Anche le campagne contro la violenza sulle donne sono stereotipate e finte

Nemmeno quando si parla violenza di genere veniamo rappresentate con un corpo normale.
Con tanto di naso all’insu, occhi blu, con labbra sensuale e capelli biondi sembra un manifesto per la difesa della razza ariana.
E’ che dire della faccia da bambina tipica dell’estetica ‘porno teen’ o resa bambina per renderla più indifesa.

Primo: le donne sul nostro territorio sono in maggioranza brune e mediterranee (comprese le immigrate, le vittime più frequenti) e che la maggior parte delle vittime sono anche donne non belle o anziane; secondo: il virgolettato ‘bella’ come dire non prendere alla lettera sembra un ipocrisia se poi andate vedere la foto dove la vittima si presenta in tutta la sua beltà.

Alla faccia di chi dice che il pd sia all’opposizione! La pensa uguale al PDL quando si tratta di rappresentare un indice di estetica femminile quando si è vittime di uno stupro.
Insomma ci stuprano in quanto belle, abbiamo quindi un po’ colpa di esserlo o gli stupratori sono ‘playboy’ che ci fanno un omaggio alla bellezza o le campagne del governo difendono solo le donne belle che importa se con i soldati o con queste volgari campagne?

Per non parlare delle lacrime che le rigano gli occhi che riprendono la cultura machista stereotipata della donna debole che dev’essere difesa da un maschio governo. Nessuno del governo pensa ad azioni sovversive contro la violenza sulle donne come queste:

Le campagne non hanno nulla a che fare con la violenza sugli uomini o il sessismo verso gli uomini visto che le donne utilizzano gli strumenti che le hanno rese schiave e si rivoltano contro i capofamiglia violenti che pretendono camicie stirate e pranzi ottimi. Un po come se la classe operaia utilizzasse le armi che il capitalismo le ha forgiato per schiavizzarla come armi per contrastarlo. L’idea è delle Electro-domestiche.

Sono corpi normali, casalinghe ma molto diverse da quelle rappresentate dagli spot e pubblicità perchè non sono compiacenti e passive nel servire mariti autoritari che le trattano da oggetti ma sono perfide e sovversive.

Le foto sono scattate nei luoghi dove le donne subiscono violenze e dove queste violenza hanno stretti legami con la segregazione casalinga.

Un progetto di QueeRing – Frangette Estreme

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presentazioni: mercoledì 28/01/’09 @ Betty&Books – sabato 31/10/’09 @ XM24

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Questa campagna comunicativa vuol essere un contributo alla riflessione sulla violenza contro le donne, che troppo spesso si consuma “al riparo” delle mura domestiche e da queste arriva in ogni luogo pubblico, dal lavoro ai manifesti pubblicitari nelle strade.

Presentiamo alcuni set fotografici in cui le nostre ‘electro-domestiche’ cominciano a prendersi una rivincita sui piccoli e grandi soprusi quotidiani, trasformando in chiave ironica e certamente non passiva gli strumenti domestici “di loro competenza”.

Il progetto si propone anche come campagna interattiva. Partecipa, interpreta con un (ri)scatto la tua idea di rivolta alla violenza domestica e inviacela. Le foto più belle e significative verranno pubblicate online e stampate.

Per info e contatti: infoqueer at bastardi.net

ps: notate la diferenza? Le donne delle campagne antisessiste sono vincenti e si difendono da sole, quelle dei governi alimentano il sessismo e la violenza poichè ci rendono così deboli, bisognose di un uomo protettore che può anche sentirsi legittimato a farci violenza e perfino oggetti sessuali (se no le amministrazioni locali si lamentano che siamo bulle), belle da giustificare ogni stupro in quanto sessualmente apetibili.
Pensate che hanno preso una bionda per alludere ad una campagna a sfondo razziale contro gli immigrati?

6 commenti

  • Una volta questo spot: Bella da morire..si riferiva ai prodotti cosmetici ed..era molto più incisiva di ora. Pasolini ci insegna che..la TV condiziona il nostro ruolo sociale..

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  • Inserito il vostro post (spezzato..per rispetto verso il vostro lavoro) sul nostro blog-radio.
    ;-)
    COMPLIMENTI!!

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  • @Walai : grazie x aver citato il mio articolo :)

    @fiorella brozzo: Ho messo una bella citazione di Pasolini sul ruolo delle donne in tv, pensare che Pasolini si riferiva alla tv dei tempi di mike bongiorno, vedrebbe ora si rivolterebbe nella sua tomba.
    Amo Pasolini perchè non solo ha inquadrato benissimo il ruolo delle donne, un tema che non se ne parla ora figuriamoci 30anni fa ma ha fatto una bella premonizione su come le tv stanno diventando e su come la cultura sta condizionando la mentalità del nostro Paese:

    «Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione.»
    qui la donna è considerata a tutti gli effetti un essere inferiore: viene delegata a incarichi d’importanza minima.come per esempio informare dei programmi della giornata; ed è costretta a farlo in modo mostruoso, cioè con femminilità. Ne risulta una specie di puttana che lancia al pubblico sorrisi di imbarazzante complicità e fa laidi occhietti. (P.Pasolini)

    Benvenuti nel mio blog :)

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    • carissime, ormai sono una donna anziana ed ex sessantottina. Leggere oggi queste pagine, oggi, mi riempie il cuore di malinconia. Non e’ certo quello che ci aspettavamo oggi dopo veramente tutte le angherie subite nel passato, in modo particolare quando facevamo il volantinaggio o l’andare a parlare con le persone durante i mercatini rionali di aborto, divorzio, ecc, ecc.Sicuramente qualcosa nella nostra societa’ non ha funzionato, non s’ cosa, ma certamente quando noi si parlava di emancipazione femminile non ci si aspettava quella che vediamo oggi fatte di veline, maestrine ecc.ecc. E ‘ vero anche che prima ci si riuniva nelle sezioni per arginare o combattere l’argomento della giornata e la ,,lotta era dura,, ve lo assicuro, pero’ si riusciva a combinare qualcosa. Oggi si parla su fb, qualche ideale politico e’ parzialmente venuto meno, non riusciamo ad opporci seriamente… e allora? Boh!!!!! Scusate, alla fine e’ stato solamente uno sfogo ed un grande rimpianto di quello che si poteva fare e purtroppo non si e’ fatto.

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  • brava! finalmente qualcuno inizia a rendersene conto! le campagne contro la violenza sulle donne perpetua/perpetra l’immagine della donna debole che deve essere difesa. io aspetto con ansia una pubblicità il cui slogan (la parola slogan deriva dallo scozzese e significa [urlo di guerra]. molto più appropriata di copy, direi) sia:

    contro la violenza sulle donneuna bella ginocchiata nei coglioni è ok.insegna al tuo uomo che la violenza fa male

    ot: ti segnalo qui una bella recensione cinematrografica attenta alle cose che ci interessano:
    http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/11/jennifers-body-2009.html

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  • Cara wanda, oggi i mezzi di aggregazione sono cambiati, i mezzi di comunicazione come Internet sono efficaci allo stesso modo ma i temi di genere trovano pochi consensi.
    Quel che è cambiato dal ’60 o dal ’70 è che non c’è piu’ quella solidarietà, quella voglia di cooperazione, di rivoluzionare la società. C’ è tanta rassegnazione, assuefazione, per questo pochi riescono ad opporsi. Se nel ’70 ci fosse stato il computer si sarebbero prodotti buoni risultati :)..da allora è cambiato poco c’è ancora tanto sessismo ed è addiritura di ritorno ‘grazie’ ai mass media. Le lotte in Italia hanno attecchito poco a causa della classe politica che è sessista e chiusa alla parità e a risolvere i problemi di genere considerati di poco conto.
    Beh oddio il ’68 nn era proprio un periodo femminista madi rivolta studentesca spesso maschilista che si spacciava per femminista e comunista mentre la maggior parte degli studenti erano figli di borghesi, semmai parliamo del 70 :).
    Tornando al discorso, provo tristezza nel vedere ragazzi che commentano qui e su youtube dandomi della frustrata, invidiosa, esaltata, estremista o addirittura quelli che dicono ‘allora cosa devono dire le islamiche?’ come dire ‘voi vi lamentate x cazzate’, come dire che da noi c’è parità e che dobbiamo a loro se ce l’abbiamo, come se ce l’abbiano data gli uomini. Ma se la tv è un grande mezzo x formare una cultura come diceva Pasolini certo che la cultura di questi giovani è talmente condizionata da nn cogliere il sessismo o addirittura ragionare da sessisti.
    Benvenuta nel mio blog

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