Donne clonate e uomo pensoso

Di giovanna cosenza

Spesso la pubblicità rappresenta le donne in gruppo, e per giunta una uguale all’altra, come fossero cloni privi di identità definita.

L’uomo, al contrario, è fotografato solo e pensoso: è dunque ben caratterizzato come individuo e rappresentato come fosse impegnato in chissà quale riflessione profonda.

Il che equivale a dire: donna = corpo replicabile; uomo = individuo pensante.

Siamo talmente abituati/e a queste rappresentazioni, che non ci facciamo più caso. Ma non occorre fotografare donne nude o simulare stupri di gruppo per offendere la dignità femminile.

Guarda la campagna primavera/estate 2009 di Sisley, per esempio. Il lavoro di queste immagini (clic per ingrandire) è tanto più sottile e infido, quanto più ci sembrano normali.

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Il post da una riflessione di genere che non ho esistato a inserire qui. Però sfugge un particolare. Non solo le tre donne sono clonate come vuole dire la cultura di donna omologata e fisicata (a mo’ di velinismo) e merce sostituibile contro uomo unico, pensoso e irripetibile ma sono quasi tutte rappresentate dentro una cornice come esprimere donna=decorazione estetica oltre ad essere riprese in pose sensuali e sottomesse e in tutti i punti che mettono in evidenza zone erotiche. quella fuori dalla cornice guarda dentro la cornice e non gli volta le spalle ma si aggrappa ad essa, quasi desiderosa di entrarci e quasi timorosa di essere fuori.

Un ultimo particolare che vi avevo accennato tempo fa sulla questione numerica: Il prestigio dato all’uomo che possidere una quantità numerica di donne.

E’ inoltre presente l’allusione al binomio molto presente nelle pubblicità: la relazione tra donna e spazi interni e quella tra maschio e mondo esterno. Non so se avete fatto caso ad alcune pubblicità di moda dove le donne sono inserite in luoghi chiusi e gli uomini in luoghi aperti quasi voler usare lo stesso stereotipo della donna confinata tra le quattro mure dedita a compiti di cura e simbolo di proprietà nonchè oggetto sessuale (dettaglio confermato dal loro abbigliamento che pare siano camice da notte) da timorosa di esplorare il mondo esterno e l’uomo esploratore e cacciatore sicuro di sè di quel mondo che sembra dominare (infatti è solo), posto davanti di spalle ad esse come dire che non ha bisogno di donne alludendo ad inferiorità femminile tale da metterne tre assieme per fare un uomo.

4 commenti

  • Faccio notare anche la posa assunta dalle modelle: un forte richiamo all’omosessualità femminile. Come a dire che alle donne, in assenza del proprio “padrone”, è permesso soddisfare i propri piaceri solo fra di loro. La libertà di poter avere una vita sessuale al di fuori dell’harem, non è permessa, la donna è sessualmente di proprietà di un solo uomo, mentre l’uomo può possedere più donne.

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  • Bella interpretazione..concordo perchè penso che il messaggio voglia esprimere anche questo!

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  • Non solo concordo con, ma mi complimento per l’integrazione al mio pezzo che è stata qui proposta.
    Fra l’altro, nella discussione al post originario, sul mio blog, alcune di queste riflessioni erano emerse da parte dei lettori.
    Faccio ammenda per non aver io stessa proposto queste osservazioni, ma cerco di mantenere i miei interventi molto brevi, per lasciare agli altri e alle altre la parola.
    :-)
    Grazie per l’attenzione e la condivisione e… complimenti per il blog!
    :-D
    Ciao!
    Giovanna

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  • Ciao giovanna :)
    Ho usato il tuo post perchè ho ritenuto che la riflessione sulla publbicità non solo è curata nei particolari cosa molto difficile quando gli stereotipi diventano così subdoli rendendoli difficili da capire, ma probabilmente non sarei riuscita a cogliere altri particolari senza il tuo post.
    Cavolo non sapevo ci fossero analogie con le risposte nel tuo blog :). bene!
    Grazie cmq complimenti anche x il tuo blog benvenuta tra i miei lettori ^_^

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