dello spray..ma tutto dipende da come si comportano gli uomini, che poi ci ridicolizzano pure!

Adesso avete capito da dove viene il sessismo degli italiani?
Dalla scuola ovvio…

5 commenti

  • E’ un video orribile… e poi, a che scopo è stato fatto?! Mi fa proprio arrabbiare….

    Mi piace

  • Io continuo a credere che l’intento di Bozzetto sia un invito a rivedere questi stereotipi, perchè vedi che alla fine mette un interrogativo alla parola “stereotipi”? Come per incitare a dialogare su questi.

    Mi piace

  • Vabbè, qualche tipizzazzione è azzeccata ma quella del supermercato, ad esempio, è l’opposto esatto. è solo frivola la donna, per Bozzetto? Allora mi pare strano che la spesa non la facciano gli uomini da generazioni…

    Mi piace

  • Oddio, pardon per una z di troppo…è che essendo donna sono logorroica :D

    Mi piace

  • scusate…secondo me il video è molto carino…i mestieri di casa non è che li dobbiamo fare…noi donne ci teniamo di piu a tenere la casa in ordine..stiamo ore a truccarci perchè gli uomini ci vogliono belle è vero…ma scusate…io mi trucco perchè mi piace vedermi truccata…se esco voglio essere in ordine, per vostra informazione mi trucco anche se esco per un gelato con le amiche, non sarà un trucco sofisticato come quello della sera ma mi piace truccarmi…non trovo poi che la donna come è stata rappresetata durante la seduzione sia “incapace” ma tutt’altro! la seduzione è proprio un “gioco” un girare intorno, incuriosire e avvicinarsi…cosa che l’uomo nel video non ha saputo fare, ma è arrivato totalmente addosso a stà povera donna…e secondo me lo spray anti aggressione non è stato ridicolizzato, solamente è vero che spesso ce lo portiamo in giro e nelle nostre borse c’è…
    …secondo me sono stati ridicolizzati molto anche gli aspetti maschili…quello della seduzione in primis (non per nlla ho riso come una matta nel vedere che questo essere si è lanciato senza sapere minimamente cosa fosse la seduzione), altro aspetto ridicolo è quello della discussione, che se non fanno a botte non sono contenti o non sono “maschi”…
    secondo me l’aspetto del ritorno a casa ha dato punti alla figura femminile,perchè ha fatto notare come la donna, tornata a casa dal lavoro non si fermi a far nulla, ma continui a lavorare anche in casa.

    Mi piace