Protesta delle Donne in Quota contro lo spot De Longhi

Donne in Quota, scrive questa interessante lettera di protesta con parole che condivido contro questo spot sessista che anche io ho notato qualche mese fa dove la donna è una specie di schiava robottizzata e felice di esserlo:

Gentili signore/i, nel nuovo spot della “Colombina De Longhi”

sul divano ci sono marito e due figli (ovviamente un maschio e una femmina emblema della famiglia felice) che mangiano snack sbriciolando dappertutto. Arriva la mamma felice che imbraccia la sua “Colombina” e allegramente aspira tutte le briciole mentre i tre si legano alla cintura di sicurezza del divano per non farsi aspirare. Finito di pulire il bambino ricomincia a mangiare snack, viene guardato male dal padre, ma più per la paura di subire un nuovo attacco da parte della mamma munita di “Colombina”, che per autorità educativa paterna.

Lo spot è altamente diseducativo perché:

– emerge totale mancanza di rispetto nei confronti di colei che svolge il lavoro di cura quotidianamente -veicola messaggi antiquati legati a stereotipi e luoghi comuni

– Da un’azienda che produce elettrodomestici, e che quindi ha un ruolo di fondamentale importanza nell’alleggerire il lavoro di cura grazie all’applicazione alla sfera del quotidiano dell’innovazione tecnologica, ci aspettavamo una coscienza di genere maggiore: la donna, quando pulisce, non è contenta, soprattutto se ha una famiglia, come quella illustrata nello spot, che si disinteressa dell’ordine e della pulizia.

– Inoltre, in orario di cena – prima serata, i bambini che vedono la vostra pubblicità pensano inconsciamente di essere autorizzati a sporcare, a dare per scontato che tanto la mamma pulisce. Un target così giovane non riesce ad operare una critica.

Se è vero che la pubblicità è lo specchio dei tempi, noi donne – madri – lavoratrici di oggi non ci riconosciamo in questo spot che riteniamo veicoli vecchi concetti non più aderenti alla realtà, che comporta una divisione dei compiti tra uomo e donna all’interno del nucleo famigliare.

Possibile che la creatività possa solo esprimersi attraverso lo stereotipato e vecchio messaggio di servitù di mogli/madri nei confronti di mariti e figli? Possibile che la creatività non trovi altre forme di espressione per evidenziare vantaggi e performance di un prodotto di qualità come “la Colombina”?

Proponiamo infine una soluzione ai pubblicitari che hanno ideato questo spot: perché non lasciare che sia l’uomo colui che pulisce l’appartamento (perlomeno nel secondo “attacco” dell’elettrodomestico)? Se davvero la nuova Colombina è tanto semplice da usare e da pulire, allora anche un individuo di sesso maschile, per puro luogo comune da voi ben evidenziato più avvezzo alla sporcizia piuttosto che alla cura domestica, può imbracciare la nuova aspirapolvere e fare piazza pulita delle briciole su pavimento e suppellettili.

Questa soluzione sarebbe innovativa, perché introdurrebbe finalmente un’ottica di genere nella pubblicità degli articoli per la casa, ma non solo: l’uomo casalingo sarebbe l’elemento che permetterebbe al pubblico di ricordare la Colombina come l’elettrodomestico così semplice e agile da usare che anche un uomo può farlo. Chiediamo comunque anche in questo caso che la scena con il bambino che ricomincia a sporcare sia comunque tagliata in quanto diseducativa per i motivi sopradetti.

Vi chiediamo dunque o la sospensione della pubblicità o la modifica di questa con l’ottica di genere sopra esposta.

In attesa di Vostra sollecita risposta, porgiamo distinti saluti.

Le Associazioni

DonneInQuota

4 commenti

  • STUPENDO IL VS BLOG.INSIEME AL DOC DELLA ZANARDO AVETE ESPRESSO QUELLO CHE PROVO, CIOE’ UN SENSO SI UMILIAZIONE , VEDENDO IMMAGINE DONNA NEI MEDIA.MA NON POSSIAMO ANCHE NOI CAMBAIRE MENTALITA’ COME GLI SEVDESI???FACCIAMO QC!!!GRAZIE PAOLA

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  • ancora una volta basta spostarsi appena fuori dai confini nazionali per avere esempi completamente diversi e per avere la percezione di quanto questo paese sia alla frutta

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  • @grazie paola..benvenuta :)

    @deceptacon
    Pensa che la Miele è italiana, ma nel proprio Paese avrebbe sicuramente trovato (o voluto poichè per quanto il paese si sia evoluto un poco nei rapporti di genere la mentalità rimane ancorata ad una visione sessista e nessun pubblicitario penserebbe ad un lavoro creativo simile) solo pubblicitari sessisti per incrementare le vendite della propria azienda.In italia sembra nn ci sia via d’uscita ad una rappresentazione stereotipata di uomini e donne. Solo che nn so se hai notato bene un po’ di stereotipi ci sono nello spot che hai linkato:

    Lui è praticamente idiota (specie alla fine dello spot che cerca il cane e lei davanti lo ha in braccio) e penso che l’idiozia alluda proprio al fatto che è casalingo=schiavetto.

    Tanti auguri e tanti abbracci a tutti i miei cari lettori :)

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  • Le aziende dimenticano che è pieno di uomini single che puliscono la propria casa, che fanno la spesa nei supermercati?
    Volete ancora perdere fette di mercato con spot superati, oltre che continuare ad offendere le donne?
    Vergogna De Longhi, non acquisterò i loro prodotti e sconsiglierò chi conosco di acquistarli.

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