Le donne imprigionate: la mania dei pubblicitari

Innanzitutto buon anno a tutti/e :)
Esaminero’ una pubblicità dell’anno scorso, ovvio, essendo appena iniziato l’anno nuovo.
E’ la pubblicità di un tonno dove c’è la solita contrapposizione tra bella donna e la mercecon labbra formato bambola gonfiabile, merce che nn ha nulla a che fare con il corpo femminile.

Il particolare peggiore è che è pure ammanettata e ammiccante. Non solo la donna si deve sottomettere all’uomo ma pure ad un pesce.

Da tempo i pubblicitari italiani (si sono lamentati pure in gran bretagna) hanno il vizietto di amanettare, legare, ingabbiare le donne; quasi a sottolineare che certe libertà femminili non sono tollerate nemmeno quelle di scegliersi il prodotto.

La donna ammanettata è la cosa più sessista che abbia mai visto poichè è imprigionata, privata della libertà, figuriamoci se è pure felice.

Io personalmente non conosco il vostro parere in merito ma io la trovo vergognosamente oscena. Essa esalta la schiavitù femminile, spacciandola come fosse una cosa gradita dalle donne, mentre tutti sanno che in realtà non è così.

Proporre il controllo del corpo femminile alla massa di consumatori non solo è simbolo di dittatura del consumo ma se la modella è pure felice di essere ammanettata significa mantenere viva quella cultura che fornisce la giustificazione a chi fa violenza alle donne quella in cui: la donna sottomessa in realtà prova soddisfazione per aver subito violenza se il suo aguzzino è di ottima qualità.

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