Spot sessisti ai tempi del “regime”

La Tim lancia un nuovo spot sessista dopo tempo che non ne proponeva.

Si sa che la Tim, come molte altre compagnie telefoniche, ha sempre voluto belle testimonial. Compagnie telefoniche che pare facciano più concorrenza tra chi possiede la testimonial più bella piuttosto che per i servizi venduti.

Questo spot se a guardarlo è una persona assuefatta da l’impressione che rompa con lo stereotipo della bella e scema, poiché la professoressa è anche bella.

Ma lo spot rappresenta la solita erotizzazione pornografica e sessista delle professioni femminili. La bella prof già a 24 anni che si veste in modo sexy, cammina in modo sexy e parla in modo sexy.

Questi nuovi spot sembrano praticamente degli episodi in stile sitcom. Come da stereotipo l’insegnante sexy non insegnerà mai la matematica e incontrerà il genitore di un alunno. Maschi entrambi ovviamente.

La prof incarna i sogni erotici del figlio e adesso del padre, che torna adolescente.

Ecco che gli uomini sposati vengono rappresentati come degli adolescenti di 15 anni che sbavano dietro alla professoressa dei loro figli.

Dallo spot si evince lo stereotipo del padre assente che sottolinea come il compito di parlare coi professori (occuparsi dei figli), soprattutto se di latino, sia compito delle madri. A meno che non ti si presenti davanti la sventolona di turno.

Il primo Cristian de Sica fa la parte del padre scemo stile cinepanettone.
Analizziamo la professoressa, è bella ok, ma è troppo griffata per prendere uno stipendio da insegnante sopratutto di questi tempi.

La classica pubblicità di regime: devi essere bella, griffata anche quando hai un lavoro precario, perché non si sa come fa visto che giovane a permettersi il parrucchiere, truccatore e i bei vestiti, visto sono proprio le giovani ad essere precarie.

Per non parlare dell’atteggiamento sessista e offensivo che ha il personaggio di De Sica nei suoi confronti: lei da brava donna di regime non si incazza né si difende per il modo poco professionale e troppo confidenziale in cui la tratta. Sorride, proprio come il regime si aspetta dalle donne.

Altrimenti farebbe la parte di quella che se la tira. Perché si sa le donne non devono sembrare isteriche ma mostrarsi sempre gentili.

Tutte rigorosamente sottomesse ad un ruolo pornografico e sessista.

Che cazzo c’è da ridere se un genitore da all’insegnante della cubista o cerca di rimorchiarla?

Non capisco: umiliare una donna non solo sembra un diritto maschile ma deve farci anche piacere?

Questo non è altro che uno spot figlio di un ventennio di regime berlusconiano. Che ci aspettiamo?