le campagne maschiliste di oliviero toscani

Ho trovato questo post su femminismo a sud e concordo in pieno!!

Barbara – che ringraziamo – ci manda una mail dal subject “bulli e piselli” e ci segnala la campagna pubblicitaria contro il bullismo ideata da oliviero toscani. Barbara si chiede perché questo accanimento sull’ortaggio a favore del frutto e ironizza sul fatto che forse si tratterebbe proprio di una allusione alle dimensioni falliche. Al bullo viene addebitata una deficienza di dote sicchè la nostra suggeritrice propone programmi di sostegno finanziario per chirurgia dell’allungamento del pene a chi vuole uscire dal tunnel del bullismo e poi conclude affermando che “toscani è un genio del machismo figurativo”. Come non essere d’accordo con lei?

Noi ricordiamo che la riproposizione del celolunghismo e celodurismo come segno di appartenenza ad una razza di ominidi superiori è stata fortemente utilizzata da un movimento politico del quale avremmo fatto volentieri a meno (la lega). Volendo fare altri esempi potremmo tracciare un paragone tra l’immagine dell’uomo vero che viene data del fascista modello 2009 e quella del romeno descritto di per se’ come fallace di fallo e dunque maggiormente predisposto ad aggirarsi circospetto per parchi di tutta la nazione alla ricerca di una fanciulla italiana da stuprare.

Ci tocca perciò ricordare che gli episodi di violenza maschile contro le donne prescindono dalla lunghezza del pene. Conosciamo storie di donne massacrate da uomini con peni poderosi e funzionanti. Proprio in virtù dell’affidarsi esclusivamente a quell’attrezzo codesti omini erano e sono machisti pretendendo che tutto il mondo femminile si pieghi al loro passaggio.

Rispetto al bullismo che tocca la fascia giovanile ricordiamo che i modelli di virilità machista che vengono veicolati da qualunque mezzo di comunicazione vanno dal tronista al calciatore, dall’uomo delle ronde all’ultrà da stadio. In tutti i casi il messaggio che passa è di disprezzo verso l’altro/a, di costante dimostrazione della propria grandezza a misura del proprio pene e dei propri muscoli. Insomma: vince chi ce l’ha più grosso e vince persino su chi ce l’ha più modesto perchè lo intimidisce trasmettendogli un complesso di inferiorità.

Volendo precisare allora ci sarebbe da spiegare che chi ha un pene “piccolo” qualora anch’egli si trovasse a manifestare un comportamento aggressivo lo deve alla costruzione di un modello maschile machista che tutto può con i suoi 20 cm di idiozia tra le gambe.

Vale a dire che la campagna di Toscani, come spesso avviene, non parte dalla testa, nè dal cuore. Parte dal fondo dei pantaloni di un uomo che ha visto troppi filmetti americani anni cinquanta e parla ancora il linguaggio di john wayne.