Moglie=cameriera

Metterci un bel Raul Bova non cambia il risultato e il forte messaggio sessista che ogni spot italiano vuole comunicarci.
Raul dopo aver avvicinato la hostess per delle ordinazioni, si rivolge ad un signore vicino a lui facendogli notare che stare su alitalia è come stare a casa sua.

Il signore gli dice: ‘scusi non è usa moglie?’ della serie, non ce l’ha anche a casa?
e raul gli risponde ‘infatti, solo che a casa non è così’ della serie mia moglie non si comporta da schiava sottomessa, non è gentile, non si prende cura di me e non è a mia disposizione. Insomma negli spot la donna o è oggetto sessuale o è schiava cameriera che deve soddisfare i bisogni del marito.

Della serie: donne guardate come sono gentili le nostre hostess e prendete questo come esempio a casa se no i vostri mariti partono via.

La pubblicità diffonde modelli negativi in continuazione ci bombarda con un modello femminile arcaico e superato e assai pericoloso se si pensa che ancora il modello maschile di donna ‘grazie’ alle pubblicità che non insegnano altro è ancora quello di oggetto sessuale o schiava di sua proprietà che si spiega in numerosi femminicidi e stupri che ogni giorno di consumano a danni di donne nel nostro Paese.

Non solo l’anno scorso abbiamo assistito alla discriminazione sessuale del non assumere le donne con bambini piccoli a lavorare, questo conferma che la compagnia aerea è sessista, tratta le donne come degli oggetti che devono starsene a casa soddisfare i bisogni degli uomini e si devono mostrare sempre carine e sottomesse.

Insomma c’è una differenza di come la pubblicità tratta belli e belle del cinema o spettacolo, i belli mantengono la loro aura da dominatore e le donne devono diventare oggetti per meglio rappresentare quello che l’immaginario maschile vuole.

Intanto boicotto alitalia un fallimento di compagnia!

12 commenti

  • I commenti sono necessari e devono essere molto severe a proposito di una schifezza simile. il giorno 29 dicembre dovrò volare con alitalia con mia figlia, volo milano napoli. non farò a meno di consegnare al capo scalo dell’alitalia una mia lettera di protesta con la promessa di evitare tutte le volte che mi sarà possibile di prendere un volo alitalia. anche a costo di rimetterci qualche euro. fatelo tutte, fatelo tutti
    ico gasparri
    presidente dell’Associazione Protocollo contro la pubblicità sessista
    pcps@fastwebnet.it

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  • Allucinante. Vorrei sapere chi è quel genio del creativo che ha escogitato questo obbrobrio e quel genio del responsabile pubblicità cliente che l’ha approvato

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  • Il ruolo attribuito alla donna in codesta pubblicità corrisponde perfettamente alla conservazione reazionaria della cultura patriarcale,che relega il genere femminile ad ” angelo del focolare”.Evidentissima la subcultura attraverso la quale si passa il concetto di donna – serva nel mondo del lavoro,seduttiva e accondiscendente anche tra le mura domestiche.Sarebbe stato molto più interessante se i due avventori avessero avuto quale interlocutore uno stuart di volo dello stesso genere,mi chiedo se avrebbero avuto lo stesso tono prepotente.

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  • e’ indispensabile che determinate pubblicità n0n si tollerino più, e che questa intolleranza si faccia sentire, forte e chiara con tutti i mezzi, anche attraverso il consumo critico. E’ uno strumento utile per far capire che non ci stiamo, come fa l’Associazione Protocollo contro la pubblicità sessista e come dovemmo fare tutte/i noi.

    Se per Alitalia le mogli, ma anche le compagne, sono e devono essere solo cameriere/hostess e badanti, noi che non siamo quel tipo di donne diciamolo, non sceglieremo la loro compagnia. A loro e a tutti quegli uomini che sorrideranno vedendo la pubblicità. e a tutte quelle donne che sorrideranno dicendo, ma si è una pubblicità.
    Siamo stufe della giustificazione che con l’ironia dobbiamo accettare le peggio schifezze e la costrizione i ruoli oramai obsoleti.
    C’è l’invito anche da parte della commissione europea, attraverso la risoluzione del 3 settembre 2008, a tutti, professionisti e anche istituzioni a combattere gli stereotipi sessisti in pubblicità. Chi raccoglie questo invito?

    Comunque la figura peggiore, ce la fanno gli uomini che vogliono mogli così, che non sanno creare un rapporto diverso dall’utilitarismo, che non sanno occuparsi di se stessi, che non sanno relazionarsi con una’altra persona, perchè non sanno mettersi in gioco, discutere…….. E siccome ci sono uomini intelligenti che questi dicano qualcosa, devono sempre fare la figura da idioti? vedi bialetti, de longhi, relish, alitalia e ……..

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  • Dopo la “brillante” cessione di Alitalia alla cordata di imprenditori amici anziché ad Air France, (come cittadino mi sono sentito ancora una volta cornuto e mazziato) ho deciso di non utilizzare più questo vettore e così ho fatto.
    Non volo più Alitalia né per lavoro, né per diletto.
    Visto questo spot in televisione consolido ancor più la mia posizione.
    Stefano Soliano

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  • Non volo Alitalia dal 1999, credo. Cioè da quando chiesi a uno di questi “angeli” la cintura di sicurezza per la mia bimba di meno di due anni, cosa che invece danno abitualmente sui voli SAS. Mi guardò come se avessi chiesto un koala ripieno di avocado, farfugliando un “vado un attimo a vedere..”. Tornò senza cintura e ma con la risposta “Signora, non ce l’abbiamo.. Ma sa, tanto se succede qualcosa la cintura non serve a niente!”. GIÀ, PERCHÉ IL DISASTRO AEREO È PIÙ FREQUENTE DEL VUOTO D’ARIA O DI UN MOVIMENTO IMPROVVISO del bimbo sulle ginocchia della mamma..
    Anche se al Dott. Severgnini va bene così (vedi il capitolo sul tema in “La testa degli italiani”, sono gente poco seria, io li evito accuratamente.

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  • ottima iniziativa quella promulgata dal presidente dell’Associazione Protocollo contro la pubblicità sessista!
    Invierò una lettera di protesta senza nemmeno prendere un loro aereo!
    E’ una vergogna che la donna sia trattata ancora in questo modo nel 2009!!!
    Voglio che tutte le donne si possano sentire libere nei loro corpi, nei loro pensieri, nelle loro azioni!
    Questo è il mio augurio a tutte per il prossimo anno.
    Buon (libero) 2010!

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  • Tanti Complimenti all’Associazione Protocollo contro la pubblicità sessista! Siamo circondati di pubblicità offensive nei confronti delle donne (e a volte anche degli uomini) tanto che ormai nemmeno ce ne accorgiamo più!! Occorre sensibilizzare le persone su questo tema prima che questi stereotipi negativi diventino la norma per tutti a partire dai bambini/e/ragazzini/e!

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  • Questo spot fa veramente schifo. Tanto per cominciare come fa il vecchietto a sapere che la hostess è la moglie di Raul Bova?, non sono mica una coppia di spettacolo famosa come Totti e Blasi. Inoltre se è vero che è la moglie perchè Bova gli parla dandogli del lei?. Ora a parte il fatto che la moglie di Bova nella realtà comunque non è una hostess ma questo spot cosa mi vuole comunicare?, che dovrei scegliere alitalia solo perchè vengo trattato bene?. Io quando viaggio in aereo mi importa che parta puntuale e che arrivi puntuale, cosa me ne importa a me del servizio a bordo… .
    Comunque anche quello che dite voi è vero, sembra quasi che se qualcuno deve scegliere alitalia lo fa solo per il gusto di trattare le hostess come servette.

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  • Benvenuto andreax :)
    Mi sono posta anche io tt quelle domande.
    X QUANTO riguarda la moglie è offensivo come viene trattata da serva non solo in quanto hostess di Alitalia offendendo le dipendenti ma offendendo lei stessa che in realtà non è cameriera, non ha un lavoro subordinato legato all’estetica e la cura degli altri o il lavoro domestico come purtroppo la maggior parte delle donne riesce a trovare xke i posti ‘più’ alti nel gradino della scala sociale sono chiusi ma è veterinaria.
    Terzo punto, offende le casalinghe e non capisco perchè nel linguaggio pubblicitario casalinga vuol dire serva subordinata all’uomo e non magari padrona di casa.
    Quarto luogo, mi rattrista che negli spot la rappresentazione della donna non è altro che quella dell’oggetto che si prende cura dei bisogni maschili con sottomissione perfino quando lavora.

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  • La parodia è molto carina

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