Madre di famiglia vs velina

Questo è lo spot di una macchina, la Renault che considero sessista poiché i pubblicitari rivolgono sempre gli spot ai consumatori maschi rappresentando le donne come caricature stereotipate.

La donna che dev’essere o mamma o ‘velina’ con ameniccoli vari per attrarre l’uomo che si compiace della sua presenza.

Sempre a pensare agli altri, al loro giudizio, al loro piacere sessuale, a prendersi cura, ecc.

La carriera lavorativa, in quanto soddisfazione personale, è considerata dagli spot e dall’opinione pubblica come una prerogativa maschile e restiamo intrappolate in questi tristi stereotipi non a caso decisi da chi ci vuole appunto ‘a disposizione degli altri’.

Gli stereotipi di genere riflettono aspettative. Che aspettative si hanno sulle donne?
Madri o veline.

Si pensa che le donne non abbiano null’altro in testa che pannolini e cure estetiche.

La velina televisiva o la casalinga multitasking pare l’odierna dicotomia che divide le donne da secoli.

Tutti gli spot sono più o meno simili.

La giornata ideale di una donna descritta da uno spot televisivo è quella che la vede impegnata a pulire la casa, rimproverare un piumino da spolvero,  fare la spesa. O altrimenti stare tutto il giorno in palestra, nei centri commerciali a fare shopping,  dall’estetista/parrucchiere o a gongolarci sul letto come gatte morte.
Sarebbe possibile un altro genere di comunicazione?

Che ci rappresenti al lavoro, che rappresenti madri sole, giovani precarie, madri che tornano a casa stanche e trovano tutto pronto. Ragazze che guidano macchine roboanti. Bambini che giocano con le bambole. Corpi diversi dalle innaturali taglie 38 o ritoccati dalla chirurgia estetica. Donne lesbiche o donne che non scelgono di diventare madri per forza.

Cambiare immagine significa cambiare il paese.

Allo stato attuale pare che le donne debbano scegliere solo due cose: o diventare mamme e ricoprire quel ruolo sociale che le viene assegnato o essere sempre fighe e in forma sempre secondo ruolo sociale richiesto, ruoli che sono già tra l’altro incompatibili tra di loro poiché uno di questi porta a fare a meno dell’altro oltre che essere ruoli che relegano la nostra esistenza come in funzione degli altri.