L’infantilizzazione della donna

Nel precedente post ho parlato dell’adultizzazione dei bimbi e della loro sessualizzazione nei media, ora vi parlo di un altro tema delicato e altrettanto pericoloso come il primo: L’infantilizzazione della donna, ovvero ridurre una giovane donna con abbigliamento e caratteristiche fisiche da adolescente o preadolescente tipico della cultura occidentale e nipponica.

Un elemento importante è costituito dall’abbigliamento che allude all’attrazione verso ragazzine teenager o anche pre-teen.
Spesso questa cultura l’abbiamo nella scelta delle figure femminili nei porno ma anche le pubblicità,le modelle o le vallette dei programmi televisivi sono spesso infantilizzate e rappresentate in gesti infantili mischiati ad erotismo o con caratteristiche fisice infantili e i calendari sexy.
*immagini da Pirelli2010 con modelle di età biologica tra i 18 e i 20 anni ma con i lineamenti (ritoccati) di una ragazzina di età tra i 6 e i 13 anni

Treccine, abito da scolaretta o mutande molto infantili. Questa è un immagine di Cristina aguilera, cantante.

Oppure gli accessori infantili che diventano strumenti allusivi ad atti sessuali (pubblicità Lee):

Oppure anche con tocco di sessismo un’adolescente con scarpe da tennis e gonna scozzese che simula una fellatio ad un uomo si presume dall’abbigliamento sia adulto (Pubblicità Puma).

Oppure tramite il dimagrimento attraverso programmini per limitare la circonferenza della vita (pubblicità Ralph Lauren):

Da qui deriva la scelta della magrezza come canone estetico, poichè il modello di donna in carne, prosperosa e corpulenta di qualche secolo fa che alludeva alla maturità sessuale, poco rende l’idea di ragazzina indifesa che oggi ha prevalso su quel modello più realistico di donna.

Oppure dei tratti del viso e abbigliamento, resi simili a quelli di una minorenne. Possono essere o il canone estetico comunemente rappresentato come occhi grandi e azzurri o verdi, nasino all’insù o capelli biondi o rossi possibilmente con la frangetta. Il canone estetico che preferisce la razza bianca di tipo nordico poichè piu’ infantile.

Prendiamo con esempio il viso di Adriana Lima considerata bellezza canone e proprio per questo non può certo essere definito adulto già di suo. La foto ritoccata presenta occhi ingranditi e privati dei normali segni di invecchiamento come le occhiaie.

Oppure accessori infantili accompagnati ad erotismo e caratteristiche fisiche da donna (Pubblicità Roberta intimo):

O con il ritocco della Pubblicità profumo mimi. La ragazza originale sembra avere un età biologica di 17 o 18 anni, ma con ritocco al colore degli occhi e la grandezza, carnaggione e abbigliamento troppo sexy per essere rivolto a ragazze adolescenti, diventa così una dodicenne:

La razza bianca possibilmente con carnagione chiara viene scelta come privileggiata proprio perchè da al soggetto dei tratti piu’ fanciulleschi.
Nel mondo occidentale la caratteristica infantile della donna è sinonimo di essere indifeso da proteggere come un bambino, di innocenza e debolezza in contrapposizione all’uomo rappresentato con un corpo, bruno, bronzeo, muscoloso e virile e quindi la moda e i mass media diffondono lo stereotipo della donna-bambina sempre più giovane (possibilmente bionda e pure stupida) come reazione all’indipendenza femminile, e la voglia di sdoganarci da quell’etichetta maschilista di corpo. Riprendiamo infatti la foto che ho già usato per un post,dove già lamentavo l’uso di tratti infantili+lacrime per enfatizzare la debolezza femminile:

Se la Pedofilia e la sessualizzazione dei bimbi è in diffusione altrettanto lo possiamo dire per l’estetica teen che è addirittura meno recente. La pedofilia e il desiderio verso preadolescenti è un reato non si capisce perchè sia legale sfruttare il corpo dei bambini o rendere le donne adulte simili a teenagers per compiacere gli amanti delle pre-teen.La pedofilia e la pederastia nei paesi industrializzati è in aumento e si realizza con la ricerca di ragazze che rispecchiano proprio questi canoni estetici, canoni inesistenti nelle donne reali poichè resi sempre più infantili con l’avvento del fotoritocco. Nessuno si stupice come mai le donne della pubblicità o dei calendari abbiano le tette grosse e il viso di una bambina che frequenta la quinta elementare.

One comment