Baileys e il corpo delle donne

La pubblicità che vedete sopra risale a quest’anno. Donne inquadrate in quelle parti anatomiche in un tal modo da incitare le fantasie sessuali maschili e allo stesso tempo rendendo il femminile come una specie di oggetto sessuale privo non solo di personalità, di intelligenza, di connotati umani che sono uguali nella loro fisicità, omologate e accomunate perfino da rigidi canoni estetici (seni, glutei, cosce, fianchi, labbra e vagine).

Possiamo trovare omologazione ad un preciso canone estetico qui:

Questa e del 2008 ma è simile e in certi versi più volgare. Non è un caso che quando si tratta di labbra femminili ci siano inquadrature eccessive e alludano ad una fellatio.

Grave quando una parte del corpo viene sessualizzata in questo modo.

La bocca serve per parlare esprimere le proprie idee e autodeterminarsi, esprimere intelligenza. Un paio di labbra carnose ed invitanti, sensuali e accoglienti suggeriscono vul-ne-ra-bi-li-tà.

Le donne degli spot insomma devono assumere degli atteggiamenti gestuali o vocali imbarazzanti e irreali per aiutare ad un’azienda a vendere il prodotto puntando sempre e solo su un target maschile.

Un po’ come le gambe, la parte del corpo che ci permette di camminare, essere liberi, di andare dove vogliamo, vengano erotizzate e fini sessuali, imponendo nuove e moderne schiavitù.

La pubblicità è quindi responsabile del peggioramento della condizione femminile.

Quando parlavo di vagine non scherzavo proprio: