Il sessismo e i pregiudizi e le ragazzine stanno veramente bene?

Et voilà la nuova pubblicità di profumo per uomo. Cosa vedete di diverso dagli spot che pubblicizzano profumi per donna?
L’uomo è un conquistatore che non deve chiedere mai e può avere due donne e dire no ad una che non gli interessa (caso strano e chissà perché sempre disponibili), quelli dedicati alle donne mostrano sempre la donna come un oggetto sessuale, nuda e accondiscendente che non avrà mai al suo fianco due uomini se non per sottometterla o stuprarla.

Negli spot giocano sempre i pregiudizi sessisti. Le donne di questo spot hanno un atteggiamento sottomesso, arrendevole, appunto.

La cultura vuole che l’uomo circondato da due donne sia figo (ne avevamo già parlato), mentre una donna che non si pone come oggetto  remissivo ma è sessualmente attiva viene descritta come una puttana, appunto:

puttanesca

Questa è la pubblicità che per un periodo ha tappezzato Milano (e altre città). Pubblicizza una macchina per far la pasta. Qui la donna che cucina non è una remissiva moglie, poichè il mezzo per cucinare è meno impegnativo e moderno.

La donna del cartellone è una specie di Mistress che tiene sulla bocca un frustino. E’ una donna molto diversa dai canoni comuni. Accanto a lei compare la scritta: ‘voglio fare la puttanesca’.

Insomma, la donna aggressiva sessualmente è una puttana?

Questa pubblicità propone la dicotomia tra moglie e prostituta. Le donne nella pubblicità o sono mogli o sono prostitute. Una rappresentazione simile non fa che rallentare il progresso sociale e la condizione femminile.

Questo immaginario viene proposto anche nelle magliette souvenir che riprendono lo stereotipo donna felice se si accasa o se è oggetto sessuale e maschio allegro se è libertino. Proprio un bel ricordino dell’Italia da parte dei forestieri che la visitano!






I modelli maschili proposti sono ribelli e liberi mentre le donne vengono offese in quanto donne e nella loro sessualità, scompaiono dal panorama collettivo oppure appaiono nei classici stereotipi che distinguono donne da uomini.

Non esiste alcun modello femminile emancipatorio o alternativo né negli spot, né nella tv, né nell’opinione pubblica.

2 commenti

  • ciao cara, a proposito di sessismo nel linguaggio ti segnalo uno scivolone che ha preso alessandro gilioli di “piovono rane”. è un blog che, in genere, mi piace assai ma mi ha delusa quando, invocando una manifestazione di donne contro berlusconi (che pure ci vorrebbe), ha detto che questo corteo dovrebbe andare a prenderlo a palazzo grazioli per dargli una “sculacciata”.
    non mi pare che sia rispettoso presentare le donne come esseri che per manifestare devono sculacciare. quando gli ho fatto osservare che la “sculacciata femminile” proviene da un immaginario erotico di poco gusto, lui mi ha risposto che non pensava all’eros. pensava alla mamma. beh, come giustificazione non mi pare granché. donne sexy o mamme severe poco importa. mi pare che si tratti di una particolare forma di sessismo linguistico.
    tu cosa ne pensi?
    qui il post:
    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/08/il-concetto-di-bello-e-il-concetto-di-brutto/

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  • Beh nn è servito molto giustificarsi anche perchè l’immaginario di madre è sempre uno stereotipo femminile assai fascista :D
    Hai ragione quoto in tutto!!

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