Videocracy

Videocracy è un interessante documentario che parla di come i media dipendano dal potere e siano legati ad esso. La tv delle censure, la tv della disinformazione, la tv della mancanza di lbertà di stampa e di parola è la tv del regime berlusconiano che ne fa uno strumento per ottenere consensi.
Berlusconi ha creato un mondo colorato, ha fatto della tv un fantasy irreale che rispecchia la sua personalità per deliziare i suoi elettori. Dietro questi colori c’è un regime che impedisce alle persone di parlare e li trasforma in burattini mediante personaggi vuoti.

Per 20 anni assistiamo ogni volta che guardiamo quella ‘scatola’ ad un mondo artificiale, un mondo creato come lui vorrebbe. Peccato che questo mondo ha poco rispetto verso il femminile e la democrazia.

In questo mondo si annullano le pari opportunità, le donne vengono trattate da oggetti, censurate le proprie idee, i propri volti. E’ un mondo sessista che gli permette di vincere facendo leva su gente che ha i paraocchi e che ha la tv come unico mezzo di informazione.

Non è bastato questo, perchè il mondo irreale lo ha portato nel suo parlamento, riempiendolo di donne che secondo il suo regime devono esistere solo se sono belle.

Per questo in alcuni temi alcune analogie con ‘il corpo delle donne’ poichè offre una visione sulla mancanza di pari opportunità. La violenza sulle donne è una cosa brutta ma quando arriva dalle istituzioni è terribile. Terribile ancora negarlo e dire che non si è uguali ai regimi islamici.

Le donne italiane sono fortemente sottorappresentate, poichè questo è volere della politica che riconosce il valore femminile unicamente in veste di oggetti sessuali e di madri riproduttrici. Simbolo le tante pressioni per impedire la libertà di scelta come l’obiezione di coscienza, i tabù sul sesso, gli attacchi ai contraccettivi, le discriminazioni sul lavoro, società e politica, il tabù di ammettere che le violenze sulle donne sono troppe e commesse indipendentemente dalla razza, i fondi tagliati ai centri antiviolenza, gli scandali sessuali di berlusconi tollerati e gli attacchi ad una moglie indignata accusata di aver sfasciato una famiglia slo perchè esigeva rispetto come donna.

In Videocracy, realizzato da Erik Gandini, italiano e svedese di madre (non per caso vive nel paese più democratico del mondo: la Svezia, molto attenta alle pari opportunità e le libertà individuali), che ci dice che la tv ha preso il posto della democrazia, ha perfettamente ragione. L’Italia è il contrario della Svezia. In Svezia c’è libertà, la politica come ogni altro paese occidentale non controlla i mass media, non censura, non disinforma e non si serve di quel mezzo per violare i diritti dlle donne sanciti dalla Costituzione.
In altri paesi pensare ad una tv controllata dal potere è pura fantascienza. Una morte per la democrazia.

L’Italia ha scarsa libertà di stampa, precisamente agli ultimi posti nei paesi occidentali e la maggior parte delle testate sono controllate dalla politica.

La nostra tv oltre ad essere voluta da un politico che dovrebbe dare dignità ai cittadini sottopone a censure ogni minima riflessione su ogni tentativo di elimianre i paraocchi.

La cosa più vergognosa e’ che quando esce finalmente un documentario che leva le bende agli italiani ignari e assuefatti su chi ha creato questa immagine svilente di donna nella televisione e spiega che la tv subisce controllo dalla politica, viene censurato.

Vergognoso, mi rattrista e mi indigna che questi modelli non li vogliamo noi, ma ci vengono imposti. Ci fanno capire che le nudità e la volgarità, compreso il collegamento tra potere e informazione le vogliamo noi, che avere spettacoli ‘indecenti’ in fascia protetta sia normale.
Ma censurano chi ha voluto veramente questo e perchè ha fatto leva su questi messaggi.