Valerie, diario di una ninfomane

Da Femminismo a sud

Valerie – Diario di una ninfomane – è un film “scandalo” che parla di una donna a cui piace fare sesso. In italia, luogo in cui vengono mostrate le immagini più sessiste di utilizzo del corpo delle donne, non è stata permessa giusto l’affissione del manifesto di questo film perchè una volta tanto non c’era una donna disponibile per un lui. Il manifesto infatti mostra una posa seducente di una lei che procura piacere a se stessa. Dalle nostre parti è già intollerabile questo, figuriamoci poi se può essere data larga diffusione ad una storia che vale la pena essere vista.

La storia parla di donne. Gli uomini sono descritti come quelli che usano e che non vogliono essere usati.

Apre la scena la madre della protagonista che spinge la figlia alla vita e le spiega che una donna senza possibilità ha due prospettive “fare la moglie o la puttana, che poi è la stessa cosa”.

Valerie è una donna viva che cerca il suo piacere, che viene patologizzata perchè le piace fare sesso e si convince persino di essere “ninfomane”. E’ la madre a chiarirle che la ninfomania è una parola inventata dagli uomini che volevano “domare” le donne.

Valerie passa dall’adolescenza all’età adulta in costante contatto con il suo corpo. Finchè non muore sua madre ed è allora che ha bisogno di un punto di riferimento solido cui aggrapparsi. Si innamora dell’unico uomo che non riesce a procurarle un orgasmo, fa l’amore come un coniglio a spintarelle veloci che durano al massimo due minuti ed è di umore assai instabile. Lei si appassiona all’amore e si lascia intrappolare in una storia fatta di possesso e violenza in cui liberarsi le costerà quasi la vita.

E’ sola, le serve un lavoro e decide di cercarlo in un bordello. Qui, dopo una prima fase in cui capisce che “noi donne abbiamo troppi pregiudizi”, vive un’altra dimensione del sesso che in qualche modo le piace, poi però sperimenta anche l’altra faccia del possesso maschile. Delusioni, violenza e nessun piacere. Lascia tutto e ricomincia, per approfittare della vita finchè c’è, per non perdere nessuna occasione, per restare sveglia in mezzo ad un mondo di cadaveri. Perchè lei è una nereide, una driade, una ninfa. Ed è il modo in cui arriva a questa conclusione che è seducente, sensuale, poetico ed esprime la libertà di ogni donna di essere quello che si vuole essere, senza sensi di colpa e senza costrizioni di nessun genere.

Un film semplice, diretto, chiaro, che arriva dritto al punto e mette a confronto tutti i modelli sociali che la società predispone per le donne. Ecco perchè in italia non è piaciuto ed ecco perchè la sua locandina è stata censurata.