Mistiche della femminilità,pinkwashing e ronde per proteggere le donne

Vi ricordate il vecchio spot di Calzedonia ‘speriamo che si femmina’ in mette in scena stereotipi di genere antiquati. Uno spot che molte hanno definito femminista e che hanno alzato un vespaio di polemiche in merito alle polemiche politiche.

Il nuovo spot esalta le donne che sfornano bambini, anzi figlie femmine. Mi chiedo perché a molte è sembrato femminista uno spot dove le donne sono solo madri, bambine rosa, donne di casa, eterosessuali, sexy e con l’ambizione di un buon matrimonio. Nulla di più.

Insomma lo spot rappresenta un mondo femminile molto riduttivo. Cos’ ha di tanto femminista? E quello slogan non è altro che pinkwashing e lo sarebbe ugualmente se lo spot avesse infranto i luoghi comuni in base al genere.  Quanto sono poco emancipate le italiane per credere che lo spot di Calzedonia è femminista?

Inoltre lo spot esalta solo le donne italiane e mi sembra uno spot fascista e di cattivo gusto.

Fascista come lo spot lactacid che pubblicizza le ronde, con l’unica differenza è che quest’ultimo è propaganda politica pura. E parlo di questo:

Per pubblicizzare un prodotto intimo si comunica che molte donne subiscono violenze sessuali e che si sentirebbero più sicure con le ronde.

Chi ha fatto questo sondaggio? la Lactacyd?

Lo spot è andato in onda mentre i politici si servivano dei media per accrescere il senso di insicurezza ai cittadini italiani e cercare un capro espiatorio, l’immigrato, come responsabile di molti reati.

Magari mentre le donne venivano uccise, stuprate e perseguitate dagli italiani.

Evocare le ronde per difendere le donne è violenza. Farlo per pubblicizzare un prodotto intimo è grottesco.

Pare che l’unico modo per prevenire le violenze in Italia sia quello di far scendere soldati sulle strade senza affrontare il fenomeno alle radici.

Che se ne fanno delle ronde le donne che le violenze le subiscono in casa? Eppure la maggior parte delle violenze avvengono tra le mura domestiche.

Non c’è volontà di affrontarlo culturalmente, ma anzi, c’è quello di rafforzare l’idea che le donne sono proprietà maschile e esseri deboli da difendere da un ignoto.

Non è produttivo tirare sempre il pinkwashing per pubblicizzare ogni prodotto per donne. Non è nemmeno un’alternativa all’idea della donna oggetto, anzi, si rischia di riproporre il binomio che divide donne “cattive” da quelle buone.

La mistica della femminilità appare in tantissimi spot. Essa esalta una femminilità stereotipata, invitando le donne a conformarsi a quei modelli. Lo abbiamo visto pure nello spot di Mercedes.

Le donne vengono esaltate solo se diventano madri o se rispondono a modelli di femminilità stereotipata.

Quello di Calzedonia è uno spot ipocrita perché è risaputo che in Italia una figlia femmina ancora oggi non è un buon investimento per una famiglia e il figlio maschio è ancora oggi preferito e augurato a tutte le coppie che si sposano.

Sappiamo ancora oggi quanto in Italia le discriminazioni di genere e i pregiudizi legati al sesso di appartenenza siano forti. E conosciamo tutti la posizione delle donne nel mondo per quanto riguarda l’eguaglianza di genere.

E’ tutt’altro che un paese che spera di avere figlie femmine.

Per questo ci sentiamo offese da questo spot che spera in tante femminucce solo per aumentare il numero delle proprie consumatrici.