La tv è lo specchio dell’italia

Anche il nuovo programma di Enrico Papi in sstituzione del ‘colore dei soldi’ che fa flop.

Il programma. completamente diverso dal vecchio format, non perde l’occasione di mostrare una valletta in perizoma in fascia protetta con il rischio che i più piccoli possano assorbire modelli così stereotipati come reali.

Il sistema della televisione non solo prevede l’uso di ragazze spogliate a fini commerciali (ovvero per alzare lo share), quindi donna solo come strumento ma ricopre ruoli sessisti per compiacere il pubblico maschile adeguando il femminile appunto alla visione maschile e a come vorrebbe lui fosse la donna, in secondo luogo il target si rivolge ad un pubblico maschile escludendo le telespettatrici donne, quindi provocando una grave discriminazione e sottomettendole alla scelta del marito nella visione dei programmi, è questo è ancor più grave.

In terzo luogo il sessismo non solo è rivolto alle telespettatrici, alla rappresentazione dl femminile che contrastano il cambiamento culturale, ma anche alle stesse donne che lavorano nella tv, che sono spesso scelte per qualità estetiche e costrette a ricoprire ruoli marginali e strumentali.

Ruoli sempre “femminili” dove evidenziare la femminilità è importante, mostrando una divisione dei “mestieri” televisivi sempre in modo stereotipato. 

La cosa peggiore che questa è una via obbligatoria come trampolino di lancio, assieme al calendario e concorsi di bellezza.

Molte showgirl infatti dichiarano che  partecipare ad un concorso di bellezza o fare un calendario ormai sono diventate tappe obbligatorie per poter fare successo come attrice o conduttrice di un programma più importante. 

Ma molte volte la sola bellezza non basta. In casi peggiori spesso le ragazze della televisione sono spesso costrette a scendere a compromessi sessuali come gli scandali dimostrano.

La Fico, ad esempio, per avere un minimo di attenzione su di sé ha lanciato una provocazione dichiarando di mettere all’asta la sua verginità.

Se da una parte, è obbligatorio per una donna che lavora in tv usare questi mezzucci, dall’altra parte le critiche moraliste colpiscono “a morte” queste ragazze che pur conniventi sono pur sempre vittime di un sistema.

Lo spettacolo è anch’esso un luogo di lavoro e questa è discriminazione sul lavoro. L’italia, malgrado fosse una potenza economica, arretra nelle pari opportunità, perdendo 5 punti in un anno soprattutto a causa della disoccupazione femminile. Disoccupazione che fa calare fortemente il pil. La penisola scende al 72esimo posto su 134 paesi dal 67esimo del 2008 e dopo l’84esimo del 2007.

L’italia è superata anche da Vietnam, Romania (e poi dicono che la romania è + maschilista ndr) e Paraguay, precede appena la Tanzania, è terzultima in Europa. A pesare è «la persistenza di indici negativi sulla partecipazione delle donne alla vita economica», in primis la disparità di salari e redditi rispetto agli uomini.Agli ultimi posti nel vecchio continente Repubblica Ceca (74esima) e Grecia (86esima). Gli Usa al 31°.

Non bisogna sottovalutare quello che si vede in tv, nulla è finzione. In Italia c’è il + basso taso di occupazione femminile in Europa nonostante le ragazze studiano il doppio dei ragazzi. Nonostante ciò pure i redditi delle donne, a parità di lavoro, sono fortemente più bassi. Nel mercato del lavoro siamo costrette ad accettare mansioni più umili, meno retribuiti e più precari. 

Le donne in italia hanno poca possibilità ad accedere a ruoli dirigenziali e politici, dove negli ultimi ultimamente è richiesto un buon aspetto estetico per potervi accedere.
Spesso nei luoghi di lavoro si verificano veri e propri ricatti sessuali, proprio come avviene in tivvù.

Davvero non biasimo una Raffaella Fico che sceglie un più redditizio e meno faticoso lavoro, ossia quello di mostrare le chiappe, e contrarre un matrimonio con un calciatore. Ma è comunque complice del ruolo stereotipato dato alla donna in tv.

Quello però da chiedersi veramente è perché il sistema televisivo impone ruoli femminili alle donne e perché il nostro Paese spinge le giovani donne a seguire modelli televisivi simili e irreali come icone non lasciando altre possibilità o vie per essere riconosciute non solo come modelle o vallette televisive. 

O permettendo alle donne di non desiderare di fare la velina solo perché si guadagna di più, perché è l’unica via possibile per fare spettacolo, perché non c’è lavoro. 

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