Pretese

Grazie alle segnalazioni di grandiosi utenti, il mio blog sta crescendo e sta diventando quasi ‘un vero e proprio osservatorio’.
A Milano non ci vivo nonostante abiti a 20 km di distanza. Un utente di nome Eleonora (grazie!) ha segnalato sul mio blog come questa città stia diventando di un degrado unico con pubblicità sempre più sessiste che veicolano messaggi pericolosissimi.

La Milano grigia è anche la colorata città della moda (oltre che delle tv commerciali Mediaset), nonostante ci sia un sindaco donna, non si impegna a eliminare i messaggi pubblicitari che danneggiano l’immagine femminile come questa:

La pubblicità reclamizza una palestra di Milano, che naturalmente in un periodo di dittatura dei corpi imposta dalle tv , impone alle donne di essere conformi agli stessi canoni dominanti.

Una giovane donna reputata fuori dai canoni che la rendono appetibile si consola allo specchio con davanti al sedere una foto di lato B perfetto che simboleggia probabilmente qualche illustrazione appartenente a qualche pubblicità o a qualche giornaletto per soli uomini come playboy ecc 

Devi essere bella come i canoni estetici impongono, allora viene in palestra. 

La ragazza della foto viene catalogata come grassa. Non sono poche le ragazze che nella realtà hanno un corpo simile. Questo è pericoloso poiché istiga ai disturbi alimentari  a causa di una cultura che impone alla donna di essere importante solo se ha un bel corpo e seduce.

Sessista perché riduce la donna ad un mero oggetto sessuale dove il’essere è subordinato all’apparire ma nemmeno nella sua integrità poiché si lascia intendere che le donne devono essere perfette solo nelle parti del corpo che generano attrazione sessuale negli uomini.  

Quel che mi fa più schifo è l’imposizione di questa perfezione e l’intento propagandista di fare leva sul concetto di donna come un paio di tette e un culo.

La cosa più vergognosa è che fa leva sulla scarsa autostima delle giovani a fini commerciali.

La pubblicità però non è passata inosservata. Le donne e gli uomini milanesi si son indignati eccome e lo testimonia questo commento:

Sì pretendiamo di più! Di riprenderci  il nostro corpo femminile, maschile ma non commerciale! Che la creatività dei pubblicitari abbandoni questa banalità. Che nessuno si lamenti se imbratto col pennarello qualcosa che imbratta la nostra dignità. 

L’appello è stato firmato da molte persone. 

Sono molto contenta che i blogger e i passanti iniziano a prendere coscienza che la pubblicità spesso danneggia la dignità. L’unica cosa che possiamo dire è che istituzioni e la pubblicità ignorano ancora le richieste dei cittadini e l’opinione pubblica. E non si tratta di pretese!

Le immagini sono di questo blog e sono tratte da un cartellone a Milano.

Detto questo la pubblicità scoraggia l’autostima creando vere e proprie malattie e schiavitù. Non ultimo il consumismo.