Cose da uomini

Un altro spot di calze. La scena si svolge in biblioteca, dove una ragazza in occhiali e impacciatissima entra dentro e passa davanti ad un ragazzo. Mentre cammina fa uno strip tease e afferma:


“Dire le parolacce, staccare la coda alle lucertole, tirare i sassi alle finestre, parlare da uomo a uomo, giocare a biliardo e vedere un fuorigioco… Tutto questo l’ho fatto per poterli studiare… gli uomini!”

Poi si avvicina al ragazzo tutta vestita.

Questo spot è della stessa tipologia della Mercedes. Gli uomini fanno cosa da vandali, sono infantili, fissati con il calcio, volgari. Le donne sono creature delicate che non dicono parolacce si muovono come sex symbol, sono timide, non guardano calcio né giocano a biliardo e soprattutto non parlano con gli uomini.

Se una donna fa “cose maschili” lo fa solo per studiare gli uomini perché ovviamente una donna non può fare quelle cose per natura, ma deve stare zitta e spogliarsi, naked ambition.

E ovviamente: gli uomini sono fissati col sesso e spogliano le donne con lo sguardo.

Insomma, la modella dello spot ci insegna che è tornata ad essere donna e ce lo fa capire spogliandosi e comunicandoci che in quanto donna può solo limitarsi a fare quello. Anche i libri ovviamente sono cose solo da uomini.

Cosa vuol dire studiare gli uomini?

Gli uomini vengono da Marte e noi da Venere?

Per favore, gli studi di genere lasciateli fare a chi è competente e non per vendere calze da donna!

Uno spot davvero sessista a mio parere. Spesso si parla di studiare le donne in quanto complicate ma la sostanza non cambia. Le donne sono descritte come creature gentili che non fanno altro che denudarsi, gli uomini come creature sportive e maleducate.

Inoltre anche qui le donne sono rappresentate come oggetti sessuali. Ogni cosa va fatta con sensualità.

Come appunto nello spot della Mercedes: tornate ad essere donne.