Ancora su bambini sfruttati a recitare ruoli sessisti

Questo è il cartellone pubblicitario di Billionaire moda per bambini lanciata dalla Gregoraci.
Sullo sfondo ci sono due bambini (avevo parlato di pedofilia) di soli sette anni abbigliati come fossero due Vip.
Particolare sessista è la posa della bambina (troppo sessualizzata per avere solo 6 anni) e messa lì ad incarnare il ruolo di oggetto sessuale avvinghiata al bambino dandogli un bacio sulla guancia per fare in modo che incarni il modello del playboy.

Il body copy recita più o meno: bambini oggi, persone famose domani.

Che dire? mi ha fatto tristezza, ma veramente tanta tristezza che i bambini i oggi stanno crescendo lobotomizzati dai modelli televisivi stereotipati con rigidi ruoli di ‘genere’,dove le donne sono obbligate ad assumere atteggiamenti da remissivo oggetto sessuale (formato Gregoraci appunto) e gli uomini da audaci e prepotenti latin lovers (formato Briatore).

Mi da l’impressione del manifesto propagandistico della televisione dove i bambini sono obbligati a desiderare un futuro come divi televisivi.

7 commenti

  • Ciao, trovo il tuo blog molto costruttivo, ti ammiro molto.
    Purtroppo questo genere di differenze basate sul sesso sono proprio dappertutto…

    Ma cosa ne pensi di questo video?

    Mi piace

  • Benvenuta nel mio blog :)
    Il video che mi hai linkato lo trovo stereotipato e sessista (poichè riprende comportamenti che non per forza uno ha in base al sesso, ma li appiccica a tutta la massa), in alcuni punti certi stereotipi si avverano perchè purtroppo siamo obbligate a seguirli come quelli dei mestieri a casa dopo lavoro (purtroppo ci insegnano da quando siamo piccole che sono cose da donna). La pallina non ha il sorriso, ma purtroppo come ben tu sai nelle pubblicità quel che è stereotipato è che la donna che esegue i mestieri lo fa con sorriso sulle labbra quasi a voler dire che è il suo ruolo sociale.
    Quanto alle migliaia di valigie conosco molti uomini che quando vanno in vacanza si portano almeno 6 bagagli di vestiti.

    La fine dimostra un avvicinamento di genere (almeno alla fine!) poichè il maschio ideale della donna è il casalingo, ovvero dimostra che la donna non è tanto contenta di eseguire i lavori di casa come ci mostrano le pubblicità e come vogliono gli stereotipi,ma comunque video sessista.
    Un abbraccio!

    Mi piace

  • A me piace molto, perchè credo che li prenda in giro più che affermarli. Però ad esempio su certe cose mi fa male un po’ lo stomaco, vedi quella in cui il pallino maschio gira in tutto il mondo e quello rosa se ne sta legato… Ma il fatto è che secondo me tutti questi aspetti che lui descrive dipendono dal carattere… Una cosa non tanto carina è che il pallino maschio sta sempre a guardare la TV.

    Posso farti una domanda?
    Io sono giovane, ho 18 anni, e sono ancora in fase di ricerca (vabbé sarà così tutta la vita ^^),
    secondo te la mascolinità e la femminilità che cosa sono, in cosa consistono?
    Io ho capito che non è un fattore biologico, la mascolinità e la femminilità sono insite entrambe dentro di noi, solo che una tende a prevalere sull’altra.

    Mi piace

  • @Coco a me no….ancora meno da quando ho saputo che è un progetto per le scuole. Insegnare i ragazzi a stereotipi sessisti che screditano la donna in un Paese che è già sessista x definizione e dove le donne a causa del sessismo pagano le conseguenza mi pare un omicidio, un orrore!

    Beh quella del maschio quadrato (come dire che il maschio è + coerente + razionale), che gira il mondo e la donna resta legata a casa, è uno stereotipo ma purtroppo diventa vero non xke alla donna piace e non perchè è il nostro ruolo ma xke siamo costrette ad avere poco tempo :(
    Mentre il videosenza nemmeno un commento mi fa capire che spaccia questo come il destino di tutte le donne che sono obbligate e che questo è normale e nn vale la pena di cambiare strada.

    Il maschio in italia guarda sempre la tv, infatti la tv se noti bene è programmata per loro, ci manca poco hanno i porno (ci siamo vicini) hanno sempre calcio ecc sempre ad orari serali, come dire che a quell’ora le donne non devono usare la tv xke devono adempiere al ruolo di moglie..nn a caso la programmazione televisiva italiana è sessista e stereotipata.

    Sai Coco, ora riderai un pochino ma io ho solo 4 anni in + di te XD; xo grazie a ricerche ho capito che la mascolinità e la femminilità in termini così rappresentati non può che fallire; poi sai anche tu perchè..sai perchè le femmine x rincorrere questo concetto di femminilità che è stato creato dai maschi devono perdere il loro status di persona, la propria autostima e ridursi a macchine in funzione del maschio (la violenza maschile per placare la ribellione femminile), poi sai perchè le donne hanno protestato per cercare di eliminare certi pregiudizi.

    Un po’ come l’operaio che ha prostestato anche costo di perdere la vita contro il capitalismo e ha dato vita al comunismo, proprio xke nn si riconosceva nel ruolo che la società gli ha dato.

    I diritti ovvio sono ben lungi da essere raggiunti…ma spero al più presto che la situazione cambi.Molte donne muoiono in nome del sessismo e in nome di questo conceto di mascolinità che vuole il maschio come una creatura violenta che deve dominare la donna con la prepotenza e al tempo stesso proteggerla come fosse + debole (un paradosso), ecco xke va eliminato attraverso l’educazione di genere.

    Un abbraccio!

    Mi piace

  • Wow, io pensavo che fossi 40enne! Questo la dice lunga sulla tua maturità, complimenti, non è facile trovare persone così!
    Ok, prima stavo scrivendo questo commento, ma ho fatto casino con il pc e mi si è cancellato. Probabilmente ora risulterà più chiaro (spero).
    Partendo dal presupposto che ho bene idea di cosa siano sessismo, mass media e cultura, ti dirò qualcosa che forse potrebbe farti storcere il naso. Secondo me i mass media non rappresentano la realtà. Ora ti spiego.
    Sai vero che le pubblicità sono costruite con aiuto di psicologi e sociologi? Dentro le pubblicità ci sono dei messaggi, e questi messaggi colpiscono le insicurezze delle persone. Le pubblicità ci dicono milioni di volte al giorno che il nostro modo di essere non funziona, ma che può migliorare acquistando un prodotto. Funziona con tutto.
    La donna non vede in Chanel n°5, e l’uomo non vede nel deodorante Axe, una semplice fragranza acquistabile in base ai suoi personali gusti. Questa è la semplice chiave di lettura. Ma lo spot lancia un messaggio ben più intrinseco: profumo Chanel = un certo status sociale / deodorante Axe = un certo status sociale. Con status sociale intendo il grado di accettabilità e valorizzazione da parte della società. L’uomo è un animale sociale e ha bisogno di essere accettato e di vivere in comunità. Il messaggio quindi fa leva su un aspetto centrale della vita dell’individuo, cioè l’Eros e gli affetti, utilizzando appunto una rappresentazione di carattere sessuale nella pubblicità. Quindi il messaggio colpisce la sfera dell’inconscio, e tutt i desideri insiti in esso. Ora, io credo, che nessuno sia totalmente indipendente dai mass media, ma so che una persona con una certa maturità abbia una coscienza e uno spirito critico per poter dire: “aspetta, questa cosa è costruita”. Quello che voglio dire è che i mass media creano l’illusione, e le persone fanno diventare l’illusione realtà. Il potere grande quindi non è nei mass media e nelle illusioni che loro creano, ma è in noi, in quanto noi siamo reali, e non quello che loro ci fanno vedere!

    Parliamo ora di ruolo di genere, stereotipi, educazione e cultura. Il bambino al momento della nascita viene identificato come maschio/femmina, e di conseguenza educato e giudicato in base al ruolo di genere che ci si aspetta che assumi, per tutta la vita. Ma il ruolo di genere, ovvero sentirsi maschi o femmina, non dipende assolutamente dai fattori biologici. Bisogna anche vedere che cosa si intende appunto con i due termini, ed è la cultura a dircelo. Ho già detto come dentro di noi siamo bisessuali da questo punto di vista, abbiamo sia femminilità che virilità. Ma il bambino cresce in un contesto culturale e dipende solo, e solo da fattori esterni il suo ruolo di genere.
    Per esempio dare alle bambine bambole come giocattoli, e ai bambini le macchinine, è un genere di educazione stereotipata, perchè non esistono giochi e conseguenti abilità solo maschili e solo femminili, è solamente la cultura che li indica così.
    Gli stereotipi di genere non sono sempre esistiti, infatti ai tempi del culto della Dea Madre / Dea Luna, le società, o tribù, erano di tipo matriarcale. I capi, i sovrani, erano tutte donne. Veniva venerata la donna, perchè è lei che è capace di generare nuovi esseri. Difatti il culto della divinità madre era spesso associato alla natura e al suo potere di rigeneratrice, ovvero di passaggio continuo tra nascita – morte – rinascita. Vi erano tribù in cui la donna cacciava e l’uomo badava alla cura domestica e dei figli. Tribù in cui i figli venivano trasferiti all’età di circa 6 anni, presso “istituzioni” di funzione educativa sostitutrice a quella genitoriale, e non potevano vedere il padre e la madre, se non per poco tempo. Poi i culti solari e patriarcali hanno preso piede al posto di quelli lunari e matriarcali, ed è cominciata la misoginia. E io credo che le religioni monoteiste, venute dopo i culti pagani, siano come dei “vecchi” mass media. La funzione è la stessa: “educare” all’ignoranza, far breccia nelle insicurezze, creare stereotipi e disuguaglianze. Ma non è colpa della religione in sè, ma di quelli che applicavano la religione.
    Quindi dopo tutto questo ragionamento cosa sono virilità e femminilità, se esistono?
    Io credo che gli uomini e le donne siano uguali, e che gli uni non possano fare a meno delle altre e viceversa, per equilibrio generale (attenzione a non fraintendere: come riproduzione della specie si intenda in fatto biologico, su altri piani si parla di maschile e femminile come caratteri). Maschile e femminile servono perchè si bilanciano.
    Ma cosa sia VERAMENTE l’uno e l’altro non lo so ancora.

    Mi piace

  • @coco in green..

    beh il tuo ragionamento mi pare molto interessante. devo però dirti che non credo che maschi e femmine siano uguali: penso che le esperienze dell’erotismo, del rapporto con il proprio corpo e con i figli, rendano uomini e donne diversi tra loro (ovviamente questo non ha nulla a che fare con le opportunità che dovrebbero avere entrambi i sessi per potersi realizzare come persone al di la delle differenze di genere). partendo da questo presupposto penso comuque che non si possa dire che all’interno delle persone esiste una femminilità e una mascolinità poichè dividendo le caratteristiche umane in queste due classi si rischia di cadere in un ragionamento stereotipato. se invece per mascolinità e femminilità intendiamo tutto ciò che deriva da quello che ho scritto nelle prime due righe allora credo che oggi come oggi sia molto difficile scoprire le differenze appunto perchè viviamo in una società che ci impone una cultura non facilmente contestabile e fa si che si creino stereotipi molto forti (che trovano comunque un oggettivazione reale nella loro applicazione) che non facilitano sicuramente questa ricerca di ‘mascolinità’ e ‘femminilità’ se così vogliamo chiamarli.

    Mi piace

  • Ma di fatti io per mascolinità e femminilità non intendo affatto gli stereotipi proposti dalla nostra cultura. In realtà ti dico che nemmeno io so cosa vogliano dire, ma so per certo che sono lontani dallo stereotipo culturale, e l’ho dimostrato. Se abbiano a che fare con processi biologici quale la riproduzione, sarebbe allora da escludere l’omosessualità, ma essa è sempre esistita, anche negli animali, e quindi non so bene dove possano andare a parare, se non nella sfera psicologica. Però io non lo so in cosa consistano, per questo sto cercando di confrontarmi.

    Mi piace